Pasqua 2020: idee per festeggiarla a casa

L'attesa ricorrenza è inevitabilmente stravolta dall’emergenza Covid-19. Ecco però qualche “buona” idea per celebrarla con stile, nonostante tutto

Pasqua 2020

Certo, si potrebbe obiettare che c’è ben poco da festeggiare. Eppure mai come in questo momento appare evidente a tutti il potere consolatorio del cibo che – tra preparazioni casalinghe e ordini a domicilio, ma anche bucket list dei ristoranti e cene per il “dopo” – è diventato, per chi può, una della occupazioni principali e più apprezzate della giornata.  In particolare il cibo tradizionale, quello che ci riporta alle origini e alle memorie felici. Non a caso, il MIPAAF ha lanciato una campagna in difesa della tradizione gastronomica pasquale con l’hashtag #iononrinuncioalletradizioni.
E per non rinunciare alle piccole e grandi tradizioni in tavola, magari con qualche deroga per proposte appena più “esotiche” e sperimentali, ecco qualche idea per ordinare – ma prestissimo, perché il sold out è vicino e i tempi delle spedizioni potrebbero essere più lunghi del solito – qualcosa di buono sul fronte dolce e salato, nelle principali città o anche in tutta Italia.

A Roma

La tradizione romana per la domenica di Pasqua non può prescindere dalla tipica e sostanziosa “colazione pasquale”, a base di uova sode, corallina (salame dalla macinatura fine), pizza di Pasqua, torte rustiche e frittate e – per gli stomaci forti, visto che poi segue il pranzo vero e proprio – coratella d’agnello con i carciofi. A garantire il rispetto della tradizione (più o meno ortodossa) ci pensano botteghe e laboratori; come DOL-Di Origine laziale, che manda a casa un pacco con i prodotti di piccoli produttori laziali, dalla torta al formaggio agli amaretti di Guarcino, o Caffè Merenda, la cui box contiene pastiera, pizza di pasqua al formaggio, corallina e spianata romana, uova sode bio e un cestino di fragole. Beppe e i suoi formaggi – rinomata bottega casearia e non solo – propone una box all’insegna della tradizione con corallina, carciofi alla cafona, Pecorino Romano, uova e una bottiglia di Chardonnay Enzo Boglietti, cui si possono affiancare la colomba artigianale Mammamassaia, i vini della fornita enoteca e tutti gli altri prodotti del banco dei salumi e formaggi e degli scaffali.
Ma c’è spazio anche per la contaminazione con altre tradizioni regionali, in particolare quella campana: dalla sinergia tra le enoteche Il Sorì e Matière (del napoletano Paky Livieri), la vineria con cucina Menabò (dei fratelli romani Camponeschi) e la distribuzione di vini DeGustate, nasce la proposta di consegna a domicilio di corallina, pastiera, casatiello e pizza di Pasqua, più diverse etichette selezionate ad hoc. Mentre Severance (pasticceria e laboratorio dei salernitani Angelo De Vita e Paola Tomasiello) si affida alla Piccola Bottega Merenda di Giorgio Pace per vendere pastiere e casatielli.
Le Levain – la boulangerie di Giuseppe Solfrizzi – sforna profumate colombe e pastiere e consegna in città anche le uova Nature, a base di cioccolato fondente Araguani, la cui forma richiama il tronco di un albero. Mentre Bompiani – la pasticceria di Walter Musco – consegna colombe, pastiere, casatiello, pizza al formaggio e gli ovetti gourmet di cioccolato fondente ripieno (a scelta) di dulce de leche o gelèe al lampone e nocciola.

A Milano

Anche a Milano la Pasqua è salva grazie a ristoratori, bottegai e pasticceri, pur se in chiave decisamente più “multiculturale”, o meglio multiregionale. Ad esempio Giacomo – insegna che raggruppa bistrot, ristorante, rosticceria e pasticceria – propone la colomba classica con canditi siciliani, e un menu già pronto che va dagli asparagi bianchi con salsa bolzanina al capretto al forno con patate. La Locanda Carmelina – pizzeria e ristorante napoletano – sta sfornando pastiere e casatielli per emigrati nostalgici o milanesi doc che apprezzano la tradizione campana. Sul fronte dolce, la gastronomia Peck propone la colomba classica e ai tre cioccolati con il plus della solidarietà, visto che il ricavato sarà devoluto al Policlinico di Milano, per potenziare le nuove aree di terapia intensiva; mentre 100 colombe sono state inviate all’Ospedale San Raffaele di Milano per alleviare il duro lavoro di medici e infermieri.
Il pastry chef Gianluca Fusto ha avviato proprio in questi giorni il suo servizio di delivery proponendo (per il momento) tre creazioni pensate proprio per la Pasqua: la torta pasqualina salata, la crostata Pollock (un concetto innovativo e personale di pastiera napoletana) e la torta Luce, che vede l’incontro tra mandorle della Val di Noto, limone di Amalfi e lampone.

A Torino

In tempo per la Pasqua torna in attività anche il ristorante Del Cambio dello chef Matteo Baronetto, i cui piatti sono ora disponibili attraverso i canali di delivery del bistrot gourmet Farmacia Del Cambio, con una proposta speciale dedicata al capretto e alla colomba pasquali. Ma le cucine Del Cambio non si erano mai fermate, visto che Baronetto ha attivato sin dall’inizio della crisi sanitaria dei gesti di vicinanza verso chi lavora per tutelare la collettività, offrendo ad esempio una dolce colazione al personale sanitario dell’Humanitas Gradenigo, della Clinica Cellini e dell’ospedale San Giovanni Bosco, e anche del San Raffaele a Milano.

A Napoli

Anche nel capoluogo partenopeo, dove ristoranti e pizzerie hanno le serrande abbassate come in tutta la Campania per ordinanza regionale, la tradizione pasquale – almeno quella dolce – è salva grazie a laboratori e gastronomie. Si può ordinare ad esempio la pastiera dalla celebre Antica Pasticceria Scaturchio, mentre sono già sold out le uova e colombe di Casa Infante. C’è ancora qualche giorno invece per ordinare la consegna a domicilio delle uova di cioccolato – grandi e piccole, decorate con originalità e gusto – di Chiara Cianciaruso, pasticcera e creatrice del neonato laboratorio di pasticceria Mon Sciù. La sorpresa? Poesie, messaggi e citazioni, a scelta del cliente o dell’artigiana, per mandare ai propri cari un pensiero buono non solo da mangiare.

Menu e ingredienti

In diverse città e località italiane, i ristoranti – anche quelli gourmet – si sono attrezzati per mettere a punto interi menu pasquali da mandare a casa dei clienti, con piatti già pronti o da preparare con ingredienti e indicazioni dello chef.

In Abruzzo, ad Atri, lo chef di origine venezuelana Gianni Dezio ha approntato un menu decisamente Tosto – come il nome del suo ristorante – che, mescolando tradizione locale e latina, comprende supplì di ventricina teramana, formaggio fritto e scapece, cannelloni, agnello con demi-glace alla liquirizia e carciofi e torta 3 leches. A Signa, vicino Firenze, Elisa Masoni del ristorante La Quercia di Castelletti ha creato un menu (gluten free, per permettere a tutti di festeggiare) con piatti da ultimare a casa, che vanno dal cubo di pappa al pomodoro e mousse di ricotta alla gran grigliata di carne.
Proposte fuori da canoni della tradizione arrivano dai ristoranti “cittadini”: a Milano L’Erba Brusca – il ristorante della chef Alice Delcourt, che ha scelto di chiudere allineandosi con l’hastag #ristoratoriresponsabili – propone eccezionalmente un menu di Pasqua che va dalla zuppa di carote, zucca, miele, zenzero e dukkah e all’agnellone brasato con couscous speziato e tzatziki di cavolo rapa. Mentre lo chef Wicky Priyan ha ideato dei piatti speciali che integrano la proposta del menu Wicky’s Food & Wine Delivery: dal carré di agnello (marinato in un mix di spezie orientali e Parmigiano) con carciofo grigliato al sushi maki di agnello con peperoni corno dolci e lattuga romana.
A Roma Giulio Terrinoni del ristorante Per Me propone un menu – meno tradizionale di quanto sembri – con babà salato, torta di patate e carciofi, cannelloni alle tre carni, porchetta d’agnello e il “Ricordo di ricotta e caffè”; ma ci sono anche le sfiziose proposte ittiche della “tapperia” (dal pranzo del lunedì).

Per chi comunque vuole sporcarsi le mani in cucina si possono ordinare in diverse città d’Italia, da Aosta a Cagliari, i flavour Bonverre – cinque proposte studiate per la Pasqua che prendono spunto da diverse tradizioni regionali italiane le cui preparazioni di base, dal sugo di affumicata all’aggiadda ligure, arrivano nei vasi di vetro senza aggiunta di conservanti o additivi – con le ricette per poter ricreare i piatti a casa.
Da un’idea di Peppe Iannotti sono nate le box di Krèsios, che dalla cucina e dagli scaffali del ristorante e bottega di Telese Terme prendono gli ingredienti per un sontuoso menu pasquale, spediti in tutta Italia in box refrigerato per realizzare baccalà al vapore con crema di mela annurca, spaghetto allo scoglio, pastina con il formaggino, agnello e funghi e la pastiera dello chef. Bonus: la pagnotta del Kresios con il burro, i consigli di abbinamento del maitre Alfredo Buonanno e le illustrazioni di Alfredo Del bene, aka TheAnimismus.

Uova e colombe

Sono tante, le proposte di pasticceri, chef, panificatori e cioccolatieri per la Pasqua da ordinare per le spedizioni in tutta Italia; che quest’anno, tuttavia, prendono un significato particolare perché servono spesso a sublimare mancanze (delle persone con cui condividerle o dei locali in cui andare a festeggiare), si fanno portatrici di messaggi di solidarietà o provano a sdrammatizzare la situazione con nomi e messaggi irriverenti. E mentre i grandi marchi dell’industria dolciaria italiana (con un giro d’affari che di norma sfiora i 435 milioni di euro) hanno visto un notevole calo di ordini, rischiando un crollo dei ricavi del -30/40%, molti artigiani hanno già fatto sold out.

Sono chiuse ad esempio le ordinazioni online per il forno bolognese Brisa che propone la Coolomba – in tre versioni: classica, con albicocca e cioccolato 62% e con gianduia bean to bar – con un pack da collezione firmato dai due street artist Andrea Casciu e Kiki Skipi (nella foto). Da Lecce arriva la Another F**king Colomba di Bros’ – limone, cioccolato bianco rancido, zafferano – in limited edition di 50 pezzi. Più canoniche quelle firmate da Niko Romito – profumata da vaniglia Bourbon, burro, miele di sulla, mandorla biologica italiana, pasta di scorza di arancia e gocce di cioccolato – e da Renato Bosco, da Pasta Madre Viva, con arancia candita e glassa alle mandorle. Sold out anche le proposte di Vincenzo Tiri, che dal laboratorio lucano sono già volate per portare una notevole dose di gioia nelle case dei fortunati che sono riusciti a ordinarla.

Acquistando la premiatissima colomba artigianale di Olivieri 1882, pasticceria di Arzignano, si contribuisce a sostenere i reparti di rianimazione e terapia intensiva degli ospedali San Bortolo di Vicenza e Cazzavillan di Arzignano. Mentre per ogni colomba Sal De Riso venduta nei punti vendita Carrefour di tutta Italia verranno donati 5 euro alla Protezione Civile.

Gli amanti del cioccolato possono ordinare, tra le altre, le uova della pasticceria Martesana – tra cui quelle “fruttate”, in cui il cioccolato è accompagnato dai profumi freschi e inediti di lamponi, fragola e yuzu essiccati e polverizzati – o quelle di Bodrato, che per la Pasqua 2020 estende anche alle uova il progetto Bean to Bar (con la linea Monorigine da Tanzania, Perù e Repubblica Domenicana) e propone creazioni ispirate all’arte come il variopinto e lisergico Uovo Astrazione, o il Red&White ispirato al design contemporaneo con pennellate rosse su sfondo bianco.

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