Fondata sul profondo legame tra la viticoltura d’eccellenza e i linguaggi dell’arte contemporanea – celebre l’incontro storico con Joseph Beuys –, Zaccagnini rappresenta un presidio fondamentale dell’enologia abruzzese. Oggi, sotto la guida del gruppo Argea, la cantina affronta una nuova stagione evolutiva, preservando l’eredità del fondatore Marcello Zaccagnini e intercettando le tendenze di consumo contemporanee, dalle linee d’alto posizionamento fino alle referenze no/low alcohol.
L’emblema di questa continuità rispettosa è il debutto del Montepulciano d’Abruzzo Doc Tralcetto Riserva (annata 2020) e lo sviluppo della linea San Clemente, pilastri di un nuovo posizionamento premium.
«Una sfida ambiziosa per il nostro brand fortemente distribuito a scaffale — spiega Giacomo Tarquini, direttore marketing del gruppo Argea — caratterizzato da un punto prezzo già importante, che ha registrato il sold-out di tutte le quantità prenotate dai buyer in poche settimane, superando ampiamente le aspettative commerciali dell’azienda. Estensione ideale per i pranzi domenicali in famiglia, la Riserva ridefinisce il percepito del Tralcetto, che cresce del +30% in produzione pur mantenendo un rigore e un’attenzione sartoriale premiata da punteggi eccellenti nelle prime recensioni».
Al contempo, lo sguardo globale di Argea intercetta l’innovazione tecnologica della dealcolazione, un asset strategico guidato dal successo negli Stati Uniti (oltre 350mila bottiglie distribuite tra bianchi, rossi e sparkling su base 100% Glera).
L’incontro naturale: vino e pizza
In vista dell’autunno, Zaccagnini celebra l’unione tra due archetipi del gusto italiano: il vino e la pizza, un dialogo conviviale che esalta la straordinaria versatilità dei vitigni abruzzesi. L’eclettismo della gamma permette accostamenti sorprendenti e immediati, capaci di valorizzare tanto le ricette classiche quanto le interpretazioni gourmet o fortemente territoriali.
Tarquini delinea precise linee guida di abbinamento basate sul bilanciamento aromatico e strutturale: «Sulla pizza rossa ai frutti di mare la scelta d’elezione ricade senza esitazioni sul Cerasuolo d’Abruzzo Zaccagnini: la sua freschezza e la vibrante mineralità esaltano la sapidità del pesce e la componente di pomodoro, offrendo un’alternativa ferma che evita la complessità dei lieviti tipica delle bollicine. Al contrario, le pizze a base bianca trovano il proprio compagno ideale nel Bianco di Ciccio (Trebbiano d’Abruzzo 100%, ndr): un vino caratterizzato da una spiccata componente citrica e da nitidi sentori agrumati di pompelmo e cedro, perfetto per pulire il palato e bilanciare la grassezza dei latticini con un sorso affilato e rinfrescante».
Il simbolo del Tralcetto
Il “Tralcetto” non è solo il nome del vino più celebre di Zaccagnini, ma un vero e proprio manifesto visivo e produttivo. Ogni singola bottiglia è infatti impreziosita da un piccolo tralcio di vite, legato manualmente al collo con un filo di rafia.

Questo rito artigianale, che richiama l’antica tradizione contadina abruzzese, trasforma la bottiglia in un oggetto di design rurale e di riconoscimento immediato nel mondo. Nato dall’intuizione di valorizzare la manualità e la cura del dettaglio, questo elemento è diventato un’icona globale, capace di raccontare lo stretto legame tra l’uomo e la terra.
Un’autentica firma d’autore che testimonia il profondo rispetto per la materia prima e per la tradizione agricola locale, custodita e valorizzata oggi da Argea.