Ca' Besina

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Ca’ Besina, il Metodo Classico emiliano che racconta la regione

Internazionalizzazione e valorizzazione del territorio reggiano. Ecco gli obiettivi di Casali Viticultori, storica realtà della provincia di Reggio Emilia oggi parte del Gruppo Emilia Wine.

«Stiamo portando valore a un comprensorio probabilmente ancora poco conosciuto, che però ha tante frecce al suo arco ancora da sfruttare. L’importante è centrare l’obiettivo giusto con grande determinazione». Ne è convinto Marco Fasoli, direttore commerciale di Casali Viticultori – storica realtà di Pratissolo di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia – che nel 2014 è entrata a far parte del Gruppo Emilia Wine, realtà cooperativa che raggruppa il lavoro di 730 soci che coltivano 1.700 ettari di vigne e producono ogni anno 30 milioni di litri di vino. «Da sempre ci impegniamo a unire i valori tradizionali che il nostro territorio riesce a donarci, a partire dalla presenza di un patrimonio di varietà autoctone di grande valore, come la Spergola e il Lambrusco, e allo stesso tempo a guardare al futuro non avendo paura di innovare, come è d’altronde insito nel DNA stesso della nostra realtà».

Il riferimento va inevitabilmente alla figura di Massimo Casali, uomo carismatico e passionale che negli anni Settanta decise di produrre un Metodo Classico in Emilia, idea che ai più sembrava impossibile ma che invece si dimostrò vincente e lungimirante. «Il Ca’ Besina Brut Millesimato rappresenta non solo il nostro fiore all’occhiello, ma interpreta perfettamente la filosofia che il nostro gruppo intende perseguire», spiega Fasoli. Ottenuto vinificando in purezza la Spergola – vitigno autoctono che ha trovato il suo terroir di elezione sulle colline di Scandiano, attraversate dalla famosa “vena di gesso”, in grado di donare mineralità e serbevolezza a questa varietà a bacca bianca – il Ca’ Besina è stato il primo Metodo Classico a essere prodotto non solo in questo territorio, ma in tutta la regione. A caratterizzarlo quattro anni di riposo sui lieviti e la capacità di coniugare forza ed eleganza, sfoderando una versatilità a tavola non così facile da trovare negli spumanti. «È un prodotto di grande carattere e la sua ricetta, che custodiamo gelosamente, rimane da sempre la stessa. Anzi, recentemente abbiamo cercato di valorizzarla ancor di più rinnovando la sua veste grafica e ampliando la linea», continua Fasoli. La nuova etichetta, infatti, mette in primo piano le foglie e il legno delle vigne, segno materico che racconta la storia del lavoro manuale e la connessione con il territorio di origine. Uno spirito presente anche nei due nuovi nati, il Ca’ Besina Pas Dosé e il Ca’ Besina Rosé Brut, quest’ultimo ottenuto da un blend di vitigni autoctoni del territorio.

Oltre alla Spergola, Casali dedica particolare attenzione alla coltivazione dell’articolata famiglia di uve che compone il mondo del Lambrusco. «Il Lambrusco Reggiano Pra di Bosso Storico è certamente un esempio perfetto che evidenzia il nostro legame con questa tipologia e testimonia lo spirito pioneristico di Casali Viticultori e la sua volontà di sperimentare». È ottenuto con un blend di Lambrusco Salamino (60%), Lambrusco Maestri (30%) e Malbo Gentile (10%), allevati nei migliori vigneti posizionati sulle colline di Scandiano.

L’obiettivo è quello di far conoscere questi tesori anche all’estero, presidiando le più importanti fiere internazionali dedicate al vino, finalmente tornate in presenza. «Negli ultimi anni l’export di Casali Viticultori è cresciuto in modo determinante e la sua quota ha raggiunto il 36% – conclude Fasoli –. Siamo presenti in 30 paesi nel mondo e il nostro obiettivo è quello di continuare ad aumentare la quota di export e a far conoscere le bellezze che il nostro territorio è in grado di regalare a tutti gli appassionati».

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