A Parigi il souvenir del momento si compra nel banco frigo. Sempre più turisti, soprattutto statunitensi e giapponesi, tornano dalla Francia con panetti di burro in valigia, tanto che alcune gastronomie hanno aumentato le scorte, introdotto confezioni sottovuoto e trasformato un prodotto di uso comune in una vera attrazione gastronomica.
Alla Grande Épicerie de Paris le fenomeno è particolarmente evidente. Le vendite di burro sono cresciute del 300% in due anni e nel 2025 hanno raggiunto 19 tonnellate. Una parte importante della domanda arriva proprio dai visitatori stranieri, attratti da produttori come Maison Bordier, Échiré, Beillevaire e Dupont e dalle numerose varianti salate e aromatizzate.
Perché tutti vogliono comprare il burro a Parigi
A spingere la tendenza sono stati soprattutto i social, come al solito. Su TikTok e Instagram si sono moltiplicati video dedicati ai migliori burri da comprare in Francia, alle degustazioni e perfino alle tecniche per portarli a casa senza farli sciogliere. Le Olimpiadi di Parigi del 2024 avrebbero contribuito ad amplificare il fenomeno, portando un numero ancora maggiore di visitatori nei negozi alimentari della città.
Il risultato è che quello che per i francesi è un ingrediente quotidiano viene percepito dai turisti quasi come un prodotto da collezione. A interessare sono soprattutto i burri artigianali, spesso lavorati a partire da panna selezionata e disponibili nelle versioni doux, senza sale, o demi-sel, oltre alle interpretazioni aromatizzate.

Il successo ha trovato la sua rappresentazione più evidente in Le Butter Shop, aperto questa estate nel XV arrondissement, a poca distanza dalla Torre Eiffel. Il negozio di Erwan Leo è presentato come la prima boutique parigina interamente dedicata al burro e propone circa trenta varietà provenienti da piccoli produttori della Bretagna, della Valle della Loira e del nord della Francia.
Qui il burro può essere assaggiato prima dell’acquisto, quasi seguendo il modello di una degustazione di vino. Accanto alle versioni tradizionali si trovano preparazioni allo scalogno, alle alghe, alla vaniglia, al cioccolato, all’aglio orsino e ad altre aromatizzazioni. L’idea è nata, ha raccontato Leo, osservando i clienti della sua attività di degustazioni vinicole discutere continuamente su dove trovare i panetti migliori.
Da alimento quotidiano a souvenir gastronomico
La differenza rispetto al burro più comune non dipende semplicemente dal fatto che quello francese contenga necessariamente più grassi. La normativa europea definisce burro un prodotto con almeno l’80% e meno del 90% di materia grassa del latte; molte produzioni francesi di fascia alta lavorano intorno o sopra l’82%, ma lo stesso può avvenire altrove in Europa e anche da noi troviamo esempi di livello eccellente.
A fare la differenza sono piuttosto materia prima, fermentazione della panna, lavorazione, quantità di sale e tecniche dei singoli produttori. È su questi elementi che marchi come Bordier ed Échiré hanno costruito una reputazione internazionale, oggi amplificata dai social.
La moda ha inevitabilmente generato anche qualche ironia tra i parigini, che vedono turisti fotografare e trasportare con grande attenzione un alimento normalmente acquistato senza particolari cerimonie.