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Vernaccia di San Gimignano, tra storia e futuro

Da 60 anni la denominazione tutela il vino toscano dalle antiche origini, e non smette di guardare avanti.

Non tutti i vini possono vantare una storia che affonda le sue radici nel Medioevo ed è testimoniata da documenti e illustri citazioni letterarie: risale al 1276, vergata su pergamena, la prima menzione della Vernaccia di San Gimignano, di cui si attesta il valore commerciale. E se ne ritrovano poi riferimenti anche nelle pagine di Dante, Boccaccio e altri letterati, cronisti e viaggiatori, nel corso dei successivi 750 anni.

Mentre celebra 60 anni il riconoscimento della Doc, tra le prime assegnate in Italia nel 1966. Due ricorrenze che appartengono non soltanto alla storia della denominazione ma a quella del vino italiano, commemorate con un’edizione particolarmente significativa – la quarta – di Regina Ribelle-Vernaccia di San Gimignano Wine Fest, l’appuntamento che a fine maggio ha richiamato nel borgo toscano pubblico e operatori di settore.

Una celebrazione della storia, ma soprattutto della vitalità contemporanea di un prodotto che continua a rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici.

Al centro dell’evento, che ha rappresentato un’occasione privilegiata per rileggere il patrimonio culturale che accompagna la Vernaccia di San Gimignano da secoli, c’è stata infatti la presentazione delle nuove annate, a partire dalla 2025, nata in un contesto climatico complesso ma capace di esprimere vini di grande equilibrio e identità territoriale.

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Nei calici emergono precisione, profondità e una marcata vena salina che rappresenta uno dei tratti distintivi di questo vino. C’è infatti una traccia marina che l’attraversa e ne definisce l’identità più profonda. È una sensazione che emerge al sorso, tra tensione salina, energia e freschezza, quasi a raccontare l’antica origine dei terreni che circondano il borgo.

Da questa impronta nasce un vino dalla personalità inconfondibile: elegante, complesso ma sempre scorrevole, capace di farsi apprezzare da una platea sempre più ampia, attestando la straordinaria attualità di un carattere rimasto autentico nel tempo.

Di particolare interesse si è rivelata anche la Vernaccia di San Gimignano 2024, che ha mostrato un profilo diverso ma altrettanto identitario; più tesa e verticale, quest’annata è caratterizzata da una maggiore espressività aromatica tra agrumi, frutta bianca ed erbe mediterranee, sostenuta da una sapidità incisiva e da una vibrante tensione palatale.

Regina Ribelle ha celebrato tutto questo: non soltanto una lunga storia, ma la capacità di una denominazione di guardare avanti, confermando ancora una volta il proprio ruolo tra le più autorevoli espressioni del vino bianco italiano, in perfetta sintonia con il gusto e la sensibilità contemporanea.

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