Lo splendido rooftop del ristorante Gigi Rigolatto Roma all’hotel Orient Express La Minerva, uno dei primi 10 alberghi al mondo nella nostra lista

Global Tastemakers Awards 2026: 3 ristoranti d’hotel italiani nella top ten

Ecco perché le nostre tavole d’albergo non temono confronti.

Una sera di quasi vent’anni fa, partii da Roma per affrontare le circa due ore di macchina verso nord che conducono all’Hotel Il Pellicano, a Porto Ercole, leggendario resort affacciato sul mare toscano. Era un viaggio piuttosto lungo per una semplice cena, ma ero impaziente di provare la cucina di Antonio Guida, uno chef di cui si iniziava a parlare parecchio. Rimasi ammaliato dalla cucina – elegante, profonda, carezzevole, tecnicamente impeccabile. Ricordo di aver pensato: «Wow, si può mangiare così bene anche in un ristorante d’albergo». All’epoca, era tutt’altro che scontato.

Nel 2014 Guida fu chiamato al Mandarin Oriental di Milano, inaugurato l’anno successivo. Il suo ristorante, Seta, fu concepito e posizionato per esprimere identità e ambizioni, non per essere l’ennesimo servizio alberghiero efficiente ma prevedibile. Missione compiuta: oggi, con le sue due stelle Michelin, Seta è una destinazione nella destinazione, capace di attrarre soprattutto clienti esterni — in particolare milanesi — oltre agli ospiti dell’hotel. E non si tratta affatto di un caso isolato: da qualche anno i nostri alberghi figurano tra i migliori al mondo per offerta gastronomica, conquistando tre posizioni nella top ten dei 2026 Global Tastemakers Awards. Un exploit che mi ha reso molto orgoglioso, ma non così sorpreso.

Perché gli hotel italiani eccellono in questo ambito? La risposta breve è semplice: non imitano standard internazionali, ma fanno ciò che l’Italia sa fare meglio, ovvero restare fedele a se stessa. Naturalmente c’è dell’altro. Molte strutture di alta gamma ingaggiano chef dalla forte identità, concedendo loro spazio, risorse e autonomia creativa, e diventando così laboratori culturali in cui fine dining, memoria, artigianato e territorialità si intrecciano. L’ossessione italiana per la provenienza degli ingredienti — tratto distintivo della nostra cucina — vive ormai anche all’interno degli hotel, e negli ultimi anni l’attenzione alla filiera si è ulteriormente intensificata. Orti di proprietà, collaborazioni con piccoli produttori, pescatori e vignaioli indipendenti sono ormai la norma, laddove un tempo erano eccezioni.

La colazione da Casa Maria Luigia, a Modena (courtesy Casa Maria Luigia)

I migliori ristoranti d’hotel italiani non hanno nulla in comune con quei non-luoghi anonimi e impersonali, simili a terminal aeroportuali, che si incontrano in molte parti del mondo. Incarnano ciò che gli antichi Romani chiamavano genius loci: lo spirito del luogo. Offrono esperienze non replicabili altrove, plasmate da quella ricerca di autenticità che oggi guida sempre più il turismo gastronomico di lusso. Basti pensare a Casa Maria Luigia, il boutique hotel fondato da Lara Gilmore e dallo chef Massimo Bottura nelle campagne modenesi. Qui la colazione è un’esperienza unica, persino per gli standard italiani. Dove altro si può iniziare la giornata con cotechino, zabaione e sbrisolona? La proprietà è ciò che i tedeschi definiscono un Gesamtkunstwerk, un’opera d’arte totale, in cui ambizione culinaria, arte contemporanea e ospitalità colta si fondono armoniosamente. Gli ospiti non vengono semplicemente nutriti ma “iniziati” all’universo avanguardista di Bottura, in cui le materie prime come il Parmigiano Reggiano Dop o l’Aceto Balsamico sono trattati con reverenza quasi liturgica.

L’ora dell’aperitivo al lobby bar dell’Orient Express La Minerva a Roma, un must cittadino (ph. Øivind Haug)

Conquistare gli italiani — notoriamente commensali esigenti — rappresenta una scorciatoia verso la credibilità. Quando un ristorante riesce ad attrarre i residenti e non soltanto i viaggiatori, diventa un vero place to be. L’hotel smette di apparire come una bolla turistica e si trasforma in uno spazio sociale e identitario. È certamente il caso di Orient Express La Minerva e del suo ristorante Gigi Rigolatto Roma, sofisticato salotto romano che reinterpreta la tradizione in chiave contemporanea e che, ogni sera, si riempie indistintamente di ospiti e habitué della città.

La banchina dell’Hotel Cipriani a Venezia, del gruppo Belmond, rende l’arrivo ancor più emozionante (courtesy Belmond)

I viaggiatori di oggi vogliono capire dove si trovano, scoprire l’origine degli ingredienti, riconoscere riferimenti culturali non annacquati. Nei ristoranti d’hotel italiani, lo storytelling non è un artificio di marketing: è la conseguenza naturale della biodiversità culturale del Paese. Lo dimostra splendidamente la chef Vania Ghedini di Oro, all’Hotel Cipriani, A Belmond Hotel di Venezia, con un menu profondamente personale che valorizza i prodotti della laguna e del territorio circostante, così come la storica identità mercantile della città. È il riflesso dell’orgoglio autentico con cui i nostri chef danno voce alla straordinaria varietà delle cucine regionali del Paese.

Gli hotel gastronomici italiani sono tra i migliori al mondo perché possiedono qualcosa che non si può acquistare: una cultura dell’ospitalità profonda e calorosa, il legame con artigiani del gusto e produttori locali, e una centralità della relazione umana che restituiscono, a tavola, le stesse ragioni per cui così tante persone scelgono di viaggiare in Italia.

I miglior hotel internazionali per l’enogastronomia

1. Capella (Bangkok)

Merita il primo posto grazie ai suoi cinque ristoranti, incluso quello che porta in Thailandia perfette esecuzioni della cucina firmata dallo chef Mauro Colagreco.

2. Orient Express La Minerva (Roma)

3. Babylonstoren (Simondium, Sudafrica)

4. Casa Maria Luigia (Modena)

5. Aman (Tokyo)

6. Hotel Cipriani, A Belmond Hotel (Venezia)

7. Aliée (Istanbul)

8. Mandarin Oriental (Hong Kong)

9. Atlantis the Royal (Dubai)

10. The Grand National Hotel by Saint Peter (Sydney)

Maggiori informazioni

In apertura: lo splendido rooftop del ristorante Gigi Rigolatto Roma all’hotel Orient Express La Minerva, uno dei primi 10 alberghi al mondo nella nostra lista (ph. Øivind Haug)

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