In Giappone alcuni ricercatori stanno sperimentando una bottiglia per il vino realizzata con carta e plastica, con l’obiettivo di ridurre il peso dei contenitori e, di conseguenza, le emissioni legate al trasporto. Il progetto coinvolge l’Istituto di Enologia e Viticoltura dell’Università di Yamanashi e alcune aziende, che stanno valutando la possibilità di utilizzare la cosiddetta efbottle come alternativa alle tradizionali bottiglie di vetro.
Il contenitore è stato progettato per mantenere una forma simile a quella di una normale bottiglia da vino, ma con una struttura diversa. La parte esterna è realizzata in carta resistente all’acqua, mentre all’interno si trova una busta di plastica dotata di un tappo richiudibile. Questa soluzione permette di conservare il vino e, almeno nelle prime prove, di mantenere caratteristiche sensoriali comparabili a quelle ottenute con il vetro.
La bottiglia pesa oltre il 30% in meno
Uno dei motivi principali della sperimentazione riguarda il peso. Come riportato da mainichi.jp una bottiglia tradizionale da 750 millilitri pesa circa 1,14 chilogrammi, mentre la efbottle equivalente pesa circa 0,78 chilogrammi. La differenza è di oltre il 30%. Per i ricercatori, una riduzione di questo tipo potrebbe incidere sulle emissioni di CO₂ associate alla distribuzione del vino, soprattutto quando le bottiglie devono essere trasportate per lunghe distanze.
Il vantaggio non riguarderebbe soltanto la logistica. Un contenitore più leggero può risultare più semplice da trasportare anche per il consumo fuori casa. I ricercatori dell’Università di Yamanashi indicano infatti tra i possibili utilizzi le attività all’aperto, dove il peso del vetro rappresenta un limite maggiore almeno nel Sol Levante.
La superficie esterna offre inoltre possibilità diverse per la comunicazione visiva: la carta può essere stampata su un’area più ampia rispetto a una tradizionale etichetta applicata sul vetro, lasciando maggiore libertà nella progettazione grafica.
I primi test sul vino
La sperimentazione non si è concentrata soltanto sulle caratteristiche fisiche del contenitore. I ricercatori hanno sottoposto il vino a valutazioni sensoriali per verificare se il nuovo imballaggio producesse differenze percepibili rispetto al vetro.

Secondo i risultati preliminari riportati dal progetto, le prove sul gusto non hanno evidenziato differenze nella qualità del vino. La sperimentazione continuerà però per circa un anno, con l’obiettivo di verificare soprattutto cosa accade durante la conservazione prolungata e dopo l’apertura della bottiglia.
È un passaggio necessario prima di poter considerare il contenitore un’alternativa praticabile su larga scala. La possibilità di ridurre il peso, infatti, non è sufficiente da sola: una confezione destinata al vino deve garantire anche conservazione, resistenza e protezione del prodotto.
Un progetto per il futuro della viticoltura di Yamanashi
La ricerca sulla efbottle rientra in un progetto più ampio avviato nel 2024 dall’Istituto di Enologia e Viticoltura dell’Università di Yamanashi. L’iniziativa, chiamata «Progetto Enologico dell’Università Shin di Yamanashi», punta a sviluppare un modello di produzione vinicola sostenibile per i prossimi cento anni.
La ricerca riguarda diverse fasi della filiera: dallo sviluppo di vitigni più adatti alle condizioni determinate dai cambiamenti climatici agli studi enologici, fino all’imbottigliamento, alla progettazione delle etichette e alla vendita.