Se pensate che formaggi e latticini abbiano poco a che fare con il mondo vegetale, potrebbe essere arrivata l’occasione per cambiare idea. Dalle specialità – rare ma presente – realizzate con cagli vegetali con cardi o spore di funghi, agli aromi spiccatamente erbacei dei pascoli racchiusi nelle forme più o meno stagionate, il legame tra il cacio e l’ambiente in cui nasce è in realtà profondo e affascinante. Ed è tanto più vero per i formaggi “di montagna”, ottenuti spesso con tecniche secolari dal latte di animali allevati in alta quota dove la natura è più incontaminata che mai; come avviene, ad esempio, sulle Alpi svizzere, la cui biodiversità gioca un ruolo fondamentale nel grande patrimonio caseario elvetico e dove le mucche, in particolare, vivono in simbiosi con la natura, cibandosi di fiori ed erbe spontanee e respirando aria pulita.
Nasce proprio per celebrare questo legame il progetto Swiss Cheese – Made of Nature, il tour itinerante con cui dallo scorso giugno Formaggi dalla Svizzera invita il pubblico di alcune città italiane in un percorso culturale ed esperienziale alla scoperta di prodotti il cui gusto è radicato nella biodiversità alpina, nel rispetto per l’ambiente e per gli animali.
Dopo il lancio il 5 giugno scorso, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, nelle scorse settimane il tour è partito da Milano con la tappa presso il concept florist Clori Home and Flowers, dall’11 al 13 settembre, e arriva ora a Roma: fino a sabato 4 ottobre Stay Store, concept store dedicato a moda, design e lifestyle, ospita infatti tra tessuti e palette di colori “naturali”, il programma di degustazioni, incontri, workshop e masterclass che compongono questo racconto immersivo e ricco di stimoli multisensoriali. Mentre All’inizio del 2026, il tour Swiss Cheese – Made of Nature approderà anche a Torino e Bologna
«Con questo progetto vogliamo raccontare non solo l’eccellenza dei nostri prodotti, ma anche l’ecosistema virtuoso che sta dietro ogni singola referenza casearia svizzera. La natura non è solo il contesto di produzione dei nostri formaggi: è il loro ingrediente più prezioso», dichiara Giovanna Frova, Country Manager Switzerland Cheese Marketing Italia.

A guidare i partecipanti, e a proporre assaggi, ricette e abbinamenti, è la Forager e Antropologa Culturale Valeria Mosca, affiancata dal team del suo wood*ing – wild food lab – laboratorio e azienda agricola con cui porta avanti progetti di ricerca e ideazione di prodotti in cui ogni elemento della natura, dai semi alle alghe, dai licheni alle bacche, diventa potenziale ingrediente – e da apicoltori e food creator. «Ogni formaggio d’alpeggio è l’espressione concreta di un equilibrio invisibile tra natura, tempo e conoscenza». spiega Mosca. «Le piante selvatiche che crescono sugli alpeggi non sono solo nutrimento per gli animali: sono tessere di un mosaico ecologico e culturale antico, spesso trascurato. Con i miei laboratori invito a riscoprirle, perché tutelare la loro presenza e comprenderne il valore significa custodire la biodiversità che rende possibile la qualità e l’unicità dei grandi formaggi alpini. Senza questo sapere, anche il sapore rischia di perdersi».
La tappa di Roma
Gratuiti e aperti a tutti su prenotazione (ma chi si era distratto può anche provare a passare direttamente da Stay verificando se ci siano posti liberi), gli appuntamenti romani daranno così modo di comprendere da vicino come erbe e fiori eduli possano accompagnare esaltare le note olfattive dei formaggi svizzeri come Gruyère o Appenzeller. Ma anche come gli aghi di abete rosso, albero prodigioso comune negli ambienti alpini dai mille metri in su, di cui si può consumare praticamente ogni parte, dalle foglie alla resina, a patto di sapere come fare – vietato improvvisare, e raccogliere solo quello che si è in grado di riconoscere: regola numero uno del foraging – possano infondere i loro aromi erbacei e balsamici in un gin tonic, sostituendo ad esempio il rosmarino.
Altre idee gastronomiche? I rametti si possono aggiungere in cottura alle zuppe o alle patate al forno, e possono ad esempio profumare delle patate al cartoccio, affiancando alla nota fumé della cotturasulla griglia i toni verdi, balsamici e leggermente aciduli dell’abete rosso e, perché no, l’avvolgente sapore della Raclette fondente.
Ma durante i vari incontri sarà anche possibile scoprire come nasce un miele di tiglio o castagno, o come le tisane possono veicolare nel modo migliore proprietà di erbe, foglie e bacche. Sempre in relazione con il formaggio: che si tratti di una ricetta di cui sono ingredienti comuni, di un abbinamento più o meno canonico o del richiamo delle note aromatiche.
In particolare, venerdì 3 ottobre a partire alle 11 sono in programma un workshop di cucina wild a cura di Valeria Mosca con degustazione, e nel pomeriggio l’incontro con un apicoltore e la masterclass Bouquet di Sapori Chez Didì, con Diletta Secco. Mentre sabato 4 sarà protagonista ancora Valeria Mosca con una serie di workshop con degustazione dedicati a cucina wild, foraging e tisaneria, oltre all’incontro dedicato a miele e api.