Lione Shutterstock

Lione: i classici della capitale culinaria francese

Consigli per approcciarsi in maniera consapevole alla storia gastronomica di Lione e scoprire il suo patrimonio, tra bouchon, mercati e grandi chef.

È uno dei vantaggi di vivere in Europa: basta un breve volo o, in alcuni casi, poche ore di treno per ascoltare una lingua diversa e scoprire un’altra cultura.

Nel gergo turistico, il city break è un viaggio di piacere di pochi giorni, una pausa dalla routine quotidiana per staccare la spina e immergersi nell’atmosfera di una città per scoprirne le principali attrazioni.

Tra le destinazioni perfette per una mini fuga del genere c’è Lione. La terza città della Francia è abbastanza grande e vivace da non lasciare spazio alla noia nell’arco di un weekend lungo. Allo stesso tempo la si gira facilmente e, cosa non da poco, conserva una certa autenticità, a differenza di altre mete afflitte dal fenomeno dell’over tourism.

Le ragioni per visitarla sono tante, ma ce n’è una che da sola potrebbe bastare per i palati più esigenti.

La capitale gastronomica della Francia

Lione è infatti “la capitale gastronomica del Paese”, titolo altisonante, tanto più perché riferito alla Francia, attribuitole da Curnonsky, scrittore e critico considerato uno dei più influenti divulgatori gastronomici del Novecento.

Ma come è riuscita Lione a conquistare questa nomea? La posizione geografica gioca sicuramente a suo favore: si trova infatti al crocevia di alcune delle aree agricole più ricche del Paese. Tuttavia, anche ottimi ingredienti di base, per essere valorizzati, devono finire nelle mani giuste ed è qui che intervengono cuochi, artigiani e ristoratori.

I bouchon lionesi

Shutterstock.com / Pierre Jean Durieu

Templi della cucina tradizionale sono i cosiddetti bouchon: osterie inaugurate a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento dalle Mères Lyonnaise (madri lionesi) che, dopo aver lavorato per anni come cuoche presso famiglie benestanti, dovettero reinventarsi nel momento in cui i datori di lavoro non poterono più permettersi la servitù.

Molte di loro decisero di aprire piccoli ristoranti, la cui insegna era una bousche, un piccolo fascio di rami, da cui il nome bouchon. Il parallelismo con le fraschette romane viene naturale, ma al di là dell’atmosfera informale, le osterie lionesi vantano una proposta di cucina borghese molto tecnica.

Sul sito dell’associazione che li raggruppa, si trovano gli indirizzi dei bouchon originali, quelli che possono fregiarsi del logo ufficiale, solitamente esposto fuori dai locali. Tra questi c’è La Meunière, a pochi passi dalla centralissima Place des Terreaux. Altro riferimento storico è il Cafè Comptoir Abel che merita una visita non solo per l’offerta ma anche per la bellezza degli ambienti.

Monsieur Paul

La più celebre delle mères lyonnaises è stata Eugénie Brazier, conosciuta come la Mère Brazier, che nel 1933 divenne la prima chef a ottenere sei stelle Michelin: tre per ciascuno dei suoi due locali, tra cui il ristorante di Rue Royale, tuttora in attività. Il record fu eguagliato solo nel 1998 da Alain Ducasse.

Tra gli allievi della Brazier ci fu un certo Paul Bocuse.

Per i gourmet di tutto il mondo Bocuse non ha bisogno di presentazioni: padre della nouvelle cuisine, a lui è stato intitolato (quando era ancora in vita) il mercato de Les Halles de Lyon. Proprio di fronte a uno degli ingressi del mercato c’è il murale che ritrae il grande chef nella sua posa più iconica.

E, sempre a proposito di opere pittoriche, per capire l’importanza del personaggio, monsieur Paul è presente anche nel Fresque des Lyonnais, gigantesco trompe-l’œil in cui sono raffigurati i lionesi più illustri della storia. Con lui figurano personaggi del calibro dell’imperatore Claudio, di Antoine de Saint-Exupéry e dei fratelli Lumière.

Cosa mangiare a Lione

Una visita a Les Halles Paul Bocuse è il modo più immediato per conoscere le specialità lionesi: girare tra i banchi è un corso intensivo in cui dalla teoria si passa velocemente alla pratica, dato che molte delle attività presenti fungono anche da ristorante (c’è anche quello firmato da la Mère Brazier).

Tra i prodotti più rappresentativi ci sono i salumi come la rosette e il Jésus, insaccati di carni suine che differiscono tra loro sostanzialmente per le dimensioni. Da provare sono anche le preparazioni di charcuterie, tra cui il pâté en croûte: una croccante crosta di pasta sfoglia che racchiude un ripieno di carni varie, frattaglie ed eventualmente foie gras e pistacchi. Tra i piatti più tipici c’è il saucisson, servito caldo, che assomiglia vagamente al nostro cotechino. Il tablier de sapeur è invece una curiosa cotoletta a base di trippa marinata. Per chi preferisce il pesce, può scegliere la quenelles de brochet: grosso gnocco morbido a base di luccio servito con una salsa di crostacei d’acqua dolce. 

L’insalata lionese (con indivia riccia croccante, pancetta, crostini di pane dorati e un uovo in camicia) è perfetta per chi vuole illudersi di restare leggero.

L’insalata lionese con indivia riccia, pancetta, uova in camicia, crostini di pane e una vinaigrette all’aceto e senape

Nel capitolo formaggi vanno citati il Saint-Marcellin e il Saint-Félicien, entrambi prodotti da latte vaccino crudo con pasta molle e crosta fiorita. Molto diffuso è anche il Cervelle de Canut (cervello del tessitore, Lione è anche la città della seta): fresco e spalmabile, condito con erbe aromatiche, scalogno, olio e aceto.

I dolci più famosi di Lione hanno un ingrediente in comune: le praline rosa, mandorle ricoperte da uno strato di zucchero colorato. L’utilizzo più celebre è nella tarte pralinée, una crostata dall’inconfondibile colore acceso. Altrettanto diffusa è la brioche con praline, che a colazione rappresenta un’alternativa al solito croissant.

Infine, per quanto riguarda i vini, non mancate l’occasione di degustare quelli del territorio: dai Beaujolais a quelli delle Côtes-du-Rhône, senza dimenticare i Coteaux du Lyonnais, una piccola denominazione locale.

Se dopo aver assaggiato le specialità tradizionali, volete provare qualcosa di diverso e creativo, Lione vanta una delle più alte densità di ristoranti stellati di tutta la Francia: avrete l’imbarazzo della scelta. Chi cerca qualcosa di altrettanto contemporaneo, senza però salire di fascia di prezzo, si può concentrare sui bistrot gastronomici: la cosiddetta bistronomie. Molti di questi locali hanno anche una valida selezione di vini naturali, come Cinq Mains, insegna della città vecchia dall’eccellente rapporto tra la qualità espressa e il conto finale.

Maggiori informazioni

Foto di copertina: passerella pedonale Saint Georges a Lione in una bella giornata estiva (shutterstock.com/Neirfy)

Condividi

Facebook
Twitter
LinkedIn
Articoli
correlati