Per la famiglia Tinazzi il viaggio nel vino è cominciato nel 1968 a Cavaion Veronese e, da allora, non ha mai smesso di tracciare nuove rotte. Oggi, sotto la guida di Gian Andrea Tinazzi e dei figli Francesca e Giorgio, quella che era una scommessa veneta si è evoluta in una realtà vitivinicola solida e dinamica, capace di unire sotto un’unica visione tre delle regioni più prestigiose del vino italiano: il Veneto, appunto, la Puglia e la Toscana.
È un percorso di crescita che ha radici lontane, segnato dai primi passi nell’export che risalgono al 1984 e consolidato nel tempo attraverso acquisizioni strategiche di pregio, come la suggestiva tenuta salentina di Feudo Croce nel 2002 o la Tenuta Pian del Gallo nel cuore del Chianti Classico nel 2022. L’obiettivo profondo della famiglia è ambizioso e chiaro: far diventare il brand un sinonimo globale di eccellenza familiare, esprimendo l’anima autentica dei territori attraverso vini autoctoni di prestigio, muovendosi costantemente sul filo sottile che unisce l’integrità della tradizione all’audacia dell’innovazione.
In questa visione, la sostenibilità non è un progetto parallelo o una facciata istituzionale, ma la spina dorsale dell’attività quotidiana, un concetto che l’azienda riassume nel manifesto della propria (R)Evolution. Si tratta di un’evoluzione che punta al miglioramento continuo e misurabile, ma anche di una vera rivoluzione che impone di ripensare il vigneto e l’intera filiera.

Questa trasparenza, rendicontata annualmente dal 2021 all’interno di un dettagliato report di sostenibilità, si traduce in fatti estremamente concreti che impattano su ogni singola fase, dalla vite alla bottiglia. Nei 60 ettari di vigneto sono state introdotte oltre seimila piante di varietà Piwi, vitigni naturalmente resistenti alle principali malattie fungine che consentono di ridurre drasticamente i trattamenti fitosanitari e favorire una viticoltura più resiliente.
Parallelamente, l’azienda ha impresso una forte accelerazione verso l’efficienza energetica, registrando un balzo di oltre il 61% nell’autoproduzione di energia pulita grazie ai propri impianti fotovoltaici, e ha abbattuto del 68% i rifiuti destinati allo smaltimento attraverso il recupero dei materiali. L’impegno etico abbraccia anche la logistica e la catena di fornitura: da un lato, l’adozione di una nuova bottiglia leggera da 550 grammi al posto di quella tradizionale da oltre un chilo ha alleggerito l’impronta carbonica dei trasporti; dall’altro, ben l’89% dei fornitori ha sottoscritto un codice di condotta comune incentrato sulla tutela dei lavoratori e dell’ambiente.
La vera avanguardia di Tinazzi risiede però nella capacità di trasformare questo patrimonio agricolo in un’esperienza totalizzante per l’enoturista grazie al progetto Tinazzi Hospitality. Le cinque tenute di proprietà non sono solo centri produttivi, ma luoghi vivi pensati per accogliere e far respirare la cultura del vino da vicino.
Se a Cascina Montelupo, a sud del Lago di Garda, e a Poderi Campopian, tra i rustici ottocenteschi della Valpolicella, l’ospitalità si fonde con il relax tra i filari, in Puglia la masseria di Feudo Croce si prepara ad ampliare ulteriormente l’offerta dal prossimo anno, con camere dedicate e percorsi immersivi tra i paesaggi del Mediterraneo.
Il viaggio nell’accoglienza tocca il suo apice in Toscana con la Tenuta Pian del Gallo a Greve in Chianti: un’azienda agricola immersa in una piccola valle baciata dal sole, custode della tradizione del Chianti Classico e dell’olio extravergine d’oliva. Qui, l’esperienza del soggiorno si fa esclusiva grazie a una villa di sette camere, una splendida terrazza e una piscina all’aperto affacciata sulle colline, non lontano dalla storica piazza Matteotti a forma triangolare.
L’enoturismo firmato Tinazzi rompe così i vecchi schemi della degustazione formale per aprirsi alla convivialità pura. I visitatori possono scegliere un percorso agile nel wine shop di Lazise, intraprendere un viaggio trans-regionale con la degustazione “L’Italia in un bicchiere”, oppure optare per un assaggio privato all’interno della spettacolare Glass House, una teca di vetro sospesa nella bottaia della Valpolicella.
Per chi cerca uno storytelling originale, è possibile farsi guidare direttamente da Francesca Tinazzi alla scoperta delle riserve di famiglia, mentre gli amanti del cibo possono mettersi alla prova nelle cooking class della Tenuta Valleselle a Bardolino, dove uno chef svela i segreti della pasta fresca e del tiramisù.