Per farsi un buon caffè a casa sono necessarie qualche accortezza e, soprattutto, l’attrezzatura adatta. Le alternative, secondo Carlos Bitencourt (fondatore di Cafezal, cinque caffetterie specialty e un Technical Hub dedicato a macchine e attrezzature da caffè a Milano), sono tre.
Per il brewing si parte con un kit base: V60, brocca e bollitore a becco d’anatra. Spesa massima 200 euro. Seguirà l’acquisto di un macinino manuale (il più cool è il tedesco Comandante, l’entry level è della giapponese Hario) o elettrico. Utile una bilancia di precisione, per misurare il caffè in entrata ma anche il peso della bevanda in tazza.
Se si opta per la moka, ce ne sono di vari tipo ma l’importante, secondo Bitencourt, è la tecnica: fuoco molto basso, quantità di caffè non esagerata (vietata la “montagnetta”), giusta macinatura.
Più audace e costosa, ma anche di grande soddisfazione, è la preparazione dell’espresso a casa. «Per un kit base occorre investire intorno agli 800 euro: macinino automatico semplice ma affidabile, come l’X54 della Mahlkönig o la linea mignon di Eureka, e una macchina che faccia un lavoro corretto: ad esempio la Gaggia Classic. La Marzocco Mini, Victoria Arduino Prima, Dalla Corte Mina sono bellissime macchine ma si sale oltre i 4mila euro».