dalle-vigne-al-piatto-coltivare-e-il-piemonte-che-sa-rinnovarsi

Dalle vigne al piatto: Coltivare e il Piemonte che sa rinnovarsi

La visione enologica delle sorelle Bagnasco e la cucina misurata di Luca Zecchin nelle Langhe di Brandini, dove “coltivare” non è solo un verbo, ma una dichiarazione di metodo.

Siamo nel cuore delle Langhe, tra noccioleti ordinati e vigneti di Barolo biologico, in un paesaggio che l’Unesco ha consacrato a patrimonio mondiale ma che qui rimane, prima di tutto, un luogo di lavoro e di vita quotidiana. Coltivare Agri.Relais nasce come progetto di accoglienza della famiglia Bagnasco, proprietaria della vicina Agricola Brandini: una cascina piemontese a L, recuperata con misura, che oggi ospita cinque camere, una piscina panoramica, una zona benessere e un ristorante fine dining insignito della Stella Verde Michelin dal 2023. Non un luogo da attraversare in fretta, ma una base da cui partire – o fermarsi – per capire davvero questo angolo di Piemonte.

Due sorelle, una cantina (senza pedigree enologico)

Il racconto di Brandini è interessante proprio perché parte fuori campo rispetto alla tradizione. Giovanna e Serena Bagnasco non arrivano da studi enologici, né da generazioni di produttori di Nebbiolo. Quando nel 2013 decidono di prendere in mano Agricola Brandini, lo fanno con uno sguardo laterale: una distanza iniziale che negli anni ha permesso loro di costruire una specifica identità, senza dover dimostrare nulla a nessuno.

cantina-coltivare

Oggi l’azienda conta circa 20 ettari coltivati in biologico tra Langhe, Roero e Alta Langa. Il Nebbiolo è il centro del progetto e in bottiglia diventa Barolo attraverso quattro cru – R56 (Brandini), Annunziata, Meriame, Cerretta – capaci di raccontare sfumature diverse di uno stesso territorio. Qui il vino non è mai autoreferenziale: è uno strumento di racconto, asciutto, coerente, che non ha sovrastrutture. La stessa filosofia che ritroviamo nel relais e, soprattutto, nel ristorante.

La cucina di Luca Zecchin: rispetto, misura, chiarezza

Dal 2023 la guida della cucina è affidata a Luca Zecchin, cuoco con oltre vent’anni di esperienza maturata al Relais San Maurizio. Il suo è un percorso lungo, solido, che adesso ha trovato una nuova libertà espressiva. Il risultato? Una cucina fatta di rispetto per la terra, per i produttori, per le stagioni. Ma anche di misura, qualità sempre più rara nell’alta ristorazione contemporanea.

luca-zecchin-chef-coltivare-come-si-mangia
Il ramen di gallina

Il Piemonte è la base di partenza, però mai una gabbia identitaria. La tradizione viene riletta con leggerezza, alleggerita nei grassi, chiarita nei sapori, resa attuale non perdendo profondità. Il vegetale diventa una vera grammatica culinaria, non una concessione etica. Le verdure dell’orto – cuore pulsante del progetto – scandiscono il ritmo dei menu, riducendo al minimo la dipendenza da fornitori esterni. Le proteine animali arrivano da allevamenti di montagna semi-bradi o da pesci d’acqua dolce regionali, in una logica di prossimità e coerenza.

luca-zecchin-chef-coltivare-menu

I menu degustazione sono due: “Coltivare”, che raccoglie le ricerche più recenti dello chef, e “Raccogliere”, interamente dedicato al mondo vegetale. In stagione, il Tartufo Bianco di Alba entra in scena senza enfasi superflua, trattato come ingrediente e non come status symbol.

 

Il piatto che resta: Ris e coi

Se c’è un piatto che sintetizza davvero l’identità di Coltivare, questo è il Ris e coi. Un Carnaroli cotto in estrazione di cavolo arrosto, accompagnato da una variazione di cavoli che lavora su dolcezze, note affumicate e amari eleganti. È un primo che sembra semplice, quasi essenziale, ma che rivela una profondità tecnica e gustativa notevole. Vegetale, identitario, contemporaneo, il Ris e coi di Zecchin non cerca l’applauso immediato, ma lascia una traccia lunga nella memoria. Anche, ma ovviamente non solo, per la sua instagrammabilità.

Il menu, più in generale, alterna con naturalezza altra classicità piemontese – come il Plin alle tre carni o il vitello tonnato, ripulito e reso più arioso – a piatti di ricerca dove il vegetale è protagonista assoluto: carote cotte in foglie di fico, finocchi estratti e ricomposti, carciofi che dialogano con il fumo, l’uovo e il fondo vegetale. La ciliegina? Il carrello dei dessert, con una selezione sempre nuove di proposte dolci.

Dormire, degustare, rallentare

Le cinque camere – La Vita, La Terra, La Bottiglia, La Collina, Il Vino – sono un’estensione coerente della filosofia del progetto. Arredi essenziali, materiali naturali, comfort misurato e silenzio come vero lusso. Il soggiorno include la visita alla cantina Brandini e la degustazione dei vini, mentre la colazione, servita alla carta nel ristorante, elimina il buffet per una scelta precisa contro lo spreco. Anche qui il messaggio è chiaro: meno quantità, più attenzione.

Piscina, area benessere, passeggiate tra i filari, degustazioni e ricerca del tartufo completano un’esperienza che invita a rallentare, a osservare, a prendersi il tempo necessario per capire il luogo in cui ci troviamo.

Coltivare, come atto contemporaneo

Coltivare Agri.Relais è uno di quei luoghi che parlano sottovoce ma con grande chiarezza. Racconta il Piemonte senza retorica, con una freschezza rara per queste colline così spesso ingabbiate dall’immaginario. 

 

È un progetto agricolo prima ancora che gastronomico, umano prima che estetico. Un luogo dove il lusso coincide con il tempo e con la coerenza. E dove coltivare – le verdure, le relazioni, il gusto – torna a essere un gesto profondamente contemporaneo, necessario, credibile.

Maggiori informazioni

Coltivare Agri.Relais

Borgata Brandini, 16, La Morra (CN)
coltivarerelais.it

Condividi

Facebook
Twitter
LinkedIn
Articoli
correlati