Una pesca antica e dolce

Torna “Cala Lenta”, il 5-7 luglio. Da Francavilla al Mare a San Salvo, worshop, incontri sulla salute dell’ecosistema costiero e degustazioni a tema sui trabocchi

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C’era un antico rituale della cultura marinara abruzzese (citato perfino nel “Trionfo della morte” di D’Annunzio), si chiamava “cala lenta”: i pescatori, appena prima dell’alba, erano soliti far scivolare le loro reti in mare dall’alto di alcune caratteristiche piattaforme di legno che dalla costa si protendevano verso l’acqua, rilasciandone le cime in un gesto “traboccante”. Da qui ha preso il nome una delle zone costiere italiane più caratteristiche, la Costa dei Trabocchi, che da Ortona arriva fino a Vasto, (in questo tratto negli anni 60 del secolo scorso se ne contavano più di 60). Molte di queste originali piattaforme, ancorate alle rocce, sono diventate oggi punti di interesse, culturale e gastronomico (numerose ospitano validi ristoranti). Dalla storia di queste strutture votate alla pesca secondo tradizione è nato l’evento itinerante Cala Lenta, ideato da Slow Food Lanciano. Un appuntamento estivo che quest’anno si svolgerà il 5, 6 e 7 luglio e che si propone di approfondire il tema della sostenibilità e della divulgazione di una conoscenza ad ampio spettro degli ecosistemi connessi al pescato, puntando sulla salvaguardia dello straordinario patrimonio naturale e gastronomico della Costa Teatina. Mare, identità locale, cultura gastronomica, turismo, ambiente e paesaggio sono le parole chiave della tre giorni: dibattiti e incontri culturali si inframmezzeranno a un mercato del gusto, a numerosi laboratori gastronomici, a show cooking e tanto street food. Le attività più attese, però, sono i pranzi e le cene a tema sui trabocchi, dove a ogni edizione si gusta dell’ottimo pesce fresco. Sospesi sul mare.

 

Fotografie di Alessio Tagliavento

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