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A Villa Borghese il gelato diventa un’opera d’arte

Peter Friedl presenta Last Jest nella Loggia dei Vini restaurata; durante l’opening del 1° ottobre debutta l’abbinamento melagrana-salvia

Melagrana e salvia è il nuovo gusto di gelato che il 1° ottobre accompagnerà l’apertura di Last Jest, l’opera di Peter Friedl ospitata nella Loggia dei Vini di Villa Borghese a Roma. È il sesto appuntamento di Lavinia, programma di arte contemporanea curato da Salvatore Lacagnina e realizzato da Ghella che affianca alle opere presentate nello spazio storico anche un gusto pensato per l’occasione. L’ingresso è gratuito.

L’opening è previsto giovedì 1° ottobre dalle 18 alle 21, quando sarà possibile assaggiare il gelato alla melagrana e salvia. Dal giorno successivo e fino al 15 novembre l’opera resterà visitabile il giovedì e il venerdì dalle 14 alle 19 e nel fine settimana dalle 11 alle 19.

Un gelato dentro un progetto d’arte

Lavinia prende il nome da Lavinia Fontana, pittrice vissuta tra Cinquecento e Seicento e tra le prime artiste donne ad aver ottenuto un riconoscimento professionale nella storia dell’arte. Il progetto è nato parallelamente al recupero della Loggia dei Vini e mette in relazione artisti contemporanei, architettura e uno spazio rimasto per decenni poco accessibile al pubblico.

Per il sesto episodio è stato invitato Peter Friedl, artista austriaco nato nel 1960 e autore di un lavoro che attraversa spesso teatro, storia e relazioni di potere. Last Jest prende spunto da Hop-Frog, racconto di Edgar Allan Poe incentrato sul giullare di corte che trasforma uno scherzo in una vendetta contro il re e i suoi ministri.

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Friedl non ricostruisce la vicenda, ma ne evoca il protagonista attraverso il costume, trattandolo come una traccia capace di rimandare al rapporto tra rappresentazione, sottomissione e potere.

Il gelato alla melagrana e salvia lavora invece su un registro molto più immediato: non è una traduzione gastronomica dell’opera, ma un elemento che accompagna l’appuntamento e aggiunge il gusto agli strumenti con cui Lavinia invita il pubblico a entrare nel progetto.

La Loggia dei Vini torna accessibile

Lo spazio che ospita l’iniziativa ha una storia direttamente legata anche al vino. La Loggia fu costruita tra il 1609 e il 1618 per il cardinale Scipione Borghese, su progetto di Flaminio Ponzio e con il successivo intervento di Giovanni Vasanzio. Faceva parte di un complesso che comprendeva una grotta ipogea utilizzata per conservare le bottiglie, collegata al Casino Nobile attraverso un passaggio sotterraneo.

Dopo un lungo periodo di degrado, il restauro finanziato da Ghella e realizzato da R.O.M.A. Consorzio sotto la supervisione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ha recuperato, tra gli altri elementi, la volta decorata, l’affresco seicentesco Convito degli Dei di Archita Ricci, gli intonaci e la pavimentazione in cotto. I lavori si sono conclusi nel 2026, restituendo integralmente la Loggia al pubblico.

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