File ordinate e ben distanziate di “palme” e capanni di bambù, un’ampia area giochi per i bambini, le docce, i campi per gli sport da spiaggia e i corsi di sport acquatici, un giardino mediterraneo, una piscina con ingresso su prenotazione per garantire privacy e tranquillità, che si trasforma in spazio riservato per feste ed eventi; qui, c’è anche un bar dedicato per bere un drink direttamente in acqua, che si aggiunge all’american bar interno e al beach bar per rinfrescarsi e rifocillarsi in spiaggia.
Al centro di tutto, una struttura moderna in legno e cemento armato riciclato, all’avanguardia dal punto di vista della sostenibilità (a cominciare dall’impianto di autoproduzione di corrente sul tetto, che nei mesi extra stagione estiva la rende autosufficiente), il cui lungo bancone ricorda la tolda di una nave, e le enormi vetrate apribili che annullano il confine con la spiaggia, e con l’Adriatico. Mentre l’ingresso su strada, o meglio, sulla pista ciclabile che percorre il lungomare, è segnato da due olivi ultrasecolari originari della vicina Costa dei Trabocchi.

A Francavilla al Mare, località balneare abruzzese dal lungo arenile, il Drago Verde-Sand Food è più simile a un resort che a un classico “lido”. Non è sempre stato così: qui sorgeva uno storico stabilimento locale, il Drago Verde appunto, rilevato nel 2014 dalla famiglia Rocco. Il signor Rolando ha lavorato nel settore dell’abbigliamento mentre la moglie Rosanna Marfisi in quello della lavorazione delle carni, fiorente business che la famiglia ha poi affiancato con l’ospitalità e gli eventi. I due figlie, Alessandro e Andrea, li seguono in questa nuova avventura e oggi sono al timone della struttura: il primo si occupa della gestione e dell’amministrazione di tutto il gruppo, mentre il secondo ha seguito la passione per la cucina e si occupa della proposta gastronomica dello stabilimento e del ristorante Salsedine.
In seguito alla forte grandinata del 2019, che aveva gravemente danneggiato la struttura, il progetto è rinato a nuova vita all’insegna della sostenibilità, cambiandone parzialmente il nome – che ora ne valorizza l’anima gastronomica – e riservando uno spazio importante al ristorante, che resta aperto tutto l’anno.
Il menu di Salsedine, tra mare e tradizione abruzzese

Autodidatta ma forte di diverse esperienze in ristoranti della costa, nonostante la grande expertise sulla carne della famiglia materna qui il 35enne Andrea Rocco ha giustamente incentrato la proposta gastronomica sul pescato fresco dell’Adriatico, che arriva dalle barche locali e – soprattutto per quanto riguarda molluschi e crostacei – dalla vicina Puglia, e in particolare da Molfetta. A lui va il merito non solo della selezione della materia prima ittica, ma di belle idee e di una mano felice che riesce a interpretarla al meglio, unendo tecniche di cottura rispettose con qualche intelligente “contaminazione” con la tradizione abruzzese, prettamente marinara ma anche dell’entroterra.
Così il menu inizia con un’ampia scelta di antipasti crudi (tra cui spicca la Julienne, con la tagliatella di seppia o calamaretto crudo accompagnata da cipolla di Tropea e peperoncino fresco) e cotti & marinati, come la Tiepida di mare – gustosa insalata di mare sbollentata al momento – e il Polpo gentile in doppia cottura.
Tra i primi, accanto ai grandi classici marinari – spaghetto alle vongole sgusciate pacchero all’astice, risotto ai frutti di mare – ad attirare l’attenzione è il Rintrocilo: tipica pasta acqua e farina della tradizione chietina e di Lanciano, di cui è originaria la signora Rosanna, è uno spaghettone rustico pronto a raccogliere il sugo, solitamente un ragù di carne. Da Salsedine, Andrea Rocco lo reintrepreta con un sugo intendo a base di scampi, ferfellone (il peperone rosso dolce locale, essiccato) e la nota croccante del “pane crock”, che nasce dal recupero dell’impasto in eccesso.
Per secondo, la scelta è ampia: dal pescato del giorno cotto in padella con pomodorini e olive, al forno con verdure di stagione, al sale o alla brace, allo Scampone (al ghiaccio, all’arrabbiata, alla griglia o al cognac). Ma il consiglio è di non perdere l’impeccabile frittura, dorata e asciutta, che può includere piccoli pesci di paranza o concentrarsi sui soli calamari. Mentre se si ha voglia di sapori più robusti, c’è la squisita Cacciatora: scamponi e coda di rospo cotti in un saporito sugo che profuma di rosmarino. La conclusione spazia dai semifreddi (tra cui quello al Parrozzo) al Tiramisù espresso, fino alla Crema della signora Melissa accompagnata da un cantuccino.
La pizza che guarda al mare

Accanto alla cucina di Andrea Rocca, dal 2019 Salsedine è anche pizzeria. In questo caso se ne occupa Gianluca Romoli, che dalla ristorazione – tra sala e cucina – ha deciso di passare alla pizza contemporanea di stampo napoletano, cotta in un moderno forno che recupera le emissioni scaldando (in inverno) la sala.
Dall’impasto leggero e gustoso, ben maturato, le pizze di Romoli seguono tre direttrici principali: le Classiche, dall’ottima Margherita alla Marinara sbagliata con pomodoro, pomodorino ciliegino semi-dry e stracciata; le Special, tra cui spiccano la O Sole Mio, con Mozzarella di Bufala campana Dop, pomodorino, pancetta, capperi, zeste di limone e pepe, e la Francavilla, con fiordilatte, pomodoro locale salato e pepato, stracciata di bufala e guanciale; e le Pizze dal Mare, a cominciare da quelle in cui l’impasto cotto a focaccia accoglie “salumi” di mare affumicati e stagionati in proprio, antipasti freddi dal menu o carpacci.