L’omakase di Katsu Nakaji arriva in Sardegna per la stagione estiva. Dall’8 luglio al 23 agosto, Hatsune, il progetto nato a Milano attorno alla cucina del maestro giapponese, si trasferirà all’interno di Pacifico Rosemary, a Porto Cervo, con un pop-up che manterrà la formula dell’insegna milanese adattandola al territorio della Costa Smeralda.
L’iniziativa porterà sull’isola una proposta costruita intorno alla tradizione dell’Edomae sushi, con un’attenzione particolare alla materia prima locale. Il menu, infatti, conserverà l’impostazione dell’omakase originale, ma sarà sviluppato quasi interamente a partire dalla pesca sarda e dagli ingredienti disponibili secondo la stagionalità.
Spazio agli allievi di Katsu Nakaji
Dietro il bancone, realizzato per l’occasione e pensato per ospitare dodici commensali, lavoreranno due allievi di Katsu Nakaji. Il maestro sarà presente nei primi giorni di apertura per inaugurare il progetto, conoscere il territorio e selezionare personalmente parte delle materie prime che entreranno nel percorso di degustazione.

La sede scelta è la storica veranda di Pacifico Rosemary, uno degli spazi simbolo di Porto Cervo. Per il pop-up è stato realizzato un bancone in legno grezzo, inserito all’interno di un allestimento che conserva le decorazioni floreali originali del 1969 e che punta a costruire un’atmosfera più raccolta rispetto a quella del ristorante milanese.
Il servizio sarà disponibile dal martedì alla domenica per tutto il mese di luglio, mentre ad agosto il locale aprirà ogni giorno. Ogni sera sono previsti due turni, alle 20 e alle 22, per un totale di ventiquattro ospiti. Il progetto è realizzato in collaborazione con Perrier-Jouët.
L’arrivo di Hatsune in Sardegna si inserisce in un percorso di internazionalizzazione della tradizione di famiglia portata avanti da Katsu Nakaji, quarta generazione di sushi master e figura centrale dello storico Hatsune Zushi di Kamata, a Tokyo. La linea ereditaria, infatti, si interromperà con Nakaji, che non ha eredi maschi destinati a succedergli secondo la tradizione giapponese. Proprio per questo il rapporto con i discepoli assume un ruolo centrale nella sua filosofia. La trasmissione del sapere passa attraverso la formazione di una nuova generazione di cuochi chiamati a custodire tecniche, rituali e metodi di lavoro che da oltre un secolo caratterizzano la scuola Hatsune.