A Xanty Elías il Basque Culinary World Prize 2021

Lo chef spagnolo vince il premio per l’iniziativa Fundación Prenauta, impegnata contro l’obesità infantile. Riconoscimenti speciali ad Ana Estrela (Italia/Brasile) e Kia Damon (Stati Uniti)

basque

Seicento candidati e quasi mille nomination, proposte da professionisti che lavorano nel mondo della gastronomia, da accademici di prestigio internazionale e giormalisti di settore fino ad alcuni dei migliori chef del nostro tempo: giunto alla sesta edizione il Basque Culinary World Prize – istituito nel 2016 dal Governo Basco e dal Basque Culinary Center – conferma il suo rilievo come “Nobel della Gastronomia”, mirato a valorizzare non solo il talento gastronomico (e l’ego) degli chef quanto la capacità di fare la differenza e promuovere un cambiamento positivo nella società anche oltre l’ambito strettamente culinario.

A vincere quest’anno – dopo una procedura di selezione svolta in modalità virtuale dalla Giuria presieduta dallo chef Juan Roca e composta dagli chef più influenti a livello mondiale tra cui Ferrán Adrià, Gastón Acurio, Dan Barber, Dominique Crenn e Yoshihiro Narisawa – è lo spagnolo Xanty Elías, in attesa di aprire il suo nuovo ristorante Finca Alfoliz, interamente incentrato sulla sostenibilità, ad Aljaraque (mentre il precedente Acánthum, nella provincia andalusa di Huelva, è stato il primo della provincia spagnola a guadagnare una stella Michelin).

A meritare il riconoscimento è stata in particolare l’iniziativa Fundación Prenauta, che lavora per educare le giovani generazioni a un’alimentazione sana. Da tempo coinvolto in progetti sociali a beneficio di Huelva, che registra il più alto tasso di disoccupazione in Spagna, lo chef ha co-fondato insieme ad altri imprenditori locali la Fundación Prenauta nel 2017: un’organizzazione senza scopo di lucro mirata a promuovere la crescita economica, fornendo servizi di consulenza e facilitando progetti nelle aree di competenza dei fondatori. I progetti di Prenauta comprendono un incubatore di start-up ma l’organizzazione lavora anche per combattere l’obesità infantile, il cui tasso in Spagna è il secondo più alto d’Europa con il 40% dei bambini in sovrappeso o obesi: dal 2018 ha infatti lanciato l’iniziativa “Los Niños se Comen El Futuro”, che collabora con aziende e istituzioni di tutta l’Andalusia per fornire educazione culturale nelle scuole. Il programma insegna agli studenti ricette andaluse tradizionali e mostra loro come applicare materie accademiche come matematica e chimica alla cucina, oltre a educarli su un’alimentazione sana. Nell’anno scolastico 2019/20 ha raggiunto più di 6.000 scolari in più di 100 scuole in Andalusia, e il progetto è di estenderlo a tutta la Spagna.  

«Sono felice e molto grato al BCWP», ha dichiarato Xanty Elías dopo la proclamazione avvenuta il 15 luglio. «È una meraviglia dimostrare che la gastronomia e gli chef possono far evolvere la società verso un futuro migliore, dove la cultura gastronomica ha un valore reale fin dall’inizio dell’insegnamento. Il progetto “I bambini mangiano il futuro” (“Los Niños se Comen El Futuro”) nasce dalla necessità di “condividere” le conoscenze con i consumatori di domani, attraverso una materia a scuola, allo stesso livello delle altre materie fondamentali, contribuendo a generare consapevolezza e abitudini migliori. Consentire ai bambini di prendere decisioni consapevoli sul cibo che mangiano mentre sono ancora piccoli è la base per un futuro più sano e sostenibile».

La giuria del BCWP ha inoltre concesso due riconoscimenti speciali. Kia Damon, regista statunitense e stella nascente della scena culinaria americana, è una sostenitrice della diversità: vedendo che il settore della gastronomia è dominato da maschi bianchi cisgender, Damon ha costituito il Supper Club from Nowhere come risposta all’assenza di donne nere visibili nel settore. Grazie al suo impegno durante la pandemia, con la fornitura di pacchi alimentari agli anziani in difficoltà e la creazione di due organizzazioni non-profit impegnate nella lotta all’apartheid alimentare, è stata inoltre segnalata tra i 16 Black Chefs Changing Food in America dal New York Times. 

Nata in Brasile, già danzatrice e assistente coreografa per diversi gruppi di danza afro-brasiliana, Ana Estrela ha costituito a Bari l’associazione culturale Origins con lo scopo di promuovere la cultura brasiliana attraverso l’organizzazione di eventi artistici e culinari, comprendendo le potenzialità della gastronomia nel costruire terreni comuni, in cui le persone possono incontrarsi attraverso il cibo. Questa consapevolezza, insieme al suo impegno a favore dei rifugiati, troppo spesso marginalizzati, l’ha portata nel 2013 a creare Ethic Cook, uno spazio al femminile dove immigrate di quindici nazionalità diverse si incontrano per costruire ponti culturali grazie alla condivisione di ricette dei loro paesi di origine con la popolazione italiana.

Così, il Basque Culinary Prize torna in parte nel nostro paese dopo l’edizione 2018 ospitata a Modena da Massimo Bottura – membro della giuria – e dopo la candidatura da finalista dell’italiano Giovanni Cuocci, de La Lanterna di Diogene a Solara di Bomporto, nel 2019.

 

foto: Facebook Xanty Elias

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