Se a Natale siamo tutti (o quasi) più buoni, di certo possiamo far sì che un Natale “buonissimo” sia anche l’occasione per dare supporto concreto ad associazioni e progetti che, in Italia e all’estero, hanno l’obiettivo di aiutare chi è in difficoltà. Ecco una raccolta – non esaustiva ma variegata – di prodotti e iniziative per fare del bene in maniera deliziosa.
Panettoni per tutti

Dopo il successo dello scorso anno, prosegue la collaborazione della compagine italiana dei Jeunes Restaurateurs d’Europe, presieduta da Alberto Basso, e Fondazione AIRC per sostenere la ricerca sui tumori dei bambini. È infatti la ricetta esclusiva ideata dagli chef Jeunes Restaurateurs Italia a fare da base per il panettone a lievitazione naturale realizzato da Loison Pasticceri dal 1938, che ha selezionato appositamente ingredienti di alta qualità con il prezioso contributo di aziende come Molini Fagioli (già parte del progetto) con le sue farine da grani scelti con cura e Coppini Arte Olearia. Realizzato quest’anno nel formato da 750 grammi – e non più 500 – il soffice lievitato si arricchisce dei profumi di mandarino tardivo di Ciaculli (presidio Slow Food), miele millefiori di Sicilia, sale marino di Cervia integrale, vaniglia naturale Bourbon del Madagascar, un pizzico di cardamomo e di pepe Jamaica, insieme all’olio aromatizzato agli agrumi frutto della frangitura contemporanea di olive Nocellara del Belice appena raccolte e di mandarini tardivi siciliani Marzuddu. Il panettone Fondazione AIRC JRE-Italia è disponibile sullo shop-online a partire da un contributo di 30 euro, mentre sul sito AIRC si trovano anche altri modi per sostenere i ricercatori impegnati su progetti sui tumori infantili.
Ai piccoli pazienti oncologici è dedicata anche Peter Pan ODV, che offre accoglienza ai bambini malati di cancro e alle loro famiglie che, da tutta Italia e non solo, devono spostarsi a Roma per ricevere le cure necessarie: per contribuire, dal sito www.peterpanodv.it si possono acquistare – tra le altre proposte – il PeterPanettone o il PeterPAndoro, ma anche il PeterTorrone lavorato a mano al cioccolato extrafondente con nocciole o al gusto gianduia con nocciole.

Mentre per sostenere le attività della Fondazione Dottor Sorriso – i cui volontari assistono con la Terapia del Sorriso circa 50mila bambini ricoverati nei reparti oncologici e di lungodegenza e i loro familiari, rendendo meno ardui momenti delicati come visite, prelievi del sangue e pre e post operatorio – si possono ordinare online su natale.dottorsorriso.it prodotti solidali come panettone, pandoro o praline di cioccolato nelle Latte del Sorriso illustrate da collezionare.
Fino al 21 dicembre, a Milano si può partecipare a un bel progetto solidale – giunto alla sua settima edizione – che punta a rendere più dolce il Natale anche per chi vive in povertà, solitudine ed emarginazione. Torna, infatti, il Panettone Sospeso: l’iniziativa, organizzata dall’Associazione no-profit Panettone Sospeso ETS, coinvolge 11 pasticcerie cittadine, per un totale di 22 punti vendita, dove è possibile acquistare un panettone lasciandolo “già pagato” per chi non può permetterselo: i dolci lievitati – “raddoppiati” dalle donazioni delle stesse pasticcerie – verranno consegnati in tempo utile dalla rete dall’Associazione fondata da Gloria Ceresa e Stefano Citterio. Patrocinata dal Comune di Milano sin dalla prima edizione del 2019, l’iniziativa ha già consentito di raccogliere e distribuire oltre 7mila panettoni grazie alla generosità degli acquirenti e delle pasticcerie. Quest’anno partecipano Cake l’Hub – I Dolci del Paradiso, Cantun Bakery & Bistrot, Davide Longoni, Gelsomina, Giacomo Pasticceria, Marlà, Massimo 1970, Pasticceria Polenghi Angelo, Pasticceria San Gregorio, Sant Ambroeus e Vergani. Ma anche chi non vive a Milano, o non può recarsi nei negozi, può sostenere il progetto con una donazione su panettonesospeso.org.
È stato ripensato dalla creatività di 26 studenti del secondo anno del corso Packaging Specialist presso l’ITS Academy Angelo Rizzoli il packaging del panettone della Pasticceria Cova per l’iniziativa Il Panettone che fa bene. Il ricavato delle vendite va infatti a favore della Comunità Oklahoma, associazione di Milano che dal 1982 accoglie ragazzi e ragazze tra i 13 e i 18 anni in condizioni di fragilità sociale, familiare ed economica. Frutto dell’incontro tra gli studenti e la Comunità e dei suoi ospiti, con la veste grafica firmata da Elisabetta Presotto e impreziosita dalle illustrazioni del fumettista Disney Blasco Pisapia, lo speciale pack si presta a essere utilizzato anche come uno “scrigno” per raccogliere fotografie, ricordi, biglietti d’auguri. Con una donazione online a partire da 35 € si riceve un panettone e si contribuisce alle cure mediche dei ragazzi accolti: tre panettoni equivalgono a due prestazioni sanitarie nel 2026.
LIDL Italia rinnova invece per l’ottava edizione il progetto di solidarietà in collaborazione con Croce Rossa Italiana legato al suo Panettone Classico Deluxe: per ogni prodotto messo in vendita nei propri store – oltre 870 in tutta Italia – l’azienda ne ha donato uno alla CRI, che li distribuisce a chi vuole sostenerne le attività tramite i propri Comitati territoriali, a fronte di una donazione libera. I ricavati saranno interamente destinati a sostenere le attività quotidiane che i volontari – oltre 150mila – portano avanti quotidianamente a supporto delle persone più vulnerabili, dando così un aiuto prezioso e tangibile sul territorio. Dal 2018, è stato donato quasi mezzo milione di panettoni, generando importanti risorse economiche a favore della CRI.
Le iniziative a favore di chi è vittima di guerra e oppressione
La difficile situazione internazionale rende sempre più urgente e importante aiutare chi si trova in condizioni di estrema difficoltà, e di certo Natale offre più di un’occasione a riguardo. Ad esempio, la pasticceria napoletana di Ciro Poppella, famosa per i suoi Fiocchi di neve (cupoline di pan brioche ripiene di crema di latte e ricotta alla vaniglia) ha voluto dedicare alla popolazione ucraina – quella che resiste all’aggressione russa in patria, e quella che forma la nutrita comunità di Napoli – una speciale versione della sua proposta più iconica, per l’occasione ricoperta con i colori della bandiera ucraina e venduta in scatole dedicate. Il ricavato del progetto Un fiocco per l’Ucraina, partito a fine ottobre e in dirittura d’arrivo, va a favore delle iniziative solidali dell’associazione Dateci le Ali APS.

Guarda invece alla difficile situazione palestinese la proposta di Mamm, la “ciclofocacceria” nata a Udine – che oggi conta diverse sedi in città e una a Bologna – e da sempre animata da un’idea di sostenibilità ambientale, economica e sociale che si traduce in gesti concreti. Quest’anno, le confezioni dei buonissimi panettoni realizzati in diverse varianti – Classico, ai Quattro Cioccolati, All’olio, Strudel – si vestono di un decoro speciale, firmato dal graphic designer Leo Di Renzo, con l’intento di unire estetica, memoria e libertà. Accompagnato dal messaggio “Un panettone buono per un Natale libero”, è ispirato all’antica arte del tatreez, ricamo a punto croce tramandato di generazione in generazione tra il popolo palestinese come linguaggio di identità e resistenza, e riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità (ma oggi messo in pericolo come ogni tipo di elemento culturale palestinese, e come la stessa popolazione della Striscia di Gaza). Una solidarietà non solo simbolica: parte del ricavato sarà devoluto all’Associazione Jordan Valley Solidarity Movement, per il ripristino della rete idrica nella Valle del Giordano, e ad altri progetti a sostegno del popolo palestinese.

Dalla collaborazione tra Vergani, storica pasticceria milanese attiva dal 1944 e coinvolta anche nell’iniziativa Panettone Sospeso, ed Emergency – l’associazione umanitaria fondata da Gino e Teresa Strada che offre cure gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo, della povertà – nascono invece il Panettone e il Pandoro Fatto Per Bene. I dolci simbolo del Natale, reinterpretati da Vergani e inseriti nella confezione originale dedicata, sostengono le cure a chi soffre le conseguenze di guerra e povertà, unendo bontà e impegno sociale. Il pandoro si può acquistare online mentre il panettone verrà venduto dal 5 all’8 dicembre in circa 700 piazze italiane, negli appositi banchetti di Emergency, e fino al 24 dicembre nei Negozi di Natale temporary in 24 città italiane.

Cioccolatini e tavolette firmate da Charlotte Dusart – la cioccolateria fondata dall’omonima maître chocolatière belga a Milano – vanno invece quest’anno a sostenere le attività di ActionAid, organizzazione internazionale indipendente che combatte povertà e ingiustizia in 71 paesi nel mondo, affiancandosi alla proposta del panettone classico Rwanda realizzato con ingredienti del commercio equo e solidale e avvolto in una colorata stoffa rwandese cucita da sarte africane. Sul sito di ActionAid Italia è dunque possibile ordinare il cofanetto con quattro deliziosi cioccolatini artigianali (pralinato Speculoos, cremino pistacchio, caramello e burro salato, pralinato nocciola croccante) oppure la Tavoletta Solidale Palestina in cioccolato fondente, proposta anche nella combo con il panettone: custodita da un vivace packaging decorato con fette d’anguria – simbolo di resistenza – sostiene l’intervento di ActionAid sul campo a fianco del popolo palestinese.
Cene e menu all’insegna della solidarietà

Sono diverse anche le iniziative che portano la solidarietà direttamente a tavola, al ristorante o in pizzeria.
In occasione di Santa Lucia, giornata simbolo della luce e del dono celebrata in maniera molto sentita anche a Verona, lo chef Giancarlo Perbellini e la moglie Silvia propongono quest’anno un’iniziativa dal forte valore sociale: una parte del ricavato della giornata del 13 dicembre dei ristoranti del Gruppo Xbe di Giancarlo Perbellini – dai sei indirizzi cittadini a Verona a quelli presenti a Milano, Garda, Vienna e sulla spiaggia siciliana di Montallegro – verrà devoluta a Fondazione Colangiocarcinoma ETS. Silvia Perbellini ha contribuito a far nascere la Fondazione, che si occupa di questa malattia rara e spesso diagnosticata in ritardo, trasformando un’esperienza familiare in un progetto che sostiene la ricerca scientifica, la promozione della prevenzione attraverso controlli e informazione, il supporto alle famiglie coinvolte e la diffusione della consapevolezza su una patologia particolarmente insidiosa e ancora poco conosciuta.
Il 15 dicembre a Bologna, invece, è in programma la cena solidale Un Piatto d’Oro, un Gesto d’Amore organizzata in collaborazione con Food For Soul che, nei luoghi simbolici dell’Antoniano – la Chiesa S. Antonio, lo Studio Teologico, il Chiostro storico e la Mensa Padre Ernesto – unisce musica, buon cibo e charity. Grandi chef come Max Poggi, Josefina Zojza e Francesco Carboni – che proporrano un percorso culinario tra cui una portata “speciale” a sorpresa – e il maestro pasticcere Gino Fabbri, insieme al gelato artigianale di Chiara Ferrari e al pane del Forno Calzolari, oltre che alle melodie del Piccolo Coro dell’Antoniano e dell’Orchestra Senzaspine, saranno gli artefici di una serata memorabile. Non solo per i partecipanti: l’intero ricavato sarà destinato a sostenere le 123 famiglie in difficoltà che Antoniano accompagna e supporta ogni giorno nel cammino verso l’autonomia.
E la solidarietà prosegue anche dopo le feste: dal 6 gennaio in tutti gli indirizzi italiani del gruppo Berberè – mentre già da prima nei locali londinesi inclusa la nuovissima apertura di Westfield Stratford City – sarà disponibile la pizza veg Megaton “No War No Death” realizzata con la band post-punk Sleaford Mods e condita con con salsa marinara e olio d’oliva all’aglio, prima di essere guarnita con pomodori semi-secchi, funghi marinati nella soia e arrostiti al forno, salsa verde al coriandolo e peperoncini jalapeño. Per ogni pizza venduta, 2 euro saranno devoluti a War Child, organizzazione benefica dedicata al sostegno dei bambini colpiti dai conflitti.
Per gli amici a quattro zampe
Non mancano anche proposte a favore degli animali in difficoltà, per non dimenticare quanto la loro compagnia possa essere preziosa se non anche salvifica per tanti di noi.

L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) lancia la campagna Natale solidale: dacci una zampa e scalda i cuori degli invisibili, dedicata a cani, gatti e altri animali salvati dagli Angeli Blu dell’OIPA grazie ai 12 progetti in tutta Italia: protagonista è il Pane-veg, dolce etico con gelée di frutti di bosco e cocco realizzato dallo storico Biscottificio Guerra – tra i primi, in Italia, a essersi specializzato in alta pasticceria da materie prime biologiche di origine vegetale – ordinando il quale si può contribuire a raccogliere fondi per assicurare loro cibo, cure veterinarie, riparo, vaccini e medicine.
Si chiama infine Vite Connesse la linea solidale di Save the Dogs, fondazione che si occupa di aiutare gli animali in difficoltà: l’idea si basa sulle “seconde opportunità” che possono cambiare tanto le vite umane quanto quelle animali, e nasce da un progetto realizzato in Romania, all’interno del Penitenziario Ospedale di Poarta Albă; qui, uomini impegnati in un percorso di reinserimento hanno avuto l’opportunità di prendersi cura degli animali accolti da Save the Dogs e di realizzare manufatti destinati al loro benessere. In Italia, il progetto arriva grazie alle collaborazioni con realtà già attive in alcune carceri, come Banda Biscotti. I loro Biscotti al cioccolato Vegan sono sfornati nel laboratorio della Casa Circondariale di Verbania, dove la pasticceria diventa occasione di riscatto per i detenuti. I ccokies, disponibili sullo shop ufficiale della Fondazione, contribuiscono a sostenere il progetto Vite Connesse.