Ceretto Piemonte

World’s 50 Best Vineyards 2025: trionfa il Cile, Italia unica presenza con Ceretto al 19esimo posto

Dalle colline del Piemonte arriva l’unico contributo italiano alla classifica mondiale, a testimonianza di un territorio che continua a dettare stile e ospitalità.

Il mondo del vino si è dato appuntamento a Margaret River, in Australia Occidentale, per celebrare i World’s 50 Best Vineyards 2025, la classifica internazionale che ogni anno premia le migliori esperienze enoturistiche del pianeta. A conquistare il primo posto è Vik, straordinaria winery immersa nel paesaggio del Valle de Millahue, in Cile. Un riconoscimento che sottolinea la crescita enoturistica del Sud America, sempre più protagonista della scena mondiale.

Il trionfo cileno e il podio europeo

Al vertice della classifica, dietro a Vik, troviamo due grandi eccellenze europee: Schloss Johannisberg (Rheingau, Germania), premiato anche come Best Vineyard in Europe, e Bodegas Ysios (La Rioja, Spagna), vera icona dell’architettura enoica contemporanea.

La selezione 2025 abbraccia sedi in 15 Paesi su sei continenti e include 11 nuovi ingressi, a conferma della vitalità globale del settore enoturistico.

L’Italia nella top 50: Ceretto porta in alto il Piemonte

In un panorama sempre più competitivo, l’Italia è rappresentata da un’unica cantina: Ceretto, che conquista il 19esimo posto nella classifica mondiale guadagnando una posizione rispetto al 2024. Un risultato di grande rilievo, che conferma il ruolo della famiglia Ceretto come ambasciatrice d’eccellenza delle Langhe (anche quest’anno tra le nostre 50 Top Cantine). Colpisce, però, che l’Italia – patria di alcuni dei territori vitivinicoli più rinomati al mondo – riesca a esprimere una sola presenza in questa classifica.

L’azienda piemontese, da anni sinonimo di produzione sostenibile, cultura gastronomica e design, si distingue per un’offerta enoturistica unica: dalle degustazioni panoramiche nel cuore del Barolo e del Barbaresco, alle esperienze immersive tra arte contemporanea, architetture iconiche e raffinate proposte gastronomiche che celebrano il territorio.

Un’occasione per riflettere sull’enoturismo italiano

Dopo aver svelato i sei italiani nelle posizioni dalla 51 a 100 (si noti che Castello Banfi ha perso posizione: nel 2024 era 22esimo), l’unico piazzamento tricolore accende i riflettori su un tema importante: nonostante la ricchezza dei nostri territori, l’Italia non sempre riesce a tradurre la propria eccellenza vitivinicola in un’offerta enoturistica competitiva sul piano internazionale. La presenza di Ceretto – che nel 2023 era comunque l’unica presenza tricolore –, riferimento assoluto delle Langhe, mostra però che la strada è tracciata: quando visione, architettura e ospitalità incontrano il valore del vino, l’Italia può emergere come protagonista.

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