Ozio Restaurant

Ozio Restaurant, cucina con vista sul cupolone

In cima all’Hotel Orazio Palace, nel quartiere Prati, Paolo De Angelis e lo chef Salvatore Testagrossa propongono un’esperienza in cui tecnica, gusto e comfort sono accompagnati da una vista impagabile su Roma.

Lungo via Orazio, tranquilla strada laterale del quartiere Prati, l’ingresso dell’Hotel Orazio Palace, ospitato in un bel palazzo dei primi del Novecento, non dà particolarmente nell’occhio, in linea con l’eleganza sobria dell’albergo parte del gruppo 4L Collection Hotels.

Eppure, i colori decisi e le linee morbide, insieme contemporanee e piacevolmente vintage, che caratterizzano camere e ambienti comuni – dalla reception alla sofisticata e accogliente lounge-salottino, senza parlare del grazioso, e raro, giardino interno – lo rendono un indirizzo da tenere a mente per soggiorni romani; anche per la posizione strategica a pochi passi da via Cola di Rienzo e i servizi offerti, inclusa una sala meeting in via di completamento.

Pure i “romani” – che siano di nascita o domicilio –, però, hanno un buon motivo per venirci: per scoprirlo, basta prendere l’ascensore e salire al settimo piano.

Ozio Restaurant, il rooftop che non ti aspetti

Ozio Restaurant
La terrazza panoramica di Ozio Restaurant

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È qui che si trova Ozio Restaurant, aperto nel 2021 da Paolo De Angelis. Si è accolti da una sala moderna e ricca di personalità, con il bancone del bar e le grandi vetrate che affacciano su un edificio che ricorda un po’ i tetti della Parigi haussmanniana e su uno skyline da cui spuntano sagome note.

Ma è soprattutto salendo ancora un altro piano, e arrivando al rooftop, che si scopre la magia nascosta di questo luogo: una deliziosa terrazza estiva (o per le giornate più miti, che Roma regala in abbondanza), con i tavolini separati da vasi e siepi a creare delle piccole aree riservate, e una vista incredibile che ruba l’attenzione. L’occhio spazia da Trinità dei Monti al Vittoriano, da Castel Sant’Angelo all’Osservatorio di Montemario, oltre naturalmente all’inconfondibile cupola di San Pietro, abbracciando tutta la magnificenza di Roma da un angolo privilegiato.

E se il posto è perfetto per il brunch del fine settimana così come per aperitivi, cene, dopocena e celebrazioni speciali, De Angelis – che presidia la sala del ristorante affiancato dalla figlia Chiara – ci svela che la sera più ambita dell’anno è quella del 29 giugno, quando la terrazza di Ozio Restaurant regala uno scorcio unico su Castel Sant’Angelo acceso dal variopinto spettacolo pirotecnico della Girandola, che dal 1481 celebra i Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma.

La proposta dello chef Salvatore Testagrossa, tra tecnica e ricerca

Ozio Restaurant
Salvatore Testagrossa e Paolo De Angelis

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vale comunque sempre la pena prenotare un tavolo – a pranzo e cena, 365 giorni l’anno – per gustare i piatti proposti dall’executive chef Salvatore Testagrossa, che giocano tra grande tecnica, ispirazioni regionali – tra Lazio e Campania, soprattutto – e memoria: è quest’ultima un po’ il filo conduttore del menu di Ozio Restaurant, insieme all’utilizzo virtuoso e intelligente delle materie prime, che nobilita tagli “poveri” di carne, pesce e ogni parte dei vegetali.

Romano di origini siciliane, classe 1973, diplomatosi al conservatorio in chitarra classica ma ben presto passato alla cucina da autodidatta accumulando una solida esperienza, Testagrossa dà però dichiarata preferenza all’interpretazione personale e originale piuttosto che alla “rivisitazione” dei classici, e a sapori che mettono insieme comfort, equilibrio e qualche piacevole sorpresa.

Con lui, un’affiatata brigata di cinque persone che realizza ogni componente del menu, dalla panificazione alla pasticceria, e lavora all’unisono guidata dallo chef con la sua indole perfezionista, sempre in cerca di nuovi stimoli ma al tempo stesso pacata e rasserenante.

Accidia e Lussuria, due menu “viziosi”

Due i percorsi di degustazione proposti: Accidia e Lussuria, rispettivamente incentrati sul mare e sulla terra, che richiamano il “padre di tutti i vizi” dell’insegna. Entrambi composti di cinque portate a 75 euro, si aggiornano di stagione in stagione e prevedono anche qualche interessante fuori carta; come l’appagante Cubo di coda alla vaccinara con ricotta di bufala in salvietta e cacao dalla realizzazione impeccabile, con l’intenso olio di cottura aggiunto in forma di “terra” a base di maltodestrina, restituendone il sapore senza l’untuosità.

O l’audace e buonissima Zuppetta di fagioli del purgatorio con cozze, fonduta di Parmigiano Reggiano Vacche Rosse, lime, olio a basilico e limone bruciato con la pasta mista di Verrigni: forse il piatto più “spigoloso” tra quelli provati, fatto di picchi e assoli in contrasto – tra acidità, dolcezze, sapidità, pungenze e una nota umami decisa – che però si sposano perfettamente tra loro, creando una bella armonia.

Decisamente più comfort, altre proposte del menu Lussuria invernale, come l’ottimo Carciovo, che unisce le due preparazioni più iconiche di quest’ortaggio, alla romana – «Fatto a mestiere», sottolinea Testagrossa, svelandoci il segreto dell’utilizzo della busta di carta da pane per una cottura perfetta – e alla giudia, sotto forma di una vellutata crema ravvivata dalla clorofilla di mentuccia e prezzemolo e di un fiore croccante, fritto tre volte, insaporito dal sale con la polvere ottenuta dalle foglie di carciofo di scarto. A chiudere il tutto, un morbido tuorlo in una croccante panatura di panko.

Ozio Restaurant
Ricordi della domenica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E ancora, gli Gnocchi di genovese – che diventano involucro di un ricco sugo a base di cipolle e carne, grigliati e completati da una fonduta di Provolone del Monaco, alloro in polvere e olio “allorato” – o Ricordi della domenica, omaggio alla mamma e alle cotture lente delle tradizione, che lo chef rilegge con la sua mano esperta proponendo uno spezzatino di manzo perfettamente fondente avvolto da un intenso fondo bruno e accompagnato dall’apparente semplicità di parallelepipedi di patate, carote e da una salsa a base di sedano e cipolla.

E se il dessert previsto dal percorso è il Babà 2.0, Testagrossa non ha resistito a farci assaggiare le prime prove di colomba pasquale, risultato (ottimo) della sua ultima sfida, la lievitazione da pasta madre.

La cantina

Sommelier di lunga esperienza e dalla grande passione, oltre che rodato uomo di sala, per Ozio Restaurant Paolo De Angelis ha messo insieme una carta dei vini che abbraccia tutta la Penisola e sconfina Oltralpe, contando circa 400 etichette dall’Alto Adige alla Sicilia con un focus sul Piemonte e l’Etna. Un posto di rilievo spetta poi allo Champagne, con 150 referenze frutto di una selezione accurata che va dai nomi di nicchia alle maison più prestigiose, e si concentra soprattutto sui piccoli Récoltant Manipulant delle diverse aree di produzione della Champagne, dalla Montagne de Reims a Côte de Sézanne e Aube. E c’è la possibilità di seguire i suoi consigli e abbinare cinque calici alle portate di ciascun menu.

Prima o dopo cena o per un pairing diverso, oltre alla proposta del banco mixology c’è anche una carta dei Gin con ben 80 etichette, che spaziano dai differenti metodi di distillazione alle diverse provenienze, tra Italia, Regno Unito e resto del mondo.

Maggiori informazioni

Ozio Restaurant
presso l’Hotel Orazio Palace
via Orazio, 21
oziorestaurant.it

 

foto di Far Agency

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