La storia dei sottobicchieri parte dal Settecento come ausilio per far scivolare le bottiglie durante i banchetti aristocratici. Con l’iniziativa dei birrifici inglesi del Novecento, l’oggetto cambia funzione e si trasforma in strumento di comunicazione, fino a diventare un elemento standard dell’esperienza nei pub.
Come sono nati i sottobicchieri
L’oggetto che oggi protegge i piani dei tavoli da condensa e calore nasce con un ruolo molto diverso. La prima documentazione nota risale al 1760: nelle case aristocratiche europee il sottobicchiere era un piccolo vassoio, spesso in argento, legno o cartapesta, utilizzato per far scorrere le bottiglie di vino lungo il tavolo quando la servitù non era presente. Il movimento, definito coasted, ha dato origine al termine inglese ancora in uso, drink coaster.
Il contesto era quello dei banchetti formali, in cui un commensale poteva trovarsi lontano dalla bottiglia già aperta. Il sottobicchiere permetteva di avvicinarla senza sollevarla, evitando gesti considerati poco eleganti. Solo nel 1880 compaiono i primi modelli in cartone, grazie al brevetto del tipografo tedesco Friedrich Horn, che introduce un materiale più economico e facilmente personalizzabile.

Bisogna attendere il Novecento per assistere al passaggio dal mondo del vino ai pub. Nel 1920 il birrificio londinese Watney’s intuisce che il sottobicchiere può diventare un efficace supporto pubblicitario. Il celebre marchio del barile rosso viene stampato sul cartoncino, trasformando l’oggetto in un veicolo di identità visiva. Il pubblico, inizialmente poco abituato a questo utilizzo, tende a impiegarlo come copertura della birra, con gli inevitabili inconvenienti dei primi modelli in feltro. L’introduzione del cartone e del legno permette di superare rapidamente i problemi e di consolidare l’uso “sotto” il bicchiere abbandonando l’infausta versione da “tappo”.
L’intuizione di Watney’s si rivela determinante: associando l’immagine del marchio alla nuova birra chiara, l’azienda consolida la propria presenza nei locali londinesi e mantiene la stessa efficacia anche durante la crisi del 1929. La pratica si diffonde in tutto il Regno Unito e, dopo la seconda guerra mondiale, diventa un riferimento per i birrifici europei e nordamericani. Le tipografie specializzate crescono insieme alla domanda, mentre i sottobicchieri entrano in modo stabile nella quotidianità dei pub.