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CheftoChef 2026 racconta l’Emilia-Romagna attraverso la cucina

Territori diversi collaborano per costruire una visione comune tra filiere, cultura e turismo.

La cucina come linguaggio condiviso, capace di tenere insieme territori, filiere e comunità. È questa la direzione indicata da CheftoChef emiliaromagnacuochi, che a Palazzo di Varignana, a Castel San Pietro Terme, ha presentato il programma 2026 nel corso dell’assemblea dei soci. In quella sede è stato annunciato anche il rinnovo della collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, attraverso un nuovo protocollo d’intesa che sarà sottoscritto nelle prossime settimane e che punta a rafforzare le iniziative di promozione integrata del patrimonio enogastronomico regionale.

Dal 2008 l’associazione lavora su un modello che mette sullo stesso piano cuochi, produttori e gastronomi, con l’obiettivo di costruire una piattaforma culturale più che un semplice circuito di eventi. La dimensione regionale viene letta come uno spazio operativo necessario, non come un limite, per sviluppare progetti capaci di dialogare anche in ambito nazionale e internazionale. In questo senso, la cucina non è solo un’espressione tecnica, ma uno strumento di relazione tra paesaggi, economie locali e identità culturali.

Tutti i dettagli su CheftoChef 2026

Il programma 2026 si inserisce in un contesto particolare, segnato anche dal recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO. Un passaggio che rafforza la dimensione pubblica del lavoro svolto da CheftoChef, orientato non solo alla valorizzazione dei prodotti, ma anche alla costruzione di un racconto coerente dei territori.

Nel calendario emergono appuntamenti distribuiti lungo tutta la regione, dalle aree costiere all’Appennino, passando per la pianura. A Piacenza e provincia tornano le iniziative di Acque&Farine, con le festemercato dedicate all’Anolino a Fiorenzuola d’Arda e a Fermento in Val Tidone a Borgonovo, entrambe concentrate sul rapporto tra pasta, acqua e fermentazioni. A Cesenatico, tra settembre e novembre, si confermano Origini e il Festival del Mare, due eventi centrati sulla filiera ittica locale e sulla promozione delle marinerie dell’Adriatico.

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Cavolo cuore di bue macerato con latticello ed erbe spontanee di Riccardo Agostini Piastrino

In Romagna, la pasta ripiena sarà al centro della seconda edizione di Caplét sotto la Torre a Cervia, mentre a Cattolica si svolgerà la decima edizione di WeinTour, dedicata al dialogo tra vini e cucina. Nei mesi estivi proseguirà anche Tramonto DiVino, il road show che mette in relazione prodotti DOP e IGP regionali con le selezioni enologiche di AIS Emilia e Romagna, a cui gli chef dell’associazione partecipano con proposte pensate per l’abbinamento.

A Santarcangelo di Romagna si alternano due momenti distinti ma complementari: SantaPiada, dedicato alla piadina come elemento identitario, e la Fiera di San Michele, che ospita la Piazza dei Cipolloni, uno spazio pensato per raccontare le produzioni orticole locali, con particolare attenzione alle liliacee dell’Emilia-Romagna. In provincia di Modena, a Sorbara di Bomporto, torna Rosso Rubino, il festival dedicato al Lambrusco di Sorbara, con degustazioni in cantina e momenti di confronto tra produttori e operatori.

Accanto agli eventi, CheftoChef continua a sviluppare una serie di progetti strutturali: diPortoinPorto si configura come un congresso itinerante dedicato alla conoscenza del pesce dell’Alto Adriatico, coinvolgendo pescatori, ricercatori, istituzioni e professionisti della ristorazione; diParcoinParco, invece, attraversa i sette parchi dell’Alto Appennino lungo un percorso che va da Pennabilli a Piacenza, con l’obiettivo di valorizzare il rapporto tra aree protette, produzioni locali e comunità.

A Ravenna prende forma diPortainPorta, un progetto legato al turismo gastronomico che unisce centro storico, valli e litorale, mentre in Romagna proseguono le sperimentazioni sulle filiere agroalimentari diffuse e sugli areali enogastronomici, pensate per rafforzare le connessioni tra zone collinari e pianura.

Da queste esperienze sono nati anche due gruppi territoriali, iRubiconi e leFaentine, che hanno avviato un lavoro di coordinamento con altre associazioni e soggetti locali. Proprio in questo contesto, a Roncofreddo, tornerà a ottobre OroBianco, la festamercato dedicata ai formaggi e ai latticini dell’Emilia-Romagna, pensata come momento di mappatura e racconto del comparto lattiero-caseario regionale.

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