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Il modo giusto di girare il caffè non è quello che pensate

Fisica dei fluidi, miscelazione imperfetta e piccoli gesti quotidiani che cambiano il gusto in tazza.

Giriamo il caffè quasi senza pensarci, uno di quei gesti automatici che appartengono alla liturgia quotidiana, ripetuto milioni di volte al giorno nei bar e nelle cucine di casa. Eppure, se ci si ferma un attimo a osservare come lo facciamo, emerge una domanda tutt’altro che banale: esiste un modo scientificamente corretto per girare il caffè? La risposta è , ed è anche piuttosto controintuitiva: il caffè non va girato in maniera regolare ma dovreste alternare il ritmo e la direzione per mescolarlo davvero bene.

Qual è il modo scientificamente migliore per girare il caffè

La maggior parte delle persone gira il caffè descrivendo cerchi regolari, spesso sempre nello stesso verso, convinta che questo basti a distribuire zucchero, latte o schiuma in modo uniforme. Qualcuno lo fa perché secondo alcune dicerie popolari renderebbe il caffè meno “pericoloso”, dissolvendo l’acrillamide. Spoliler: non serve a nulla se lo fate per questo motivo.

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Secondo quanto descritto da Focus su Instagram, dal punto di vista della fisica dei fluidi, però, questo movimento regolare per girare il caffè è tutt’altro che ideale. Quando si gira un liquido in modo costante e circolare, si genera un flusso stazionario, una condizione in cui le particelle del fluido tendono a muoversi su traiettorie parallele e ordinate. Il risultato è che il liquido gira, ma non si mescola davvero.

Mescolare non significa semplicemente mettere in movimento un fluido, ma favorire l’incontro e la dispersione delle sue componenti a livello microscopico. Un flusso troppo regolare, come quello creato da un cucchiaino che gira sempre nello stesso modo, riduce l’efficienza del processo perché le particelle di zucchero disciolto, di latte o di crema restano intrappolate in strati che scorrono uno accanto all’altro senza interagire in modo significativo.

È qui che entra in gioco la fisica, e in particolare la teoria del mixing caotico. Studi di dinamica dei fluidi dimostrano che i percorsi casuali, irregolari e imprevedibili sono molto più efficaci nel favorire una miscelazione omogenea. Cambiare direzione, interrompere il moto circolare, compiere traiettorie spezzate o apparentemente disordinate rompe i flussi stazionari e costringe il liquido a rimescolarsi davvero. In altre parole, meno ordine significa più equilibrio in tazza.

Il caso del caffè macchiato è ancora più pertinente. Qui convivono liquidi con densità diverse: il caffè espresso, più denso e carico di sostanze disciolte, e il latte, più leggero e ricco di grassi. Se si gira in modo regolare, il rischio è quello di ottenere una stratificazione persistente, con il latte che rimane in superficie o si distribuisce in modo disomogeneo. Un movimento casuale, invece, favorisce la dispersione delle microgocce di latte all’interno del caffè, rendendo il sorso più equilibrato dal punto di vista aromatico e gustativo.

Dal punto di vista sensoriale, questo ha conseguenze reali ma quasi impercettibili se non a degustatori molto esperti anche se è vero che la percezione del gusto non dipende solo dagli ingredienti, ma da come questi vengono distribuiti. Uno zucchero mal miscelato può creare picchi di dolcezza alternati ad amaro eccessivo. Un latte distribuito male può coprire alcune note aromatiche e lasciarne scoperte altre. Girare il caffè nel modo “giusto”, cioè in modo irregolare, significa rendere il profilo sensoriale più coerente e leggibile.

In definitiva, il modo scientificamente migliore per girare il caffè non è ordinato, elegante o simmetrico. È imperfetto, irregolare, quasi distratto. È un gesto che accetta il caos come strumento di equilibrio.

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