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Taste 2026: il True Food tra novità e assaggi

Un primo resoconto di quello che ci è piaciuto di più tra i banchi e le sale della Fortezza da Basso in occasione della 19esima edizione del salone gastronomico fiorentino.

Massimo Bottura, quest’anno tra gli espositori con la sua linea di condimenti modenesi Villa Manodori, l’ha definita senza mezzi termini «la manifestazione gastronomica più importante d’Europa». Per chi come noi la frequenta dalle primissime edizioni resta l’appuntamento più atteso e fruttuoso dell’anno, al di là del networking e del piacere di incontrare amici e conoscenze.

Taste, il salone gastronomico fiorentino organizzato da Pitti Taste che ha appena concluso la sua 19esima edizione dedicata al True Food, è sempre una miniera preziosa di scoperte, assaggi e riflessioni. Ecco un primo resoconto di quello che ci ha colpito di più, tenendo presente che numeri e dimensioni non consentono naturalmente di provare e vedere tutto quello che c’è.

Debutti “eccellenti”

Con almeno cento nuovi espositori, Taste 2026 ha visto moltissime new entry tra i banchi degli espositori. E se abbiamo appreso a malincuore dell’eliminazione della sezione dedicata al “no food” (vale a dire tessuti e accessori per la cucina), sono molte le novità che abbiamo trovato nei diversi padiglioni.

Alcune, le conoscevamo già molto bene anche fuori dalla fiera: dalle bevande fermentate da uva senza alcol di Andrea Moser con Kombwine e AMProject (che abbiamo premiato ai Food&Wine Italia Awards 2025) ai tanti lievitati “eccellenti” presenti in fiera, spesso con un occhio alla Pasqua ma non solo, come gli strepitosi panettoni e colombe di Vincenzo Tiri e le “pizze salate” di Anna Belmattino (da non perdere, a Pasquetta e non solo, il Casatiello lievitato e le Pizze salate da completare con sughi e creme prodotti dall’artigiana nel suo laboratorio di Angri o dalla conterranea azienda Casa Marrazzo).

Ma c’erano per la prima volta anche i biscotti, bauletti e pagnotte – assieme a confetture e sughi – del Laboratorio Niko Romito, e i lievitati festivi e quotidiani (a cominciare dal pane da antiche varietà di grano) sfornati da Massimiliano Prete nel suo Lab di Saluzzo, in cui intreccia tradizione, arte e sperimentazione. Nel padiglione Cavaniglia, dedicato al lato più dolce del settore, c’erano anche i deliziosi cookies di Frolla, “microbiscottificio” marchigiano e cooperativa sociale nata con l’obiettivo di creare un luogo in cui il lavoro diventa inclusione, crescita e dignità.

È stata invece una “doppia novità”, per noi, la tappa al banco di Castello Sonnino, storica tenuta vinicola di Montespertoli che sotto la guida del barone Alessandro de Renzis Sonnino (scomparso qualche anno fa, e discendente di Sidney Sonnino) e della moglie Caterina oggi affiancata dei figli, è diventata un nome di riferimento per la produzione di vino Chianti Montespertoli Docg e Vinsanto. Ma qui nasce pure l’Agresto, reinterpretazione personale dell’antico condimento della tradizione medievale toscana, ispirato a una più antica usanza romana, a base mosto di uva acerba, aceto di vino, cipolla, aglio, miele e spezie (chiodi di garofano e pepe): gli usi sono molteplici, ma di certo le nostre insalate non saranno più le stesse.

Le novità più interessanti

Da sempre, Taste è l’occasione per lanciare nuovi prodotti o anteprime di quello che troveremo sugli scaffali nei mesi a seguire. E anche quest’anno, pure agli stand di aziende che conosciamo bene abbiamo trovato novità interessanti o abbiamo avuto modo di approfondire e conoscere più da vicino le proposte più recenti.

Ad esempio, ci siamo fermati da Savini Tartufi per scambiare due chiacchiere con Cristiano Savini e Riccardo Monco di Enoteca Pinchiorri a proposito di Le Noir, la crema a base di tartufo nero pregiato, acciughe del Cantabrico, pinoli, aglio e olio extravergine, senza alcuna aggiunta di sintesi, perfetta tanto da spalmare sui crostini quanto da aggiungere ad altre preparazioni grazie alla sua versatilità.

Taste 2026
Le alici marinate Reserva, foto Mosaico Food Experience

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al banco di Mosaico Food Experience, oltre al buonissimo salmone affumicato Coda Nera e alle acciughe del Mar Cantabrico Reserva, abbiamo provato anche gli squisiti filetti di alici marinate in olio extravergine d’oliva e limone, dalla texture carnosa e l’elegante nota acidula che non ne copre il sapore di mare.

Mentre un passaggio alla postazione del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia è stata l’occasione per (ri)assaggiare con piacere la Giardiniera creata dallo chef Enrico Marmo per la Linea Gourmet, con le verdure croccanti e dal perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità.

Il Biscottificio Mattei ha approfittato dell’appuntamento fiorentino per presentare la nuova identità visiva incentrata sul “filo” che (oltre a chiudere materialmente le confezioni di diversi prodotti) unisce tradizione e contemporaneità di questa bella azienda con 167 anni di storia artigianale. E, in particolare, la nuova veste delle profumate e croccanti Fette di Pan Brioche Tostate che, nelle tre ricette Classica, Integrale e Senza Zucchero basate su quella originale del 1858 e ora proposte nel pratico sacchetto, si prestano a tanti usi e abbinamenti dolci e salati, dalla prima colazione alla merenda fino all’aperitivo.

Dal caviale al cioccolato, e oltre

Caviar Giavieri, l’azienda trevigiana oggi guidata dalle sorelle Jenny, Giada e Joys Giaveri – che dagli anni Settanta alleva gli storioni a San Bartolomeo di Breda e trasforma il caviale di ben nove tipologie diverse di questo pesce, incluso l’elegante e aromatico Sterlet dalle uova piccole e regolari – ha presentato invece un’inedita proposta che punta a innovare il modo di usare questo prodotto in cucina: i Fiocchi di Caviale, che danno alle uova di storione una insolita texture croccante e li rendono conservabili fino a 12 mesi a temperatura ambiente, perfetti da aggiungere su piatti e ricette come tocco d’autore.

Renderà felici gli amanti del cioccolato più golosi la nuova linea Dubai Style de La Perla di Torino che, tra l’emblematico Tartufo, la mattonella, la crema spalmabile, l’Uovo e la Colomba di Pasqua interpreta con riuscita eleganza uno dei trend più pervasivi degli ultimi anni. Grazie a un’attenta ricerca che riprende le origini dell’azienda torinese – nata per restituire i sapori della pasticceria nel mondo del cioccolato quando il fondatore Sergio Arzilli si è scoperto celiaco e ha iniziato appunto a lavorare su questo ingrediente naturalmente privo di glutine –, il laboratorio è riuscito infatti a unire il gusto del cioccolato al latte con quello inconfondibile del pistacchio e con la croccantezza della pasta kadayif gluten free, per un risultato intenso ma non stucchevole.

Taste 2026
Il banco de La Casera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E ancora, una rapida carrellata di scoperte (almeno per noi) deliziose: dal “vero” fiordilatte – in versione classica e affumicata – e i tanti prodotti a base del latte dei monti lattari del Caseificio Agerolino Florì ai friabili taralli declinati in tanti gusti tipicamente pugliesi (dalle cime di rapa a fave e cicoria) de I Contadini, di cui conoscevamo già bene i sughi, fino ai portentosi formaggi selezionati e affinati da Eros Buratti e il suo staff alla Casera di Verbania tra il meglio della produzione italiana (con attenzione particolare agli alpeggi) e quella svizzera, ma anche qualche chicca da altri Paesi europei.

E ancora, gli strepitosi succhi “millesimati” della linea Auro dell’azienda agricola biologica Zolla 14 di Carbonera, nella Marca Trevigiana, ottenuti in purezza da diverse varietà di mela – dalla delicatissima Royal Gala alla più intensa Granny Smith (raccolta a piena maturazione per evitare picchi di acidità) che vengono fatti maturare in bottiglia per almeno tre anni prima di essere messi in commercio.

 

Maggiori informazioni

Foto della manifestazione: AKAstudio-collective/Pitti Taste

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