Lo chef danese René Redzepi ha annunciato di aver lasciato la gestione del ristorante Noma. La decisione arriva dopo la pubblicazione di un’inchiesta del The New York Times che ha raccolto le testimonianze di oltre trenta ex dipendenti del ristorante, i quali hanno descritto un ambiente di lavoro caratterizzato da episodi di intimidazione, violenza e comportamenti aggressivi.
Redzepi ha commentato la vicenda con un video pubblicato sui social, nel quale ha riconosciuto la propria responsabilità e ha affermato che le scuse non sono sufficienti a cancellare quanto accaduto. Lo chef ha annunciato anche le dimissioni dal consiglio di amministrazione di MAD Foundation, organizzazione fondata dallo stesso Redzepi nel 2011 con l’obiettivo di promuovere il confronto sul futuro della ristorazione.
Un’inchiesta sulle condizioni di lavoro
Secondo quanto riportato nell’indagine giornalistica, molti episodi risalirebbero al periodo compreso tra il 2009 e il 2017. Diverse persone che hanno lavorato nella cucina del ristorante hanno raccontato di aver sperimentato un clima percepito come intimidatorio, segnato da pressioni psicologiche e, in alcuni casi, da comportamenti fisicamente aggressivi.
Tra le testimonianze raccolte figurano racconti di umiliazioni pubbliche durante il servizio, oggetti lanciati in cucina o atteggiamenti ritenuti intimidatori da parte dello chef. Alcuni ex membri dello staff hanno inoltre riferito di aver vissuto situazioni di forte stress dopo l’esperienza lavorativa nel ristorante, parlando di episodi di burnout o di disturbi legati alla pressione professionale.

Le accuse avevano già iniziato a circolare nelle settimane precedenti alla pubblicazione dell’inchiesta. A fine febbraio, l’ex responsabile del laboratorio di fermentazione del Noma, Jason Ignacio White, aveva diffuso sui social alcune conversazioni tra ex dipendenti del ristorante che descrivevano episodi simili. I contenuti avevano ottenuto milioni di visualizzazioni e contribuito ad amplificare l’attenzione mediatica sulla vicenda.
«Le ultime settimane hanno portato attenzione e discussioni importanti sul nostro ristorante, l’industria e la mia leadership passata. Ho lavorato per essere un leader migliore e il Noma ha fatto grandi passi per trasformare la cultura nel corso degli anni. Riconosco che questi cambiamenti non riparano il passato. Le scuse non bastano; mi assumo la responsabilità delle mie azioni» dice René Redzepi nel copy del video. Lo chef prosegue con il proprio messaggio d’addio: «Dopo oltre due decenni di costruzione e guida di questo ristorante, ho deciso di allontanarmi e permettere ai nostri straordinari leader di guidare il ristorante verso il suo prossimo capitolo. Mi sono dimesso anche dal consiglio di amministrazione di MAD, l’organizzazione no profit che ho fondato nel 2011. Per chi si chiede cosa significhi per il ristorante, lasciatemelo dire chiaramente: la squadra Noma oggi è la più forte e stimolante di sempre. Siamo aperti da 23 anni, e sono incredibilmente orgoglioso della nostra gente, della nostra creatività e della direzione che sta andando Noma. Questa squadra porterà avanti insieme la nostra apertura a Los Angeles, che sarà un momento importante per mostrare a cosa hanno lavorato e per accogliere gli ospiti con qualcosa di veramente speciale.
La missione di Noma per il futuro è continuare a esplorare idee, scoprire nuovi sapori e immaginare quale cibo potrà diventare tra decenni. Noma è sempre stato più grande di chiunque altro. E questo passo successivo onora questa fede».
Il futuro del progetto Noma
All’inizio del 2025 il ristorante aveva annunciato una chiusura temporanea della sede di Copenaghen per lavori di ristrutturazione, con l’intenzione di riaprire nel 2027 con un nuovo progetto. Nel frattempo parte della squadra del Noma ha avviato un pop up a Los Angeles, destinata a proseguire fino alla fine di giugno.
Oggi però davanti al locale californiano si sono radunati alcuni manifestanti che hanno esposto cartelli di protesta contro lo chef. Dopo la diffusione dell’inchiesta alcune aziende partner hanno inoltre annunciato la sospensione delle sponsorizzazioni legate al progetto.