ipa-birra-artigianale-storia-successo-luppolo

Come mai le birre IPA continuano a essere così diffuse?

Le birre artigianali per antonomasia hanno risvegliato il settore e sono onnipresenti, forse troppo ma la loro fortuna non accenna a calare.

Le IPA continuano a occupare una posizione centrale nel mondo della birra artigianale. Sono presenti nei pub, nelle birrerie e nei cataloghi dei piccoli produttori, soprattutto nelle loro numerose interpretazioni contemporanee. Allo stesso tempo, tra gli appassionati è cresciuta una certa insofferenza verso la loro presenza costante, al punto che negli ultimi anni si è iniziato a parlare di IPA burnout.

IPA è l’acronimo di India Pale Ale, uno stile ad alta fermentazione generalmente associato a una marcata presenza del luppolo, a profumi intensi e a un’amarezza più evidente rispetto a molti altri tipi di birra. Il profilo, però, è cambiato molto nel tempo: dalle IPA inglesi si è passati alle interpretazioni americane, fino alle più recenti hazy IPA, torbide, morbide e caratterizzate da profumi di frutta tropicale.

Da birra per appassionati a stile dominante

All’inizio degli anni Duemila le IPA erano ancora considerate da molti consumatori un prodotto per appassionati. L’amarezza marcata e la maggiore intensità rispetto alle birre più diffuse contribuivano a renderle una scelta meno immediata, da nerd del prodotto. Negli Stati Uniti, però, proprio queste caratteristiche diventarono parte della nuova cultura della birra artigianale. La crescita dei birrifici indipendenti e della craft beer revolution portò le IPA fuori dalla nicchia, trasformandole in uno dei principali riferimenti del settore.

ipa-birra-artigianale

Il fenomeno ebbe anche un effetto sulla produzione. La domanda di IPA, soprattutto nelle loro versioni più moderne, ha spinto diversi birrifici a concentrarsi su questo stile. È nata così una discussione sulla cosiddetta monocultura della birra artigianale: un’offerta in cui molte novità finiscono per ruotare attorno a variazioni dello stesso modello.

Il problema, per alcuni appassionati, non è quindi il successo delle IPA in sé, ma il fatto che la loro presenza possa ridurre lo spazio destinato ad altri stili. Bitter, saison, stout e lager possono risultare meno visibili nei locali specializzati quando la programmazione delle spine privilegia soprattutto le diverse interpretazioni delle IPA.

Perché le IPA hanno avuto tanto successo

Uno dei motivi del successo potrebbe essere la capacità delle IPA di rivolgersi a pubblici diversi, dai consumatori occasionali agli appassionati più esperti. Il loro profilo permette inoltre di lavorare molto sulla riconoscibilità. Il luppolo può offrire note agrumate, resinose, erbacee o tropicali, mentre la quantità e il momento in cui viene utilizzato durante la produzione influenzano di molto il risultato finale.

Sempre in America negli ultimi anni questa ricerca ha portato alla diffusione delle hazy IPA: birre volutamente torbide, spesso caratterizzate da una consistenza morbida, un’amarezza meno aggressiva e aromi intensi di frutta tropicale.

L’IPA non è nata davvero per il viaggio verso l’India

L’IPA viene tradizionalmente collegata alla Gran Bretagna del Settecento e a George Hodgson, birraio londinese la cui attività si trovava vicino ai moli da cui partivano le navi dirette verso l’India.

ipa-birra-artigianale-storia-successo

Per molto tempo si è raccontato che Hodgson avesse inventato una birra particolarmente luppolata e alcolica proprio per permetterle di affrontare il lungo viaggio verso l’India. Le fonti storiche disponibili non permettono però di sostenere questa ricostruzione in modo così netto. La birra veniva esportata verso l’India già prima di Hodgson e non esiste una prova che attribuisca a lui l’invenzione di uno stile completamente nuovo.

Più probabilmente, la birra che sarebbe diventata l’IPA si sviluppò progressivamente a partire dalle pale ale destinate all’esportazione. L’impiego più abbondante di luppolo nelle birre destinate ai climi caldi era già una conoscenza diffusa tra i birrai dell’epoca. Il nome India Pale Ale compare poi nelle fonti nella prima metà dell’Ottocento: una delle prime attestazioni conosciute risale al 1835.

Hodgson ebbe comunque un ruolo importante nella storia dello stile. La sua birra conquistò una posizione dominante nel mercato indiano e contribuì a costruire la reputazione delle pale ale esportate dall’Inghilterra. Non fu però l’unico produttore coinvolto nello sviluppo di quelle birre.

Maggiori informazioni

Condividi

Facebook
Twitter
LinkedIn
Articoli
correlati