Mare cristallino, natura rigogliosa, dettagli che rimandano allo spirito del luogo, i trattamenti wellness della Pure Seven Spa e una proposta gastronomica di prim’ordine, declinata dalla pizza d’autore alla cucina su spiaggia, fino al fine dining stellato: sono tante le ragioni per cui, a cinque anni dall’apertura, il 7Pines Resort Sardinia – affacciato sulla costa settentrionale della Sardegna, e parte di Destination by Hyatt – è uno degli indirizzi luxury più amati dell’isola. Ma la raffinata e accogliente struttura di ospitalità diretta da Vito Spalluto non resta ferma sugli allori, e continua a proporre a ogni stagione interessanti novità e collaborazioni di prestigio.
La Bollinger Champagne Terrace e il Bollinger Champagne Pool Bar

Nuova è, ad esempio, la partnership con Champagne Bollinger, che porta le pregiate bollicine francesi in due spazi dedicati del resort: il rooftop panoramico situato sopra al ristorante stellato Capogiro – guidato dallo chef Pasquale D’Ambrosio – diventa infatti la Bollinger Champagne Terrace, mentre il bar in piscina è stato ribattezzato Bollinger Champagne Pool Bar.
In entrambe le location, una selezione esclusiva di etichette della Maison accompagna i diversi momenti della giornata, dal relax al tramonto alle serate gourmet. In particolare, qui si può assaggiare anche la Special Cuvée 007 Limited Edition, Champagne strutturato, elegante e profondamente identitario in edizione da collezione.
E se sulla terrazza, affacciata sull’Arcipelago della Maddalena, le bottiglie Bollinger si abbinano a una carta dedicata ai crudi di mare e ai “baci di sapore” – piccoli assaggi pensati dall’Executive chef Pasquale D’Ambrosio per esaltare le diverse cuvée –, il bar della piscina offre una proposta all day dining a base di piatti mediterranei, crudi e grandi classici, dalla pizza all’hamburger e oltre.
I menu da Capogiro e la nuova pizza di Franco Pepe

Anche la proposta stellata dello chef D’Ambrosio evolve, e – pur continuando a coniugare il forte legame con la Sardegna e i suoi artigiani, produttori e pescatori, con un linguaggio gastronomico contemporaneo e personale – si rinnova.
Per la stagione 2026, infatti, il ristorante Capogiro propone due nuovi percorsi degustazione che riassumono la visione culinaria dello chef tra mare, terra e memoria (senza dimenticare, nel lavoro quotidiano, l’attenzione alla sostenibilità sociale e all’aspetto umano della cucina).
Le Nostre Storie propone un racconto “corale” e strettamente radicato nel territorio e nelle stagioni, che spazia da L’orto in fiore – incentrato su quanto arriva direttamente dagli orti del resort, tra verdure ed erbe spontanee – e Ho visto un gambero sott’acqua al Rombo con chantilly di pinoli e capperi, erbe e fiori, passando anche per il Risotto al burro di erbe di macchia, sottobosco, alghe e gin “metamorfosi” – un bell’affresco del paesaggio sardo attraverso pennellate aromatiche – e il Raviolo con caviale al fumo, latticello e un’infusione di ostrica.
Più ampio, strutturato e identitario è, invece, il percorso Sartoriale che si apre con lo Scampo laccato al verde miele, servito con lattuga alla brace e olio di pompia (intenso agrume che nasce solo in Sardegna) e prosegue con una versione originale della tradizionale spigola all’Acqua pazza (con pomodori, codium e insalata), e con le note decisamente iodate dei due primi piatti: il Fusillone glassato al limone nero con acqua di cozze e caviale di spirulina, e Mare, vale a dire pasta di farro immersa in un estratto di pescatora, con erbe e brina marina.
E ancora, con il Dentice accompagnato da una bernese bianca alle erbe, fiori di radici e bottarga di mandorla, e l’Agnello maturato, servito con morchella glassata, finocchio di mare e fiori di basilico, gustoso omaggio all’identità “terrigna” dell’isola e della sua cucina.
Restano, comunque, in carta anche i piatti signature dello chef, tra cui la squisita Pasta mischiata ai 12 pomodori, magistrale esempio di semplicità apparente e complessità tecnica.

Si rinnova poi anche per quest’anno la collaborazione con Franco Pepe che, insieme allo chef di origine partenopea, ha creato una nuova pizza signature che affianca i classici di Pepe in Grani nel menu di Spazio by Franco Pepe, affacciato sulla piscina: si tratta di Spazio Mare, pizza fritta in cui la tradizione campana e lo spirito marino dell’isola si incontrano attraverso la stracciata di Bufala Dop e il gambero rosso, insieme alle note fresche di misticanza e lime.
Si concentra invece sul pranzo vista mare, e sul momento dell’aperitivo in spiaggia, la proposta del Cone Club, ristorante pieds dans l’eau all’insegna di cucina e convivialità mediterranea in chiave sostenibile e informale.
Mareas, la boutique firmata da Antonio Marras

Anche l’altra novità 2026 del 7Pines Resort si affaccia sulla piscina: si tratta di Mareas, temporary boutique firmata dallo stilista e designer algherese Antonio Marras, che da tempo è uno dei più noti e brillanti rappresentanti della cultura sarda nel mondo. Gestita direttamente dalla maison di moda, la boutique propone una selezione di capi ready-to-wear, fragranze e accessori, intessendo un dialogo originale e autentico tra estetica, materia e paesaggio. In vendita anche una selezione di capi realizzati a mano nel laboratorio di Alghero, che ne incarnano la dimensione più intima e narrativa.
Ma la creatività di Marras pervade anche altri ambienti del resort: dal concept store 7Pines, nel main building, dove si può trovare anche una scelta di di borse e calzature del brand, fino ai dettagli di interior design – tra ceramiche e installazioni – disseminati nella struttura rafforzandone ulteriormente lo spirito sardo in un racconto visivo che tiene insieme memoria e contemporaneità, artigianato e spirito artistico.
«Questa partnership rappresenta per noi molto più di una collaborazione: è un progetto che guarda al futuro e che nasce da un legame autentico con la Sardegna», commenta Vito Spalluto, Managing Director di 7Pines Resort Sardinia. «Con Antonio Marras condividiamo la volontà di raccontare questo territorio in modo contemporaneo, valorizzandone l’identità più profonda. Il nostro obiettivo è costruire nel tempo un percorso comune, fatto di evoluzione, contaminazione e crescita, capace di rafforzare sempre di più il dialogo tra ospitalità, cultura e creatività».