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I drink a base di Champagne sono perfetti per il periodo natalizio

Cocktail classici intramontabili con tante bollicine: un mix che si sposa a pennello con il periodo delle festività.

Si usa spesso la parola Champagne per descrivere il vino spumante di qualsiasi parte del mondo. I francesi, tuttavia, non sono molto d’accordo (e hanno lanciato diverse campagne legali per proteggere il termine), perché lo Champagne vero e proprio proviene solo dalla regione settentrionale francese della Champagne; il suo carattere unico è creato dal terroir della zona e dalle tipiche tecniche di vinificazione. Quindi, quando si tratta di usare lo Champagne nei cocktail, siamo qui per dirvi che scegliere una qualsiasi bottiglia di vino spumante potrebbe non essere la cosa più giusta.

Il profilo gustativo

«Lo Champagne ha un profilo gustativo e una serie di aromi specifici che vanno selezionati in base alla bevanda in cui viene utilizzato, mentre lo spumante, come categoria più ampia, è più una tabula rasa che asseconda i gusti del bevitore», afferma il direttore editoriale di Food&Wine Dylan Garret. La profondità sapida del vino francese, i suoi aromi che ricordano le brioche, i sapori brillanti e agrumati e le bollicine fini lo rendono un ingrediente affascinante per i cocktail, ma pongono anche delle sfide nell’incontro con altri prodotti (è ottimo con il whisky, per esempio, ma non altrettanto in uno spritz a base di Aperol).

I cocktail classici e la tradizione

Prendiamo i cocktail classici, in cui «le bollicine sono come una lente d’ingrandimento per il sapore», dice Garret. Il Boothby, una variante del Manhattan ravvivata da un po’ di Champagne, fu ideato per la prima volta dal bartender di San Francisco William “Cocktail Bill” Boothby all’inizio del XX secolo.

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In questo drink, le piccole e fini bollicine e gli aromi di pane dello Champagne, dovuti al contatto con le fecce (lieviti esausti della fermentazione) durante il processo di vinificazione, amplificano le note di lievito del whisky di segale; un Prosecco morbido e fruttato, ad esempio, non funzionerebbe altrettanto bene.

Garret preferisce i drink classici per diversi motivi. Come nel caso dello Champagne, dove si rispetta una tecnica di vinificazione secolare e persino il carattere, i cocktail classici preparati secondo le specifiche originali sono il modo migliore per preservare la tradizione e creare una linea di base, una sorta di vocabolario condiviso. «Occorre partire dalla versione assolutamente originale e poi apportare modifiche», dice Garret. «Altrimenti si finisce per ottenere una fotocopia di una fotocopia di una fotocopia, dove il cocktail d’origine scompare lentamente in una catena di modifiche personalizzate».

Consigli pratici

Per i cocktail, preferite Champagne brut o extra brut (gli stili più secchi); il Nicolas Feuillatte Réserve Exclusive Brut è una buona scelta, ampiamente disponibile. Qui di seguito, tre cocktail classici a base di Champagne che aggiungeranno un tocco di opulenza ed effervescenza alle vostre feste.

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