Vecchie vigne, nuovi vini

L’ascesa dell’estremo sud del Cile

cile

La reputazione vinicola cilena si è basata per lungo tempo sulle varietà bordolesi: intensi Cabernet, erbacei Sauvignon Blanc. Il nuovo Cile rappresenta una svolta rispetto a ciò,
e in qualche modo anche un ritorno alle sue radici. Come
 dice Julio Bouchon, uno dei principali produttori nel sud del Paese, «Per certi aspetti, le persone hanno dimenticato il vero passato vinicolo del Cile». La varietà país, come sottolinea, «proviene dalla Spagna, poi viene portata alle Isole Canarie, arriva in Messico con missionari spagnoli, poi su in California e giù in Cile nel 1600». Le regioni vinicole meridionali recentemente riscoperte sono quelle dove si trovano le vecchie vigne di país, insieme a quelle di carignano e cinsaut: la valle del Maule (che rappresenta tecnicamente l’estremità meridionale della Central Valley, ma appartiene a questo gruppo a tutti gli e etti), la valle dell’Itata, il Bío Bío, persino la Patagonia. Questo è il Cile dei piccoli produttori indipendenti; vigneti a conduzione familiare, ricchi di vecchie viti nodose; e un crescente interesse per gli stili di vinificazione a basso intervento e gestiti con minore ricorso alla tecnologia.

 

VIÑA MAITIA AUPA PIPEÑO RED 2019
I vini pipeño della vecchia
 scuola venivano prodotti dagli agricoltori per consumarli dopo la raccolta. Questo fruttato assemblaggio di país e carignano, dai leggeri sentori di tabacco, è opera di David Marcel e Loreta Garau, marito e moglie, con sede nella Valle del Maule.

DE MARTINO GALLARDIA CINSAULT 2018

L’azienda a conduzione famigliare De Martino è stata fondata nel 1934 nella valle del Maipo, ma possiede anche una serie di antichi vigneti nell’estremo sud della valle dell’Itata, tra cui l’appezzamento di uve cinsaut che producono questo rosso leggero, aggraziato e pepato.

ERASMO RESERVA
DE CALIBORO 2014
L’azienda agricola biologica Erasmo è di proprietà del Conte Francesco Marone Cinzano, della celebre azienda vinicola Col d’Orcia a Montalcino. Ma questo assemblaggio di Cabernet esprime chiaramente il carattere di Maule con i suoi aromi di ciliegia scura e sottobosco.

PEDRO PARRA Y FAMILIA IMAGINADOR CINSAULT 2018
Pedro Parra, acclamato consulente sui terroir, ha fondato la sua azienda vinicola nel 2013 per concentrarsi sui vigneti storici di tutta la valle dell’Itata. Questo vecchio Cinsaut profuma di spezie secche, ori e fragola.

P.S. GARCIA BRAVADO ITATA VALLEY 2018

Felipe Garcia è in prima linea nella nuova ondata di viticoltori cileni (ha co-fondato MOVI, l’associazione cilena dei vignaioli indipendenti). Questo uvaggio di syrah e altre varietà presenta sentori di erbe e ribes, ed è ricco di sapore senza risultare pesante.

BOUCHON PAÍS
SALVAJE 2019

Questo rosso simile a un Beaujolais, con le sue note di fragola selvatica e rosa, è delizioso (soprattutto se bevuto freddo) e ha una storia affascinante: è ottenuto da viti selvatiche di país di oltre 120 anni d’età, che crescono avvinghiate intorno a tronchi e rami nel letto asciutto di un torrente nella regione del Maule.

RAFAEL TIRADO LABERINTO MAULE VALLEY SAUVIGNON BLANC 2018

Siete abituati a Sauvignon sempliciotti? Assaggiate questo splendido vino di Rafael Tirado. Complesso, con nuance di guava e pompelmo candito, ha una profondità persistente, minerale e sapida (e sì, il vigneto è effettivamente piantato come un labirinto circolare).

CONCHA Y TORO MARQUES DE CASA CONCHA MERLOT 2016

Concha y Toro produce princi- palmente vini delle rinomate regioni intorno a Santiago, ma questo Merlot della Valle del Maule è una scoperta: dall’in- gresso pepato ed erbaceo, ha dolci note di frutti rossi e un accenno di legno sul nale.

ROBERTO HENRÍQUEZ RIVERA DEL NOTRO TINTO 2016
Vivaci sentori di ciliegia e note affumicate caratterizzano que- sto rosso evocativo di Roberto Henríquez. Bassa alcolicità, basso intervento e viti di país vecchie 200 anni (sul serio) nella valle del Bío Bío gli danno qual- cosa di veramente speciale.

VIÑA AQUITANIA SOL DE SOL CHARDONNAY 2018
Uno dei migliori Chardonnay cileni che abbia mai assaggiato, questo vino potrebbe dare del lo da torcere a un buon Puligny-Montrachet. Il naso ricorda note di mais tostato, ori di limone e eno, mentre in bocca fonde senza soluzione di continuità una buona sapidità e note agrumate.

 

foto di Victor Protasio

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin