Vini d'Abbazia

Vini d’Abbazia, appuntamento a Fossanova

Dal 12 al 14 giugno la quinta edizione della manifestazione dedicata alle produzioni legate a luoghi monastici torna nella sua sede originaria, nel borgo medievale della costa laziale.

C’è un filo rosso – ma anche bianco – che collega l’Abbazia di Novacella, in Alto Adige, a quella veneta di Praglia e al Convento dell’Annunciata in Franciacorta, giungendo fino all’abbazia di Monte Oliveto Maggiore in Toscana, al Monastero Esarchico di Santa Maria (detto anche L’Abbazia Greca di San Nilo, dal nome del monaco fondatore in arrivo dalla  Calabria bizantina) di Grottaferrata e molto oltre: è appunto quella della produzione di vino che, insieme a quella dell’olio, in Italia e non solo è da sempre intimamente legata alla storia di monasteri e conventi, per esigenze liturgiche e di sussistenza così come elemento prezioso di cultura materiale e spirituale.

Vini d'Abbazia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nasce proprio per celebrare questo singolare e interessante patrimonio che intreccia storia, enologia, cultura e spiritualità, la manifestazione Vini d’Abbazia, in programma negli spazi della affascinante abbazia cistercense di Fossanova – grazioso borgo medievale dal fascino intatto, a poca distanza da Priverno e dal litorale laziale del Circeo – dal 12 al 14 giugno.

Ideata dal giornalista Rocco Tolfa, e organizzata dalla Strada del Vino della provincia di Latina, dalla cooperativa Taste Roots e dall’Associazione Polygonal – con la collaborazione  di Regione Lazio, Arsial, Camera di Commercio Frosinone Latina, Azienda Speciale Informare, Ministero della Cultura–Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio, e Abbazia di Fossanova e con la partnership del Comune di Priverno – e giunta alla sua quinta edizione, quest’anno la rassegna ha visto anche una anteprima calabrese: il 2 e 3 maggio, l’Abbazia Cistercense di Santa Maria della Matina a San Marco Argentano (in provincia di Cosenza), ha visto le produzioni vitivinicole storiche delle abbazie italiane affiancare quelle dei Consorzi di Tutela della Calabria.

Vini d'Abbazia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La consueta e attesa tappa laziale vede invece tre giorni di masterclass, degustazioni e incontri dedicati al vino, ma anche alla sua valenza culturale e turistica e alla sostenibilità. Il chiostro medievale ospiterà i banchi d’assaggio di ben 30 cantine di abbazie italiane, ma anche consorzi e produttori laici legati a luoghi monastici: dall’azienda campana Feudi di San Gregorio, che ha dedicato le sue prestigiose etichette Goleto Greco di Tufo Docg e Gulielmus Taurasi Riserva Docg alla storica Abbazia del Goleto, a Sant’Angelo dei Lombardi, fino a La Canonica di Montalcino, ospitata in un casolare che fu sede per alcuni anni di religiose dell’ordine di San Bernardino.

A dimostrazione dell’interesse del tema, e dell’apertura di orizzonti e connessioni favorita dall’originale manifestazione, non mancano anche le presenze internazionali: dalla tenuta Zlati Grič sorge, nel cuore della Stiria slovena a poca distanza all’importante Certosa di Žiče, alla rete francese Les Vins d’Abbayes – associazione fondata nel 2008 su iniziativa di Philippe d’Allaines, proprietario dell’Abbazia di Valmagne – fino ai vini della cantina del Monastero di Cremisan, fondata alla fine dell’Ottocento dai salesiani sulle colline di Beit Jala, nei pressi di Betlemme: e proprio i vini di Cremisan, che nascono alla frontiera tra Palestina e Israele dal lavoro condiviso tra comunità cristiane, musulmane ed ebraiche, saranno protagonisti dell’interessante masterclass “Il vino della pace del Monastero di Cremisan: un dialogo tra le tre religioni in Terra Santa”, in programma il primo giorno della manifestazione nel Refettorio dell’Abbazia, guidata da Riccardo Cotarella e coordinata dal giornalista Marcello Masi.

Altri incontri vedranno la partecipazione di esperti, comunicatori ed enologi come Chiara Giovoni, Roberto Cipresso, Violante Cinelli Colombini, Vincenzo Mercurio e altri ancora, per far conoscere le tante facce delle produzioni “ecclesiastiche”, dai grandi rossi ai vini che nascono dalle vigne segrete nei chiostri di Venezia.

L’Infermeria del Borgo di Fossanova ospiterà invece dei seminari dedicati a vitigni autoctoni, enoturismo e alla ricerca scientifica sui benefici dell’olio extravergine di oliva, mentre per tutta la durata della manifestazione i banchi d’assaggio nel chiostro saranno affiancati dalle proposte del villaggio Food & Wine, in via dell’Abbazia. Il programma completo e le modalità di partecipazione si possono consultare sul sito.

 

 

 

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