Arrivando a Villa Eden nel pomeriggio si viene accolti con una salutare tisana servita nella lobby affacciata sul parco secolare di due ettari che circonda la struttura, da cui si intravede anche il laghetto punteggiato di ninfee. E, se lo si desidera, dal buffet di frutta fresca e secca allestito per tutti gli ospiti nella sala del ristorante Eden’s Park: è un po’ il riassunto della linea culinaria di questo idilliaco Health Retreat 5 stelle lusso poco lontano dal centro di Merano, voluto nel 1982 da Karl Schmid trasformando un’elegante villa privata (poi doppiata da un vicino edificio, fino a raggiungere le 25 suite attuali) nella prima “beauty farm” d’Italia. Un approccio pioneristico condiviso dalla figlia Angelika, che oggi guida la struttura. Non si è limitata, infatti, a portare avanti il concetto di wellness retreat ma ha trasformato Villa Eden in un luogo esclusivo in cui la cura per il corpo e per lo spirito passa da ogni aspetto e si può modulare secondo le esigenze di ciascun ospite: dalle lezioni di yoga e la palestra attrezzata alle gite per scoprire Merano e dintorni (inclusa l’azienda vinicola di famiglia, Castel Rametz), dai rilassanti spazi della Eden’s Marvel Spa, con trattamenti viso e corpo all’avanguardia, ai programmi di medicina preventiva e rigenerativa del Longevity Medical Center.

La proposta gastronomica, improntata a una filosofia “Wellness gourmet” unisce l’attenzione al benessere al piacere consapevole della tavola. Affidata dal 2022 allo chef napoletano Corrado Marcello, è declinata in tre filoni principali: chi arriva qui con precise esigenze di remise en forme, segue il protocollo alimentare messo a punto dal dottor Emanuele de Nobili (direttore sanitario del Medical Center ma anche appassionato di gastronomia e responsabile locale della Chaîne des Rôtisseurs) in collaborazione con lo chef, che prevede piatti improntati all’alimentazione salutare; per chi semplicemente vuole ritagliarsi una pausa di benessere, il “pleasure menu” del Mindful Restaurant Eden’s Park propone piatti gustosi ma equilibrati, in cui Corrado unisce l’attenzione ai prodotti locali di piccoli produttori e l’impronta mediterranea – tra le sue esperienze, quelle presso insegne stellate come La Peca e Casa del Nonno 13, prima di aprire l’Osteria Perillà in Val d’Orcia – integrandole con le indicazioni di De Nobili: evitare o limitare glutine, lattosio, sale e grassi, privilegiare le proteine vegetali o il pesce, utilizzare al massimo il mondo vegetale anche per ottenere fondi ricchi di umami, il tutto evitando un risultato punitivo o noioso. «Il mio compito è rendere appetibili e intriganti i piatti.
È un lavoro che richiede apertura mentale ma per me non è stato difficile, ho una propensione per la Dieta Mediterranea: ci si deve alzare da tavola soddisfatti, ma non appesantiti», spiega lo chef. Così, nel menu compaiono delle squisite Animelle di vitello alla diavola con spinacino e gel all’arancia piccante, il Cacciucco reinterpretato con il grano saraceno, l’eccellente Gabilo in oliocottura con finocchio in due consistenze e olio all’arancia e il Cremoso alla ricotta con kumquat candito e fior di latte al caffè.

Se però ci si vuole concedere un’esperienza decisamente gourmet, si può prenotare un tavolo nell’elegante Tasting Room: pochi tavoli, un menu degustazione snello per chi comunque non vuole esagerare e una proposta “omakase” più completa. «È un omaggio al territorio altoatesino, ma dal punto di vista delle materie prime: dall’acquacoltura del Passirio alle farine», spiega Corrado. Si assaggiano così piatti come il signature Tutto rosso (variazione di barbabietola con sorbetto di cipolla rossa, lamponi e radicchio) o l’interessante Ramen a base di farina di segale, con pecora con gli occhiali della Val di Funes (o Wagyu sudtirolese), uova di quaglia di San Genesio e shiitake dell’Alto Adige Keiring. Mentre le erbe aromatiche arrivano dall’orto di Villa Eden.