Nuovi vitigni e nuove tipologie, ma soprattutto un’apertura esplicita al segmento low alcol. È un importante cambio di passo quello ufficializzato dal Consorzio Garda Doc con il rinnovato disciplinare di produzione.
Il decreto ministeriale (pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 ottobre 2025) introduce infatti un pacchetto di novità che ridisegna il perimetro della denominazione interregionale già dalla vendemmia 2025/2026. La più rilevante – e probabilmente la più attesa – riguarda la Garganega low alcol: a partire dalla vendemmia in corso, il principale vitigno autoctono a bacca bianca della DOC potrà essere commercializzato in versione ferma con titolo alcolometrico di 9% vol.

Il Garda Doc diventa così la prima denominazione italiana a prevedere in disciplinare un vino fermo a bassa gradazione alcolica – un primato che arriva al termine di anni di sperimentazione agronomica. «È un trend – precisa il presidente de Consorzio Paolo Fiorini – che probabilmente rappresenta qualcosa di più. Alcune aziende della nostra denominazione hanno iniziato a investire in questa direzione già da diversi anni. Oggi siamo in grado di proporre vini con gradazione intorno ai 9% vol. che si affiancano alle tipologie tradizionali, senza rinunciare all’integrità del gusto, alla profondità espressiva e al rispetto dell’identità territoriale».
Evoluzioni significative sul fronte delle denominazioni e dei vitigni
Sul fronte degli spumanti debutta invece la menzione Crémant, che allinea la produzione gardesana agli standard di importanti tradizioni europee – Alsazia, Borgogna, Loira, Lussemburgo – e ne rafforza la leggibilità sui mercati internazionali. Il disciplinare introduce anche il Garda Müller Thurgau nelle versioni vino, frizzante e spumante, e il Garda Rebo come vino fermo. Per le tipologie spumante e frizzante entrano le specificazioni di vitigno Garganega e Chardonnay; per i rosé spumante e frizzante debutta la Corvina, autoctono tra i più rappresentativi dell’areale gardesano. Arriva infine il Pinot Grigio Ramato Rosato, lettura contemporanea di uno dei vitigni simbolo del nord Italia.
Il nuovo disciplinare è arrivato in un momento di crescita strutturale per la denominazione: i dati di chiusura del 2025 indicano imbottigliamenti complessivi oltre i 175mila ettolitri per oltre 23,3 milioni di bottiglie, con un incremento del 20% su base annua. E la revisione «rafforza l’identità del Garda Doc e ne amplia le potenzialità produttive e commerciali», chiosa il presidente Fiorini.