Good Food For All

Good Food For All, una petizione online per il diritto al cibo

Dal flash mob a Bruxelles alle firme illustri, è partita la raccolta firme promossa dalla coalizione internazionale che punta a garantire a tutti l’accesso a cibi nutrienti e di qualità.

“Il cibo è un diritto umano per tutti”. È questo l’assunto di base della coalizione Good Food For All, alla quale aderiscono numerose organizzazioni come tra cui Fondazione MATER, Fondazione Pistoletto Cittadellarte, Artivazione, Slow Food, Caritas Europa, Compassion in World Farming, ECVC-Via Campesina e Arche de Noé, e dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ECI) battezzata appunto “Food is a Human Right for All”, che chiede politiche europee capaci di garantire a tutte e tutti l’accesso a un’alimentazione sana, sostenibile e giusta.

In un’epoca in cui, almeno in Europa e in generale in Occidente, la cattiva alimentazione preoccupa ben più della nutrizione insufficiente a livello calorico – diversamente da altre parti del mondo –, è sempre più diffusa e trasversale l’attenzione, da parte di associazioni e cittadinanza attiva, alla necessità di affermare il riconoscimento del diritto al cibo come pilastro delle politiche europee.

Così, è partita ufficialmente il 7 gennaio – e andrà avanti fino alla fine del 2026 – la raccolta firme online per sostenere l’iniziativa che, come ricordano le parole di Olga Kikou, Direttrice dell’Advocacy di Animal Advocacy & Food Transition e responsabile UE dell’ECI Food is a Human Right for All, punta a rimettere la giustizia alimentare al centro delle politiche europee, riaffermando il ruolo della mobilitazione civica come strumento essenziale per costruire un sistema alimentare equo per le persone, per gli agricoltori e per gli animali.

«Il cibo è un diritto umano fondamentale: vogliamo che tutte e tutti gli europei abbiano accesso a cibo sano, nutriente, prodotto nel rispetto degli animali e a prezzi accessibili. Questa Iniziativa dei Cittadini Europei rappresenta un ulteriore passo in una lotta molto più lunga per far sì che la voce dei cittadini conti davvero nelle politiche dell’Unione Europea. Le persone vogliono un sistema alimentare che funzioni per loro, per gli agricoltori e per gli animali. Non vogliono cibo prodotto attraverso modelli intensivi né trasportato dall’altra parte del mondo», ha affermato Kikou in occasione del flash mob che si è svolto pacificamente a Bruxelles lo scorso 14 gennaio, a Place du Luxembourg. Una mobilitazione, avverte, che continuerà finché le richieste avanzate non saranno prese sul serio.

Oltre al flash mob, infatti, sono già diverse le prese di posizione a supporto dell’iniziativa e della raccolta firme, che a meno di un mese dall’avvio ne conta oltre 12mila (ma punta a raccoglierne un milione, soglia necessaria affinché l’Iniziativa venga formalmente esaminata dalla Commissione Europea).

Dal mondo della politica, e in particolare del Parlamento Europeo, arriva ad esempio il sostegno di europarlamentari come l’olandese Anja Hazekamp (Partito per gli Animali), la lussemburghese Tilly Metz (gruppo Verdi/Alleanza Libera Europea) e dell’italiana Annalisa Corrado, membro della Commissione ENVI, che ha sottolineato la rilevanza dell’iniziativa nel contesto delle politiche ambientali, sanitarie e sociali europee, evidenziando il legame tra transizione ecologica, giustizia sociale e sistemi alimentari.

Ma non mancano anche endorsement illustri da parte da personalità del mondo della cultura e del cibo: dall’artista Michelangelo Pistoletto allo chef tre stelle Michelin Massimo Bottura, entrambi protagonisti di video esplicativi realizzati dalla coalizione Good Food For All per lanciare la propria attività di sensibilizzazione sui canali social.

Aderendo, e dunque firmando, si manifesta la propria adesione a richieste come il riconoscimento del cibo come diritto umano fondamentale, e la garanzia per tutti dell’accesso a cibo sano, nutriente e accessibile; l’assicurazione di redditi equi agli agricoltori e ai lavoratori del sistema alimentare; la promozione della transizione verso sistemi alimentari sostenibili, che contribuiscano a ridurre l’impatto ambientale e contribuire agli obiettivi climatici UE; la lotta allo spreco alimentare dalla produzione al consumo; il benessere degli animali, attraverso pratiche di allevamento più etiche e modelli alimentari più rispettosi.

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