Chi lo ha detto che un pranzo di lavoro non possa essere anche un’occasione gastronomica? Anche se in Italia, o quanto meno a Roma, non è così diffuso, il business lunch non è solo un’ottima scusa per concedersi qualcosa di più di un panino continuando comunque a mandare avanti il lavoro, ma spesso diventa anche un modo per regalarsi un pranzo in ristoranti “importanti” a prezzi accessibili. L’abitudine nasce negli Stati Uniti a cavallo tra gli anni Sessanta e i Settanta, dall’evoluzione del cosiddetto “three-martini lunch” (il nome la dice lunga sul fatto che il cibo non fosse esattamente al centro dell’esperienza) in cui manager e avvocati di Manhattan approfittavano di una pausa pranzo allungata e abbondantemente alcolica per scambiare chiacchiere informali ma professionali, verso il più strutturato (e salutare) power lunch, termine che appare per la prima volta su Esquire nel 1979.
Emblema gastronomico dei ruggenti anni Ottanta, e poi degli spendaccioni anni Novanta in cui qualcuno magari esagerava anche con l’uso disinvolto della carta di credito aziendale, inquadrato in ottica razionale e assennata torna a essere una formula ideale tanto per businessmen e lavoratori quanto per vacanzieri e turisti che non si vogliono arrendere a all you can eat o ristoranti per turisti.
L’Arte del business lunch da Café Ginori
È con questa idea – anzi, rispondendo a esplicite richieste di una clientela local fatta di uomini d’affari, dirigenti e impiegati di uffici e boutique del centro più chic di Roma – che arriva la proposta di Café Ginori, l’elegante ristorante annesso all’Hotel de la Ville, su via Sistina e a due passi dalla scalinata di Trinità del Monti.

Aperto a dicembre 2024 dalla collaborazione tra il lussuoso albergo del gruppo Rocco Forte Hotels e il brand Ginori 1735, che da tre secoli è emblema nel mondo dell’eccellenza italiana nella porcellana pura e nel design (dal 2013 parte del Gruppo Kering), Café Ginori ha aggiunto un tassello decisamente charmant alla proposta gastronomica dell’hotel – che ospita ai piani alti anche Cielo Restaurant, con il bar in terrazza, che propone un light lunch con gustosi cicchetti – accostando i sofisticati arredi ispirati alle collezioni più iconiche della maison Ginori (dalla carta da parati Oriente Italiano ai tessuti ricamati utilizzati su cuscini, tappezzerie e sedie della collezione Domus, oltre alle porcellane usate per il servizio e in vendita nello spazio boutique) e i piatti firmati dallo chef Fulvio Pierangelini, Creative Director of Food di Rocco Forte Hotels.
I piatti di Fulvio Pierangelini
Aperto ogni giorno dalle 10:30 alle 22, è contraddistinto dall’atmosfera elegante ma conviviale e dall’offerta culinaria che declina omaggi alla Città Eterna, ispirazioni mediterranee, contaminazioni esotiche e spunti internazionali interpretati in maniera originale e sempre molto attenta al gusto. E adesso, dal lunedì al venerdì il menu di Pierangelini – integrato giornalmente da Special che guardano alla stagione e al suo paniere – viene proposto a pranzo anche nella formula L’Arte del Business Lunch: un amusebouche di benvenuto, due piatti a scelta dal menu (un antipasto e un primo o un secondo), acqua e caffè a 49 euro a persona, disponibile con orario “allungato” dalle 11 alle 18.

Tra le proposte figurano ad esempio il Crudo di orata con salsa pantesca e agrumi, gli Spaghetti con pomodoro e basilico, i Dim sum Roma (che reintepretano i “ravioli” orientali farcendoli con la classica triade di sughi romaneschi, in un riuscitissimo melting pot gastronomico), il Filetto di manzo con patate e salsa tartara e il Burger Ginori, con un soffice bun e accompagnato da patatine fritte e salse. I best seller del momento? Il Vitello Tonnato e il Pollo di campagna croccante con insalata, salsa Ceasar e tartufi di stagione (upgrade d’autore della classica Ceasar Salad), ci dice il Food And Beverage Manager dell’hotel Salvatore Fittipaldi.
Un pranzo per ogni esigenza
È lui a raccontarci come appunto la decisione di proporre il business lunch sia nata proprio dalla richiesta di chi lavora in zona, in primis, e sia stata sviluppata con l’idea di offrire una formula veloce e non troppo impegnativa mantenendo gli standard di un hotel 5 stelle Lusso: «Garantiamo l’attenzione alla qualità e l’atmosfera di Ginori Café senza allentarci dal suo format, con piatti stagionali, porzioni equilibrate e gli ingredienti selezionati dallo chef Fulvio Pierangelini», racconta Fittipaldi. «Ad approfittarne volentieri sono manager e liberi professionisti che lavorano in centro, ma anche turisti che desiderano fare un pranzo leggero e di qualità. E abbiamo spesso anche gruppi di amiche che organizzano colazioni o magari festeggiano il compleanno con questa formula».

Qui ci si può accomodare infatti fin da metà mattina, magari per un Avocado toast o un Club Sandwich, ma la cucina non si fa trovare impreparata nemmeno per altre richieste dal menu, e l’orario particolarmente lungo – fino alle 18, per il Business lunch – fa gioco tanto ai manager che emergono tardi da riunioni e impegni, tanto per i visitatori stranieri in preda al jet lag (o allo shopping compulsivo). E il vino? «Non lo abbiamo incluso nel menu», spiega Fittipaldi. «Ma c’è da dire che in pochi ce lo chiedono, per una questione di orario e di occasione». Per un calice o per stappare una bella bottiglia, meglio aspettare il relax serale quando ci si può lasciare il lavoro alle spalle.