Scegliere il proprio Champagne preferito significa anche decidere quale ricordo versare nel calice. Contano la precisione del sorso, l’equilibrio tra freschezza e struttura, la complessità che arriva con il tempo. Ma tra le tante bottiglie assaggiate, alcune restano più vicine di altre: le avete scoperte durante un viaggio, condivise con una persona cara o bevute con un piatto che ha reso evidente quanto questo vino potesse essere versatile.
Per questo ci siamo fatti delle domande: qual è lo Champagne preferito della redazione? E perché proprio questa bottiglia? Ne è nata una selezione personale, che attraversa maison, stili e territori diversi. Insieme alle caratteristiche dei vini troverete i momenti che ce li hanno fatti apprezzare. Occasioni molto diverse, da cui prendere spunto per la prossima bottiglia da aprire.
Charles Heidsieck – Blanc de Millénaires 2017
Nel 2013, o forse 2014, tornai nella Champagne per conoscere Thierry Roset – formidabile chef de cave di Charles Heidsieck, purtroppo scomparso prematuramente nel 2015. Fu lui a introdurmi – tra i gessi delle crayères – al Blanc des Millénaires, una cuvée de prestige 100% Chardonnay che esce solo nelle annate considerate straordinarie. Dalla nascita, nel 1983, la Maison ha rilasciato solo 10 annate, tra cui la 2007 della foto e l’ultima uscita, la 2017. È un Blanc de Blancs capolavoro, che esprime equilibrio assoluto, profondità e maturità. Ha profumi di brioche calda e agrumi confit e un sorso fresco e vibrante, con un finale sapido e teso. Non serve un’occasione speciale per berlo, il giorno in cui si stappa è già l’occasione speciale.
Federico De Cesare Viola
Maison Lefebure – Nos Esprits Libres Et Contents Millesime
Una giornata d’estate, un pranzo in spiaggia – al Baretto di Anzio – con le amiche e la voglia di bere bene. Ci affidiamo al consiglio di Vittorio, il patron, e ci facciamo incuriosire dal nome, Nos esprits libres et contents, di Maison Lefébure: sembra fatto apposta per noi, ed è un coup de coeur. Assemblaggio composto per il 70% da Meunier e per il 30% da Chardonnay, ha una decisa impronta minerale ma allo stesso tempo è ricco e avvolgente. Da bere senza pensieri, tanto in spiaggia che davanti al camino.
Luciana Squadrilli
Lointier – Champagne Causica
Ho ritrovato la foto di questa bottiglia scorrendo la galleria del telefono, alla ricerca del mio Champagne preferito. Mi ha riportata a un weekend a Napoli con le amiche e a una tappa alla Champagneria di Salvatore Cautero, tra pane, burro e alici, pintxos e chiacchiere. Il protagonista era il Causica di Jean-Baptiste Lointier, un Blanc de Noirs da Pinot Meunier in purezza, prodotto nella Valle della Marna. Undici mesi di affinamento tra botte e anfora, poi 24 mesi sui lieviti, una sosta relativamente breve e un dosaggio molto basso. «Questo è uno dei pochissimi Champagne che voi potete bere in un sorso, come acqua», ci disse Salvatore versandolo nei calici. Una frase che racconta bene la sua straordinaria bevibilità, quella naturalezza che rende certi vini irresistibili.
Andrea Martina Di Lena
Philipponnat – Champagne Brut Réserve Perpétuelle
Ho un debole per lo Champagne con il pollo del girarrosto. Questo Philipponnat lo associo a una a casa di amici: pollo preso in rosticceria, patate e una bottiglia che avevo a casa. Un abbinamento semplice, che rifarei volentieri. Il Réserve Perpétuelle Brut ha la struttura del Pinot Noir, accompagnato da Chardonnay e Meunier, e una freschezza che sta benissimo con la pelle croccante del pollo. È il genere di Champagne che scelgo quando ho voglia di bere bene, senza dover aspettare un’occasione particolare ma solo una serata semplice con le persone che amo.
Leonardo Ciccarelli