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Col Vetoraz, il respiro del Valdobbiadene DOCG nel calice

Levante, Ponente, Mezzodì: tre “Coste” e tre anime della denominazione nel cuore del paesaggio vitato Patrimonio Unesco.

Ci sono luoghi in cui la viticoltura non è solo agricoltura, ma geografia emotiva. Col Vetoraz nasce e lavora in uno di questi: nel cuore della Valdobbiadene Docg, su un’altura a quasi 400 metri che domina i rilievi del Cartizze – oggi Patrimonio Unesco – dove la vite disegna i profili di una viticoltura eroica, arrampicata su pendii scoscesi.

Qui il microclima gioca un ruolo silenzioso ma essenziale: l’alternanza tra sole e ventilazione, le escursioni termiche e l’altitudine. È in questo equilibrio che le uve maturano lentamente, conservando quell’acidità e quella finezza aromatica che definiscono i vini di questa terra.

Fondata su un legame profondo con la propria identità territoriale, Col Vetoraz ha sempre interpretato il vino come un’estensione del paesaggio. Non a caso, nel 2017 l’azienda ha scelto di eliminare il termine “Prosecco” da etichette e comunicazione, mantenendo solo Valdobbiadene Docg: una presa di posizione netta, per affermare con chiarezza l’unicità del proprio contesto produttivo.

Le “Coste”: tre esposizioni, tre espressioni di Glera

Tra le linee più rappresentative di Col Vetoraz c’è quella dedicata alle “Coste”, i versanti ripidi che caratterizzano il paesaggio collinare della zona. Tre declinazioni – Levante, Ponente, Mezzodì – che raccontano con precisione quanto l’esposizione, l’altitudine e il microclima possano influenzare il profilo aromatico di uno stesso vitigno, la Glera.

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  • Coste di Levante (Brut): Nasce dalle vigne rivolte a est. Qui le uve godono della prima luce del giorno e raggiungono una maturazione perfetta per dare vita a uno spumante asciutto e verticale. Il sorso è netto, con un perlage fine e persistente, mentre il naso si apre su note floreali di rosa e acacia, alternate a cenni agrumati e frutti a polpa bianca come pera, mela e pesca.
  • Coste di Ponente (Extra Dry): È l’anima più morbida e conviviale della gamma. Esposto a ovest, questo versante favorisce un’espressione più rotonda e fragrante delle uve, perfetta per la versione Extra Dry. Il vino è armonico, delicato, pensato per l’aperitivo e non solo. I profumi ricordano il fiore di vite, la rosa, la pesca bianca, la pera e un leggero accento agrumato che ne bilancia la dolcezza.
  • Coste di Mezzodì (Dry Millesimato): È la declinazione più suadente e complessa. Millesimato e in versione Dry, nasce dalle vigne esposte a sud, dove il sole accompagna le uve per l’intero arco della giornata. Il risultato è un vino dalla bollicina cremosa, con una vena agrumata ben delineata, seguita da frutta bianca, fiori freschi ed erbe aromatiche.

Maggiori informazioni

Col Vetoraz Spumanti

Strada delle Treziese, 1, S. Stefano di Valdobbiadene (TV)
colvetoraz.it

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