Cocta Risto Social club

Cocta: a Roma la super osteria che unisce cucina, convivialità e creatività

Da poche settimane, questo progetto vivacizza il quartiere di Pietralata con una proposta contemporanea che intreccia cibo e socialità con naturalezza.

Partiamo dalla fine. Uscendo da Cocta Risto Social Club si ha la sensazione di essere stati in un luogo decisamente originale. A sorprendere non è soltanto il livello, comunque alto, dell’offerta gastronomica, quanto l’insolito contesto in cui questa viene servita. A piatti realizzati con materie prime di pregio e tecnica solida si contrappone, infatti, un locale tutt’altro che intimo o formale e che, anzi, fa della convivialità il suo tratto distintivo. Tutto però appare compiuto, legato da un filo ideale che conferisce coerenza a un progetto articolato, in cui il tempo assume un ruolo centrale: non più mera variabile ineluttabile, ma elemento costante da considerare, foriero persino di opportunità da cogliere.

La meglio gioventù

Il sous chef Lorenzo Maresca e lo chef Stefano Garonna

L’età non è mai un merito né una colpa, ma è innegabile che la freschezza delle idee sia spesso legata a uno sguardo giovane. Jacopo De Sanctis ha sfruttato un finanziamento europeo destinato agli under 36 per dare forma a quella che ama definire la sua “super osteria”. Il locale si sviluppa in un unico grande ambiente, affiancato da un’ampia terrazza, con arredi minimal perfettamente integrati nel contesto post-industriale di Pietralata. Uno spazio aperto, flessibile e accogliente, pensato per favorire l’incontro e la condivisione.

In cucina troviamo Stefano Garonna, romano classe 1993, con esperienze al fianco di chef come Giulio Terrinoni, Daniele Lippi e Roy Caceres. Al suo fianco Lorenzo Maresca, con un curriculum che include Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo e il bistellato Piazzetta Milù di Castellammare di Stabia. Una brigata giovane ma già ben formata, capace di unire tecnica e creatività con sicurezza.

Tecnica, materia prima e intuizioni creative

La dotazione tecnica del ristorante è di alto livello: in sala spiccano frigoriferi dedicati alla frollatura di carni e pesci, mentre una serra verticale idroponica fornisce erbe aromatiche e germogli freschissimi.

Da qui nascono piatti che dimostrano precisione esecutiva e personalità. Nel tiradito di ricciola marinato agli agrumi con leche de tigre al kiwi si leggono chiaramente le influenze dell’esperienza da Orma con Roy Caceres. Molto convincente anche la fregola con fondo bruno, mantecata al burro e completata da un sorprendente “Parmigiano di ostrica”: il mollusco viene trattato in soluzione salina, congelato e grattugiato come fosse un formaggio, regalando profondità e sapidità.

Accanto alle proposte più tecniche, non mancano piatti che giocano con la memoria. L’Hyper Scarola rilegge in chiave contemporanea il classico contorno con uvetta, pinoli e acciughe, mentre il dessert Latte e biscotti si diverte a spiazzare: il richiamo infantile viene reso adulto dall’aggiunta di bacon affumicato, che introduce una nota sapida tanto inattesa quanto equilibrata.

Un’esperienza più libera e conviviale

Il menu rinuncia ai tradizionali percorsi degustazione: niente sequenze interminabili di portate, ma una proposta pensata per essere modulata liberamente. L’obiettivo è valorizzare la convivialità e rendere l’esperienza più dinamica e accessibile.

Oltre ai tavoli classici, sono presenti tavoli sociali per gruppi fino a otto persone, dotati di sistemi di cottura integrati: piastra refrattaria, yakiniku, shabu shabu o hot pot. Un modo diretto e divertente per coinvolgere i commensali e trasformare la cena in un momento realmente condiviso.

La filosofia inclusiva si riflette anche nel posizionamento: prezzi equilibrati e una proposta versatile, che spazia dai Cocta Bites per l’aperitivo al brunch domenicale, accompagnati da vini naturali, birre artigianali e cocktail originali firmati dal barman Valerio Bonifaci.

Il Vintage Corner

Accanto alla ristorazione, Cocta ospita anche un originale Vintage Corner curato da Claudia Urbano, compagna di Jacopo. Qui trovano spazio capi unici ottenuti dal recupero e dalla personalizzazione artigianale di abiti di seconda mano, di grandi brand e non solo. Un’estensione naturale del progetto: creatività, sostenibilità e identità si incontrano, completando l’idea di un luogo in cui diverse forme espressive convivono armoniosamente.

Cocta Risto Social Club si presenta così come una realtà fresca e consapevole, capace di coniugare qualità gastronomica, spirito conviviale e visione contemporanea, contribuendo con personalità al rinnovamento della scena romana.

Maggiori informazioni

Cocta Risto Social club
Via del Casale Rocchi 6, 00158 Roma
cocta.it

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