Sono iniziate in Francia le celebrazioni per il centenario della nascita di Paul Bocuse, cuoco simbolo della gastronomia del Novecento e figura centrale nella definizione dell’alta cucina contemporanea. Nato l’11 febbraio 1926 a Collonges-au-Mont-d’Or, Bocuse viene ricordato attraverso un calendario di iniziative che coinvolge la Maison Bocuse e il mondo della ristorazione francese, a testimonianza di un’eredità ancora attiva.
La festa per i 100 anni di Paul Bocuse
Ad aprire l’anno commemorativo è un omaggio fortemente identitario: il galletto, animale-simbolo della Francia e segno distintivo che Bocuse portava tatuato sul braccio sinistro. La Maison Bocuse ha scelto questa figura come emblema delle celebrazioni, presentando una collezione dedicata che intende richiamare i valori associati allo chef, dall’indipendenza di pensiero all’apertura verso il mondo. L’iniziativa, comunicata attraverso i canali ufficiali del gruppo, introduce una serie di attività che accompagneranno l’anniversario per tutto il 2026.

Paul Bocuse è considerato uno dei principali artefici della trasformazione della cucina francese del secondo dopoguerra. Il suo contributo non si è limitato all’elaborazione di ricette iconiche, ma ha inciso sul modo stesso di intendere il ruolo dello chef. Bocuse ha portato al centro dell’alta cucina il rispetto per la materia prima, la stagionalità e i prodotti dei mercati locali, riducendo le sovrastrutture e restituendo centralità al gusto riconoscibile. Questo approccio, spesso ricondotto alla cosiddetta nouvelle cuisine, ha avuto un impatto duraturo ben oltre i confini francesi.
Tra i piatti che più di altri sintetizzano questa visione figurano la zuppa di tartufi neri servita in crosta di pasta sfoglia e il salmone all’acetosella reso poi grande da Troisgros. Entrambe le preparazioni furono incluse nel menu dell’Eliseo del 25 febbraio 1975, in occasione del conferimento a Bocuse della Legione d’onore, episodio che segna simbolicamente l’ingresso della cucina d’autore nel patrimonio culturale nazionale francese.
Un altro aspetto centrale della figura di Bocuse è stato il rapporto con il pubblico. Lo chef ha saputo comunicare la propria idea di cucina non solo agli addetti ai lavori, ma anche a un pubblico più ampio, contribuendo a rendere lo chef una figura riconoscibile e mediatica senza rinunciare alla solidità professionale. In questo senso, la sua influenza si estende anche al modo in cui oggi la gastronomia viene raccontata.
In Italia, il centenario coincide anche con una rinnovata attenzione editoriale. Il volume Paul Bocuse. Lo chef, il mito, scritto dal giornalista Robert Belleret e pubblicato da Giunti, ripercorre la traiettoria di un cuoco che, pur privo di un diploma formale, ha raggiunto i vertici della ristorazione internazionale. Il libro sottolinea come Bocuse attribuisse pari valore alle tre stelle Michelin e al titolo di Meilleur Ouvrier de France, ottenuto nel 1961, a conferma di una visione del mestiere fondata tanto sul riconoscimento quanto sul sapere artigianale.
A cento anni dalla nascita, le celebrazioni francesi restituiscono l’immagine di uno chef che ha segnato un’epoca, non solo per ciò che ha cucinato, ma per il modo in cui ha ridefinito il rapporto tra cucina, territorio e cultura.