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La storia del croquembouche: la piramide dorata che incanta i banchetti

Origini, trasformazioni e fascino di una scultura dolce nata nella Francia imperiale

Il croquembouche è un dolce scenografico della pasticceria francese costituito da numerosi bignè (o choux) assemblati a formare una struttura verticale, spesso a piramide o a cono, tenuti insieme da filo o filamenti di caramello croccante. I bignè possono essere farciti con crema pasticciera, crema chantilly, panna, crema diplomatica o versioni aromatizzate, a seconda del gusto e dell’interpretazione. L’effetto finale unisce la morbidezza interna dei bignè farciti con la croccantezza del caramello, creando un contrasto visivo e gustativo che ha reso questo dolce simbolo di festività e cerimonie.

Le origini: quando e come nacque

Le prime menzioni del croquembouche risalgono ai primi decenni dell’Ottocento. Nel 1806, André Viard lo cita nel suo manuale Le Cuisinier impérial come “croque-en-bouche” come uno dei entremets per banchetti con molti commensali, ma senza fornire una ricetta dettagliata.

La codificazione più compiuta del dolce moderno si deve a Marie-Antoine Carême, grande chef e pasticcere francese vissuto tra Settecento e Ottocento. Carême sviluppò la pasta choux, perfezionò la farcitura, la costruzione della piramide, il caramello come collante, le decorazioni. Nel corso dei suoi manuali e trattati (tra cui Le Pâtissier Royal Parisien) compare la versione che più si avvicina a quella conosciuta oggi.

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Il nome “croquembouche” deriva probabilmente da “croque en bouche” in francese, espressione che rimanda al suono e alla sensazione “croccante in bocca”, nome che già nei testi antichi appare in forme variate (croque-en-bouche, croqu’en-bouche) prima di fissarsi nella forma attuale.

Col tempo il croquembouche venne adottato nelle corti, nei menu di gala, diventando un dolce delle occasioni solenni: matrimoni, battesimi, feste di corte, pranzi ufficiali. In Francia divenne parte integrante dei cosiddetti pièces montées — composizioni decorative o addirittura architettoniche nel mondo del dolce — e la sua forma scenografica, alta, piramidale, contribuì al suo prestigio.

Nel corso dell’Ottocento e del Novecento la ricetta ha subito varianti: aromatizzazioni, decorazioni, dimensioni. Alcuni usano pistacchi, frutta candita, cioccolato, nastri, fiori eduli come decorazione; altri aggiungono versioni più leggere della farcitura. Talvolta il caramello viene sostituito o integrato con zucchero soffiato, con effetto zucchero filato, oppure si inseriscono elementi locali nei diversi paesi che l’hanno adottato.

Caratteristiche tecniche: preparazione e struttura

La pasta choux è essenziale: richiede buona tecnica nella cottura per ottenere bignè che mantengano forma, siano vuoti al centro (per la farcitura) e resistano al peso del caramello. La farcitura tradizionale può essere crema pasticciera, crema chantilly, crema diplomatica, con varianti che prevedono aromi come vaniglia, anice o spezie leggere. Il caramello dev’essere cotto a temperatura corretta per essere abbastanza fluido da formare i fili o legare i bignè, ma sufficientemente denso da indurire e dare croccantezza. Anche le decorazioni richiedono manualità: attorcigliare filamenti di zucchero, aggiungere elementi decorativi, mantenere equilibrio nella piramide affinché rimanga stabile fino al momento di servire.

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Dimensioni e presentazione contano molto: alcune versioni professionali raggiungono altezze notevoli, ma l’elevata altezza richiede una struttura interna solida, distribuzione uniforme dei bignè e protezione contro l’umidità, perché il caramello può “ammorbidire” se lasciato troppo tempo o esposto a condizioni non ideali.

È un dolce che unisce tecnica, estetica e sapore. È scenografico, adatto a feste e banchetti, ma può essere anche sfida personale per chi lo prepara in casa: il lavoro è impegnativo, richiede tempi, attenzione agli ingredienti, precisione nel caramello e nella farcitura, ma la soddisfazione è forte.

In un’epoca in cui il ritorno alle origini, la valorizzazione del fatto a mano, dell’artigianalità, è molto apprezzato, il croquembouche incarna una tradizione di alto livello. Quando viene eseguito bene, è un perfetto equilibrio fra croccantezza e morbidezza, visione e gusto, storia e contemporaneità.

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Foto da Shutterstock

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