NIÒBĒ sul lago di Como, il ristorante fine dining con bistrot e cantina progettato dall'architetto Flaviano Capriotti

Sul lago di Como c’è un ristorante di design dove lo scarto del riso migliora l’acustica

L'architetto Flaviano Capriotti firma Niòbē, il progetto ristorativo guidato dallo chef Franco Caffara: un indirizzo che fa della sostenibilità la propria cifra stilistica, tra materiali di recupero e un’anima profondamente verde.

Inaugurato sul waterfront di Lecco a fine 2025, Niòbē porta sul lago di Como un’idea di fine dining dichiaratamente orientata all’economia circolare. Al centro del progetto c’è la risposta a un annoso problema di sala il riverbero acustico , risolto rivestendo le pareti con un inedito intonaco naturale nato dai sottoprodotti della lavorazione del riso.

Questa intuizione tecnica si trasforma nel manifesto dell’intervento firmato dallo studio Flaviano Capriotti Architetti che, tra i diversi lavori, ha curato anche quello del ristorante Andrea Aprea a Milano, premiato ai nostri Awards nel 2022 per la categoria Best Interior Design. L’architetto milanese firma così un intervento che reinterpreta le rive di Lecco senza cadere negli stereotipi della vista lago, lasciando che siano la materia e il comfort acustico a definire l’atmosfera. Capriotti ha dato forma alla visione della famiglia Todeschini – con Domenico alla guida insieme ai figli Davide e Matteo – e dalla filosofia dello chef Franco Caffara, nome storico della ristorazione d’autore lariana e già stella Michelin ai Tigli al Lago.

«Il progetto nasce dalla volontà di costruire un dialogo autentico con il lago. Per questo abbiamo lavorato per trasformare le qualità del paesaggio  la profondità dell’acqua, la presenza delle montagne, la matericità della vegetazione in elementi architettonici capaci di definire lo spazio», spiega Capriotti. «Niòbē non racconta il lago attraverso immagini, ma attraverso proporzioni, luce e relazioni spaziali».

L’impiego della lolla di riso rappresenta prima di tutto una risposta concreta a uno dei problemi più frequenti della ristorazione contemporanea: l’acustica. Per rivestire le pareti murarie perimetrali interne, lo studio Capriotti si è affidato alle soluzioni innovative firmate Ricehouse, il brand specializzato in finiture a impatto zero. «Si tratta di un rifiuto speciale, la buccia esterna che avvolge il chicco, uno scarto della lavorazione agricola che si trasforma qui in un inaspettato alleato del silenzio – precisa l’architetto –. Ha le caratteristiche interessanti di isolante termico ed acustico, e trasforma un requisito funzionale in un elemento stilistico: Per Niòbē abbiamo realizzato le pareti murarie perimetrali interne: la sua provenienza alimentare ci è sembrata in linea per l’ideazione di un ristorante», dove è possibile conversare con naturalezza senza mai dover alzare il tono della voce.

Il bistrot di Niòbē sul lago di Como

L’esperienza spaziale si sviluppa all’interno di una villa di 430 metri quadrati articolata su tre livelli, immersa in un giardino fronte lago di 700 metri quadrati. L’edificio propone due differenti chiavi di lettura della convivialità. Al piano terra accoglie il Niòbē Garden, un ambiente dinamico organizzato attorno a un bancone sinuoso e una seduta curva, ideale per un pranzo informale durante il giorno che poi sfuma, all’ora del tramonto, tra aperitivi e tapas. Salendo al primo piano si accede a Niòbē al Lago, la dimensione riservata al fine dining dove le tonalità dei grigi, dei verdi e dei blu richiamano le sfumature dell’acqua, tra le opere d’arte di Tullio Pericoli e le texture dei tessuti Dedar Milano.

La cantina scultorea e l’offerta gastronomica

La Wine Room di NIÒBĒ, una saletta circolare per 6 persone dedicata a degustazioni e occasioni speciali ph. Leo Torri

Tra i passaggi architettonici più emblematici figura la Wine Room, pensata come una stanza circolare intima per soli sei ospiti. Cinta da pareti scultoree in legno d’olmo, questa cantina privata custodisce a vista oltre 600 etichette, ponendosi come punto d’unione tra la cultura enologica e il design d’interni.

In cucina, Franco Caffara ha messo a punto un percorso gastronomico essenziale e lineare, radicato nella purezza della materia prima e legato al territorio. Il piatto manifesto della nuova identità del ristorante è senz’altro Il Mare di Niòbē: una raffinata composizione di crudité di crostacei e molluschi adagiate su un’acqua di mare colorata naturalmente con la spirulina, dove tecnica, purezza ed essenzialità si incontrano per restituire un’esperienza autenticamente marina.

Il mare di Niòbē

La proposta prosegue tra combinazioni avvolgenti come l’uovo del bosco a 63° con spuma di patate, tartufo nero e fiori dell’orto, e primi dal carattere deciso, come i ravioli di gamberi serviti nel loro consommé o la pappardella ripiena di battuto di vicciola, zucca, miso di pomodoro e fonduta di provola affumicata.

Il dialogo tra cucina e spazio trova il suo naturale compimento nel progetto del verde curato da Vittorio Peretto dello studio Hortensia. Il designer ha lavorato a quattro mani con lo chef Caffara per disegnare un orto botanico a impatto zero, coltivato rigorosamente senza l’uso di concimi chimici o pesticidi. Il giardino non ospita solo erbe aromatiche e specie eduli utilizzate direttamente nelle preparazioni della cucina: tra i salotti esterni nascono anche piccoli fiori edibili che, appena raccolti dallo chef, vanno ad adornare e rifinire i piatti della carta.

Maggiori informazioni

Niobe Restaurant
Lungolario 4 Novembre, 3B, 23900 Lecco
niobe-restaurant.it

In apertura: la sala di NIÒBĒ sul lago di Como, il ristorante fine dining con bistrot e cantina progettato dall’architetto Flaviano Capriotti (ph. Leo Torri)

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