gennaro-esposito-bellevue-syrene-sorrento-2027

Gennaro Esposito dal 2027 firmerà la proposta di uno degli hotel più belli di Sorrento

Dal prossimo anno lo chef della Torre del Saracino si occuperò del food & beverage del Bellevue Syrene.

Dal 2027 lo chef Gennaro Esposito firmerà l’intera offerta food & beverage del Bellevue Syrene. L’intesa riguarda tutti gli ambiti della ristorazione della struttura, dalle colazioni al ristorante gastronomico, fino agli eventi e alla banchettistica. Lo chef campano, alla guida della Torre del Saracino, ristorante premiato dalla Guida Michelin con due stelle, da anni rappresenta una delle figure di riferimento della cucina contemporanea e rafforza il suo legame con la costiera sorrentina grazie a questa nuova avventura.

La collaborazione nasce da una visione condivisa con la proprietà, guidata da Elsa Russo dal 1995, orientata a rafforzare il legame tra accoglienza alberghiera e alta cucina legata al territorio. Questa collaborazione non mira ad aggiungere un nome famoso e di grido per attirare persone, pensato solo per migliorare la lista dei servizi, ma costruire un’identità gastronomica per il progetto. L’obiettivo dei Russo è offrire un’esperienza sartoriale agli ospiti.

Radici comuni

Per lo chef il progetto rappresenta anche un ritorno a Sorrento, città in cui ha iniziato il proprio percorso professionale. L’obiettivo dei due è di costruire un profilo riconoscibile e coerente all’interno del Bellevue Syrene, storico cinque stelle lusso della città, affiliato a Relais & Châteaux e recentemente premiato con due chiavi Michelin: un simbolo di eleganza senza tempo data anche dall collezionista inglese William Waldorf Astor, che a inizio Novecento fece costruire all’interno dell’albergo una fedele riproduzione della Casa dei Vettii di Pompei.

gennaro-esposito-bellevue-syrene-sorrento

Elsa Russo, proprietaria dell’hotel, ha detto di essere entusiasta di avviare questo nuovo capitolo perché la cucina di Esposito è una delle migliori espressioni del territorio. Una collaborazione che nasce da una visione comune, quella di usare il cibo come linguaggio capace di raccontare il luogo in cui cresce e viene trasformato, le tradizioni del territorio e l’evoluzione che sta avvenendo.

Lo chef al Corriere del Mezzogiorno si dice «profondamente onorato di collaborare con la proprietà, simbolo del passato e del futuro dell’ospitalità sorrentina, custode di una tradizione che sa guardare all’innovazione. Un ritorno a Sorrento che sarà un viaggio ricco di emozione, amore per il territorio e dedizione totale verso ogni ospite».

Maggiori informazioni

Condividi

Facebook
Twitter
LinkedIn
Articoli
correlati