William Dampier, esploratore inglese del XVII secolo è stato un famoso pirata, ma fu anche pioniere della gastronomia globale. Tra le prime parole introdotte in inglese derivanti dalla cucina dei Nuovi Mondi figurano “guacamole”, “barbecue” e “tortilla”. In qualità di diarista di viaggio, documentò usanze alimentari e ricette locali, scrivendo la prima versione in lingua inglese del guacamole, quella che poi è arrivata in maniera capillare in tutto il mondo, oltre a contribuire alla diffusione di molte altre espressioni gastronomiche.
Un pirata gourmet
William Dampier visse tra mare, esplorazioni e scrittura, le sue tre grandi passioni. Divenne famoso come pirata durante tre circumnavigazioni da record, ma fu anche uno dei primi europei a documentare ricette e ingredienti della cucina amerindia e caraibica. Nei suoi appunti, scritti durante il viaggio intorno al mondo e pubblicati come A New Voyage Round the World, comparvero termini oggi essenziali per la lingua gastronomica inglese.
Il suo impatto sulla cucina occidentale fu significativo. In un passaggio scrive di come gli abitanti di Panama consumassero avocado mescolato con zucchero e succo di lime, probabilmente una delle prime descrizioni del guacamole. Il suo lavoro contribuì a diffondere ingredienti fino ad allora sconosciuti: la tortilla, la salsa di soia, le bacchette, il kumquat e altri vocaboli entrarono direttamente nel vocabolario inglese grazie alle sue annotazioni.
Durante le soste a Panama con i Miskito e altre popolazioni indigene, Dampier descrisse abitudini alimentari insolite per i lettori europei: carne di lamantino, fenicottero, tartarughe e uova di pinguino, arricchendo il testo con dettagli sensoriali e gustativi che delineavano la novità di quegli alimenti. L’osservazione sistematica delle abitudini culinarie locali rendeva la sua narrazione una sorta di guida etnografica sul cibo.
Dal punto di vista lessicale, furono numerosi i termini culinari che abbandonarono la circolazione indigena e giunsero in Inghilterra grazie al suo testo. L’albero del pane, descritto come frutto giallo, morbido e nutriente, iniziò a essere coltivato nelle Indie Occidentali dopo che Dampier ne ebbe segnalate le potenzialità alimentari. Fu proprio questa scoperta a innescare una spedizione britannica per esportare migliaia di alberi dal Pacifico meridionale verso le piantagioni caraibiche, contribuendo a nutrire le comunità locali in modo sostenibile.
Il diario di Dampier divenne un vero e proprio modello per la letteratura di viaggio europea. I suoi resoconti ispirarono autori come Daniel Defoe e Jonathan Swift e vennero addirittura riportati da Charles Darwin nel suo celebre viaggio a bordo del Beagle. I resoconti sulla cucina dei luoghi più remoti ampliarono la percezione occidentale del cibo e degli ingredienti.
Sul piano scientifico, Dampier dimostrò una sensibilità non comune in un tempo in cui la gastronomia non era ancora oggetto di studio sistematico. Descrisse metodi di preparazione come l’arrostimento sul fuoco e le tecniche indigene di conservazione del cibo, contribuendo a creare un corpus di conoscenze che influenzò la Royal Navy e le spedizioni successive. Il suo libro rimase anche fonte di controversie, soprattutto per le descrizioni stereotipate sugli aborigeni australiani, che contribuirono a giustificare politiche coloniali disumane, ma la sua capacità di far conoscere cibi e tradizioni resta un punto di riferimento nelle cronache delle esplorazioni.