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Il miglior formaggio al mondo è svizzero: l’Italia si piazza molto bene al World Championsip Cheese

Il concorso internazionale nel Wisconsin che premia le eccellenze casearie di tutto il mondo ha messo molti nostri prodotti sui podi delle singole categorie.

La Svizzera conquista il primo posto al World Championship Cheese Contest 2026, mentre l’Italia resta fuori dal podio assoluto ma si conferma tra i Paesi con i risultati migliori nelle singole categorie. I distacchi tra i primi classificati sono minimi e riflettono un livello tecnico generale particolarmente elevato.

A vincere è stato Michael Spycher della Mountain Dairy Fritzenhaus con il formaggio Hornbacher, che ha ottenuto 98,98 punti. Subito dietro un altro prodotto svizzero, l’Appenzeller Purple Label della Käserei Kirchberg, fermo a 98,92. Terzo posto per i Paesi Bassi con un Gouda stagionato a 98,85. Si tratta di differenze di pochi centesimi, determinate da un sistema di valutazione che parte da 100 punti e procede per sottrazione, penalizzando ogni imperfezione rilevata in fase di analisi sensoriale.

L’Italia non va a podio ma mostra ancora la propria qualità

Il concorso, organizzato dal 1957 nel Wisconsin, lo Stato americano più “formaggioso” in assoluto, è uno dei principali concorsi internazionali per il settore caseario. L’edizione di quest’anno ha coinvolto 3.302 prodotti suddivisi in 142 categorie, esaminati da oltre 50 giudici provenienti da diversi Paesi. La selezione avviene in più fasi e solo i migliori di ciascuna categoria accedono alla valutazione finale per il titolo assoluto.

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L’Italia non entra tra i primi tre formaggi assoluti ma ottiene risultati rilevanti che fanno onore alla nostra tradizione. Il dato più significativo riguarda il Parmigiano Reggiano Dop del Caseificio Il Battistero, che ha raggiunto 99,15 punti, uno dei punteggi più alti registrati nell’intera competizione, conquistando l’oro nella propria categoria. Arrivano riconoscimenti anche per altre produzioni, con medaglie per lo stracchino, la burrata e il gorgonzola, oltre a un bronzo per una mozzarella vaccina.

Il regolamento non prevede una classifica per Paesi, ma assegna premi ai singoli prodotti. Il confronto tra nazioni resta quindi indiretto e si misura sulla quantità e sulla qualità delle medaglie ottenute come per le Olimpiadi.

L’edizione 2026 segnala anche un’evoluzione nel livello medio delle produzioni, in particolare nelle categorie a pasta molle, storicamente più difficili da standardizzare. Anche altri comparti, come burro e yogurt, mostrano una crescente competitività, con risultati significativi da Paesi extraeuropei: ormai fare del buon cibo, a tutti i livelli e per tutte le produzioni, è un affare sempre più globale.

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