Il volto segnato dal tempo di una donna che consuma una colazione solitaria in un sanatorio tagiko, o lo stupore di un bambino che non resiste al profumo del pane appena sfornato in Uzbekistan. C’è una bellezza nuda, quasi cinematografica, nei vincitori dei World Food Photography Awards sponsored by Bimi 2026, annunciati la scorsa settimana alle Mall Galleries di Londra.
La competizione quest’anno ha premiato la capacità di catturare l’anima profonda del cibo e ha visto un clamoroso exploit della delegazione italiana. Una ventata di freschezza che ironicamente si sposa alla perfezione con la filosofia di Bimi (qui vi spieghiamo cos’è), sponsor dell’iniziativa, che abbiamo imparato ad apprezzare nei piatti come alternativa piacevole e delicata ai tradizionali broccoli.
Lo scatto dell’anno: una solitudine regale
A vincere il titolo assoluto, Overall Winner, è stata la fotografa britannica Jo Kearney, insignita del premio di 5mila sterline per un’opera di struggente tenerezza: A Woman Eats in the Canteen of the Soviet-era Sanatorium. L’immagine, che ha trionfato inizialmente nella categoria Fortnum & Mason Food at the Table, ci porta tra le montagne del Tagikistan, all’interno del mastodontico sanatorio di epoca sovietica Khoja Obi Garm, costruito su sorgenti termali ricche di radon.
Lì, in un’atmosfera sospesa nel tempo, una donna anziana consuma una colazione semplice, circondata da colori caldi e sbiaditi, mentre versa il tè con una dignità che la fondatrice del premio, Caroline Kenyon, ha definito “regale”. Un’inquadratura che commuove per la sua cruda e bellissima verità: il volto segnato dal tempo della donna dialoga in silenzio con la natura morta dipinta sulla parete alle sue spalle, racchiudendo in un solo istante una vita intera di storie, fatiche e resilienza.
Il trionfo italiano: frammenti di intimità e stupore
Se lo scatto della Kearney si muove sulle corde della nostalgia, la delegazione italiana ha saputo emozionare celebrando i legami, la meraviglia e la condivisione quotidiana. Quasi 9mila opere provenienti da oltre 50 Paesi si sono contese i podi, ma gli sguardi dei nostri autori hanno lasciato un segno profondo nella giuria.

C’è la pura meraviglia dell’infanzia nello scatto di Michela Balboni e Federico Borella, vincitori della categoria Food for the Family supported by The Felix Project. La loro fotografia, catturata in Uzbekistan, ferma nel tempo un momento di irresistibile tentazione: la mano di un bambino che si allunga, mossa da una curiosità spontanea, per sfiorare il pane ancora caldo appena uscito dal tandoor di famiglia.

L’emozione si fa ancora più intima quando attraversa le generazioni, come nel caso di Diego ed Elektra Papagna, padre e figlia entrambi premiati. La giovanissima Elektra ha conquistato il secondo posto nel Jamie Oliver Youth Prize – 12 and under con uno scatto poetico dedicato ai marshmallow; il padre Diego ha invece ricevuto la menzione Highly Commended nella categoria Production Paradise Previously Published grazie a una visione creativa e originale della classica colazione inglese. Poco distante, al terzo posto della medesima categoria Food for the Family, brilla lo scatto di Giulia Verdinelli, capace di intrappolare la caotica e calda bellezza della preparazione della pizza in famiglia.
Insieme a loro, i successi e le opere di Judith Balari, Michele Fini, Marina Spironetti e Sofia Carrara hanno dimostrato come l’occhio italiano sappia cogliere le sfumature emotive del cibo, trasformando la cucina, la terra e il raccolto in pura poesia visiva.
Un racconto visivo che unisce il mondo
I vincitori delle 27 categorie di questa edizione sono stati svelati dal celebre chef e scrittore Gennaro Contaldo alle Mall Galleries di Londra, davanti a una platea di stelle del mondo gastronomico e artistico. Le opere sono state valutate da una prestigiosa giuria internazionale presieduta da David Loftus, di cui ha fatto parte anche il nostro direttore, Federico De Cesare Viola.
Come ha ricordato Dave Samuels, Brand Director di Tenderstem Bimi Broccolini, il cibo resta l’elemento centrale attorno a cui le comunità di tutto il pianeta si riuniscono, coltivano, celebrano e sopravvivono. Qualunque cambiamento attraversi il mondo, ciò che mettiamo nel piatto rimane il custode delle nostre identità.
La mostra gratuita con le 203 immagini finaliste ha debuttato alle Mall Galleries, mentre una selezione speciale curata da Fortnum & Mason sarà esposta nel loro iconico store di Piccadilly a partire da questa settimana. Per chi volesse perdersi tra queste splendide storie visive, la galleria completa è fruibile online su worldfoodphotographyawards.com, in attesa che a settembre si aprano le iscrizioni per l’editione 2027.