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Arista e lonza di maiale: qual è la differenza e come usarle in cucina

Due tagli del suino spesso confusi, ma con caratteristiche diverse: dalle ossa alla cottura, cosa cambia davvero.

Arista e lonza di maiale vengono spesso considerate sinonimi, ma in cucina indicano preparazioni e configurazioni del taglio differenti. L’arista è generalmente associata al carré di maiale con le costole, mentre la lonza indica la parte disossata della lombata. La distinzione è importante soprattutto quando si sceglie come cucinarle: la presenza dell’osso e del grasso influenza infatti la tenerezza, la succosità e i tempi di cottura. Sono entrambe carni versatili, adatte sia agli arrosti sia a preparazioni più rapide, ma richiedono qualche attenzione diversa per evitare che la carne si asciughi. La scelta tra le due dipende dalla ricetta e dal risultato che si vuole ottenere. Per un arrosto da portare in tavola intero, l’arista offre una struttura adatta alla cottura e al servizio; per scaloppine, involtini o fettine da cuocere in padella, la lonza è invece una soluzione più pratica.

Che cos’è l’arista di maiale

In cucina con il termine arista si indica soprattutto la parte della lombata di maiale che conserva le costole, quindi quella che corrisponde al carré. È un taglio tradizionalmente legato alla cucina toscana e alle preparazioni arrosto.

Il termine è diventato famoso anche grazie a Pellegrino Artusi, che nella Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene descrive l’arista come una parte della schiena del maiale con le costole, destinata alla cottura arrosto o in forno. Artusi riporta anche la tradizionale spiegazione dell’origine del nome, collegandola al greco áristos, cioè “il migliore”, che sarebbe stato pronunciato durante il Concilio di Firenze del 1439 dopo l’assaggio della carne.

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Al di là della leggenda etimologica, l’arista è un taglio particolarmente adatto alle cotture in forno e alla brace. L’osso contribuisce alla struttura del pezzo e il grasso presente attorno alla carne aiuta a mantenerla più succosa durante la cottura. Può essere preparata intera, anche disossata, oppure tagliata in bistecche: è da questa zona che si ricavano infatti le classiche braciole di maiale. In cucina la trovate nell’arista arrosto, nelle versioni al latte o all’arancia e nelle preparazioni in cui la carne viene cotta lentamente con aromi, vino o altri liquidi.

Che cos’è la lonza di maiale

La lonza, chiamata anche lombo o lombata in diverse aree dell’Italia centrale e settentrionale, è invece la parte disossata della lombata. In altre parole, è la carne privata delle costole che caratterizzano il carré.

Si tratta di un taglio relativamente magro, con una presenza di grasso superficiale che può essere tolto prima della cottura. È però consigliabile non eliminarlo completamente: proprio quel poco di grasso può contribuire a mantenere morbida la carne durante la cottura.

La lonza può essere cucinata intera, per esempio come arrosto, oppure tagliata a fette. Può anche essere farcita oppure avvolta in pancetta, lardo o altri ingredienti grassi, soprattutto quando viene cotta intera.

Un’altra tecnica utilizzata nella cucina domestica è la cottura nel latte, che permette di mantenere umida la carne e di ottenere un fondo cremoso. In generale, quando si prepara la lonza, l’obiettivo è evitare cotture eccessivamente lunghe o temperature troppo alte che potrebbero renderla asciutta.

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