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Il caldo estremo ha portato a una novità assoluta per lo Champagne

Per la prima volta nella storia, le bollicine francesi potranno andare oltre il 15% di volume.

Lo Champagne potrà arrivare fino a 15% vol. di alcol nella vendemmia 2026. Il Comité Champagne ha ottenuto l’autorizzazione a commercializzare bottiglie con una gradazione superiore al tradizionale limite del 13%, con un massimo fissato al 15%. La decisione arriva dopo una vendemmia segnata da temperature elevate e da una maturazione dell’uva molto più rapida rispetto al passato.

Perché lo Champagne può arrivare a 15% vol.

La gradazione abituale dello Champagne si aggira intorno al 12%. Quest’anno, però, le uve hanno raggiunto livelli di maturazione particolarmente elevati e il Comité Champagne ha chiesto di poter adeguare il limite massimo di alcol dei vini destinati alla denominazione.

L’aumento non significa che tutte le bottiglie raggiungeranno i 15 gradi. Si tratta del limite massimo autorizzato per la commercializzazione dei vini della vendemmia, in risposta a una situazione climatica che ha portato le uve a maturare prima e a sviluppare una maggiore concentrazione zuccherina.

La vendemmia 2026 in Champagne

La campagna viticola è stata caratterizzata da gelate primaverili, una fioritura molto precoce e cinque ondate di calore durante l’estate. La siccità ha contribuito a ridurre le dimensioni dei grappoli e, di conseguenza, la resa.

La produzione media dovrebbe fermarsi intorno ai 7.000 chilogrammi per ettaro, contro i 9.900 del 2025. La resa commercializzabile fissata per quest’anno è invece di 8.800 chilogrammi per ettaro.

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Il dato quantitativo non racconta però tutto quello che è successo nei vigneti. Secondo le prime valutazioni del Comité Champagne, le uve sono arrivate alla raccolta in condizioni sanitarie molto buone, nonostante caldo e siccità. La vite ha mantenuto attività vegetativa e, secondo l’organizzazione, ha mostrato una buona capacità di adattamento alle condizioni estreme, senza fenomeni rilevanti di scottatura o bruciatura dei grappoli.

«La campagna viticola 2026 resterà come un’annata atipica, che ha profondamente modificato i nostri riferimenti», ha detto Maxime Toubart, presidente del Syndicat Général des Vignerons de la Champagne e co-presidente del Comité Champagne.

Che Champagne arriverà dalla vendemmia 2026

È ancora presto per stabilire come saranno i vini della vendemmia 2026. I primi mosti, tuttavia, mostrano caratteristiche particolarmente interessanti: concentrazione e maturità accompagnate da freschezza, frutto e finezza. Gli chef de cave avranno quindi a disposizione una materia prima molto matura, ma con un equilibrio acido ancora adatto alla produzione di Champagne.

Per gli assemblaggi potranno inoltre contare sulle tre vendemmie più recenti, molto diverse tra loro: il 2024, caratterizzato da condizioni umide e maggiore freschezza; il 2025, più caldo; e il 2026, segnato da temperature ancora più elevate e da una maturazione eccezionalmente precoce.

Il Comité Champagne ha paragonato alcune caratteristiche della materia prima del 2026 a quelle osservate in grandi annate del Novecento, citando in particolare 1921, 1947 e 1959. Il confronto riguarda però le caratteristiche delle uve e non permette ancora di prevedere il risultato finale nei vini.

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