Vini da meditazione, dolci elisir notturni

Ray Isle racconta il suo amore per i vini dolci e le etichette che lo appassionano di più

vini da meditazione

Il grande critico enologico italiano Luigi Veronelli è ricordato per numerosi meriti, tra i quali l’aver coniato il termine “vino da meditazione”. Ma che vuol dire, precisamente? Per Veronelli, l’espressione significava un vino da bere da soli – e da non consumare a tavola, né in compagnia – un vino con il quale, attraverso la contemplazione di ciascun sorso, creare una connessione profonda, se non addirittura spirituale.

Veronelli non avrebbe voluto che il termine si riferisse strettamente ai vini da dessert – piuttosto, per lui, si intendeva qualsiasi vino, rosso o bianco, frizzante o liscio, secco o dolce, che potesse ottenere questo effetto. Nel bene e nel male, la frase è però spesso utilizzata per descrivere i vini da dessert italiani, profondamente complessi – nello specifico il Vin Santo toscano, ottenuto facendo appassire le uve di trebbiano e malvasia (in genere) su stuoie di paglia per mesi prima che vengano tramutate in vino. Il risultato è ambrato nella tinta, dolce in misura variabile, e stratificato con sapori e aromi di noci tostate, erbe aromatiche secche, caramello, scorze d’agrumi… la lista va avanti.

Pe me, comunque, ogni gran vino dolce – specialmente se sorseggiato in solitudine, davanti a un bel fuoco acceso in una serata invernale – diventa un vino da meditazione. Magari un po’ di musica, oppure lo scoppiettare dei carboni ardenti in sottofondo; o anche soltanto la neve che scende silenziosa fuori; nessun’altra compagnia se non i tuoi pensieri e il sapore fluido e mutevole del vino.

 

Tokaji Aszù 3 puttonyos 2014 oremus
Il Tokaji ungherese raggiunse l’apice del successo quando il re di Francia Luigi XIV lo definì vinum regum, rex vinorum (vino dei re, re dei vini). Oggi i vini Tokaji sono sempre straordinari, come dimostra chiaramente questo esempio delicatamente dolce, con note di mandarino-albicocca-torrone e un’acidità sorprendente.

Dolce 2013 Late Harvest
Nel 1985 l’azienda vinicola Far Niente (nella Napa Valley) lanciò Dolce, un’indulgente miscela di Sauvignon Blanc e Sémillon invecchiata per 32 mesi in botti di quercia francesi. Intenso, dalle note di caramello, caprifoglio e limone dolce, divenne lo standard di riferimento per i vini da dessert californiani e lo è ancora oggi.

Matusalem Oloroso Sherry NV Gonzalez Byass
Questo notevole sherry invecchia per 30 anni in botti di quercia riempite a metà prima di essere imbottigliato, il che rende il suo prezzo – piuttosto elevato – un affare. E questi 30 anni di legno, ossigeno e tempo hanno prodotto un’esperienza sublime: immaginate fichi secchi, caffè espresso, caramello e cioccolato.

Vin Santo 2012 Capezzana
Capezzana continua a essere una proprietà di lusso nella zona di Carmignano, in Toscana, sotto la direzione della titolare e viticoltrice Benedetta Contini Bonacossi. Il suo Vin Santo è seducentemente ricco e avvolgente, con una stratificazione di sapori che suggeriscono datteri, scorza d’arancia caramellata, pane e noci tostate.

Madeira Historic Series Boston Bual The Rare Wine Co.
George Washington brindò al suo insediamento presidenziale con un Madeira. Pensateci un attimo, e pensate al fatto che tutti i Padri Fondatori amavano questo vino fortificato portoghese – ormai troppo spesso sottovalutato –, mentre vi accomodate sul divano con un bicchiere di quest’elegante e sapida versione con aromi di mou e agrumi.

Vin Santo di Montepulciano 2002 Avignonesi
Non esiste un produttore di Vin Santo migliore di Avignonesi. Questo denso elisir è invecchiato per anni prima di essere imbottigliato, evaporando lentamente e concentrandosi (l’azienda vinicola ritiene che potrebbe produrre 24 bottiglie di vino secco con la quantità di uva che serve per produrre una mezza bottiglia del loro Vin Santo). Dal color mogano scuro, con note di datteri, ciliegie secche, nocciole tostate e caffè espresso e un’acidità brillante che fa da equilibrio alla forte dolcezza – è spettacolare e davvero perfetto come vino da meditazione.

Tawny Port 10 anni Graham’s
I Porto Tawny sono etichettati secondo la media delle età delle botti che confluiscono nel blend. Un blend di vini più giovani con, in questo caso, botti vecchie di 15 anni crea un complesso profilo con note di caramello, ciliegia e noci tostate.

Vin Santo S. Niccolò 2014 Castellare Di Castellina
Questo vino del noto produttore del Chianti è in effetti piuttosto giovane all’interno della famiglia dei Vin Santo. È elegante e di corpo leggero, con sentori di erbe essiccate e foglie di tabacco e una moderata dolcezza.

Sauternes 2016 Château Rieussec
Rieussec è una delle migliori (e più grandi) tenute nella denominazione dei vini dolci Sauternes di Bordeaux e questo 2016 è un esempio stellare dei vini della regione, con delicate note di crema al limone e miele amaro.

Beerenauslese 2017 Kracher
Gerhard Kracher produce sorprendenti vini dolci nella sua casa in Austria. Questo blend di Welschriesling e Chardonnay ottiene le sue note dalla Botrytis che fa seccare e concentrare i grappoli prima della vendemmia.

Ben Ryé Passito di Pantelleria 2017 Donnafugata
I cremosi passiti di Pantelleria sono prodotti con uve di Moscato di Alessandria parzialmente appassite. Ben Ryé, uno dei migliori, ha un profumo che ricorda una tarte tatin di albicocche.

 

 

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