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In Belgio la birra divide il governo: la nuova avvertenza sull’alcol fa discutere

Bruxelles vuole sostituire il messaggio attuale con una formula più netta sui rischi delle bevande alcoliche. I produttori contestano la misura.

In Belgio il governo vuole cambiare la dicitura obbligatoria nelle pubblicità degli alcolici. Al posto dell’attuale «L’abuso di alcol è nocivo per la salute» potrebbe comparire una formula più diretta: «L’alcol è nocivo per la salute». La proposta ha provocato la reazione della Federazione dei produttori di birra del Belgio e ha aperto una discussione anche all’interno della maggioranza che sostiene il governo di Bart De Wever.

Alla fine di agosto la Federazione ha pubblicato una lettera aperta rivolta al governo insieme alla fotografia di alcuni amici che brindano in un bar. La domanda scelta per accompagnare l’immagine era: «Cosa c’è di sbagliato in questi momenti?». L’obiettivo era contestare la modifica della dicitura, considerata dai produttori troppo generica perché non distinguerebbe tra consumo moderato e consumo eccessivo.

La nuova formula rientra in un pacchetto di misure approvato a marzo per ridurre il consumo di alcol in Belgio. Nel Paese si registrano ogni anno tra 4.000 e 10.000 morti legate all’alcol, su una popolazione di poco più di 11 milioni di persone. Dopo il fumo, il consumo eccessivo di alcol è considerato una delle principali cause di morte prevenibile ed è indicato come prima causa di morte tra i giovani.

Perché i produttori di birra contestano la nuova formula

Secondo la Federazione dei produttori di birra, eliminare la parola «abuso» dall’avvertenza finirebbe per equiparare qualsiasi consumo di alcol, compreso quello considerato responsabile. I produttori sostengono inoltre che il nuovo messaggio rischierebbe di stigmatizzare i consumatori moderati e un settore che sta già affrontando una diminuzione dei consumi.

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Nel 2025 il consumo di birra in Belgio è diminuito del 3,2%. È una tendenza che riguarda anche altri Paesi europei e che interessa, con modalità diverse, anche il mercato del vino.

La distinzione tra consumo moderato e consumo privo di rischi, però, non trova un corrispettivo altrettanto netto secondo la scienza. Le ricerche non individuano infatti una quantità di alcol al di sotto della quale il rischio di sviluppare un tumore sia nullo.

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