Travel + Leisure Italy’s Best Awards 2025

Le migliori esperienze enogastronomiche negli hotel top d’Italia: segnatevi questi 4 indirizzi

Colazioni cult, mixology da red carpet, chef stellati e wine resort da sogno: il lato più gustoso dell’hôtellerie italiana svelato nella prima edizione dei Travel + Leisure Italy’s Best Awards 2025.

Il salone Ritz del The St. Regis Rome si accende lentamente, come una sala da concerto prima del primo accordo. Il grande lampadario in vetro di Murano sospeso al centro riflette la luce sui velluti, mentre il brusio cresce e i calici tintinnano. È la prima edizione dei Travel + Leisure Italy’s Best Awards, un debutto atteso che, lunedì 24 novembre, ha riunito direttori d’hotel, chef, giornalisti e figure chiave dell’ospitalità italiana nello storico hotel romano. Organizzato da Travel + Leisure Italia – l’altra rivista del nostro gruppo editoriale, che ha debuttato in Italia a inizio 2025 –, questo evento ha premiato i 50 migliori hotel italiani (a questo link trovate la selezione completa) attraverso una selezione ragionata, frutto delle scelte indipendenti della redazione, dei collaboratori e del board americano capitanato da Jacqui Gifford. Tra questi top alberghi, sono stati svelati anche i 14 premi tematici con una particolare attenzione al gusto.

Se l’hôtellerie è l’arte dell’accoglienza, l’enogastronomia è la parte che meglio ne racconta l’identità, tra personalità, memoria e territorio. E quest’anno, quattro premi speciali hanno raccontato l’ospitalità italiana del gusto nei suoi luoghi simbolo: la tavola, la vigna e il bancone del bar.

La colazione che abbraccia un territorio – Casa Maria Luigia

La prima storia arriva da Modena, dove il mattino profuma di tradizione emiliana: sbrisolona mantovana, zabaione montato al momento e una sorprendente fetta di cotechino cotto nella cenere, ormai diventata la firma della casa. Il premio Best Breakfast va a Casa Maria Luigia, il progetto firmato da Massimo Bottura e Lara Gilmore. È stata proprio Gilmore – imprenditrice impegnata nel sociale e moglie dello chef tristellato – a ritirare il riconoscimento, condividendo un dettaglio divertente: «Massimo ama fare colazione in rigoroso silenzio».

Poi aggiunge, con un sorriso: «La colazione è sempre un momento delicato: o va bene o va male. Direi che il nostro cotechino con lo zabaione è decisamente un sì».
E non manca di dare merito alla squadra: «I ragazzi che attaccano all’alba, spesso arrivando con la nebbia, fanno un lavoro incredibile. Ogni mattina portano in tavola questa esperienza con dedizione e precisione. Questo premio è anche e soprattutto grazie a loro».

Dove il vino è parte del paesaggio – Borgo San Felice Resort

Protagonista recente della nostra rubrica Room Service, Borgo San Felice è l’essenza del Chianti Classico: un albergo diffuso immerso in 150 ettari di vigne, dove l’ospitalità comincia sempre con un calice di vino. Il premio Best Wine Resort è stato ritirato dal general manager Danilo Guerrini, che sintetizza così il valore del luogo: «Quando il vino nasce lì dove viene raccontato, la sua storia diventa completa».
Wine tasting, passeggiate tra i filari, la cucina d’autore di Stelios Sakalis e una spa che utilizza la vinoterapia: qui l’esperienza enologica non accompagna il soggiorno, lo definisce.

La mixology che fa stile – The Bar, Aman Venice

All’annuncio del Best Cocktail Bar, la sala reagisce con un consenso immediato. Il bar dell’Aman Venice non è semplicemente un luogo dove bere: è un ambiente costruito con precisione, tra legni scuri, velluti e vetri pesanti, in cui i classici tornano protagonisti e i signature drink diventano esercizi di equilibrio.
Merito anche del lavoro del bartender Antonio Ferrara, che ha contribuito a definire lo stile del bar con una mixology elegante e misurata, capace di esaltare ingredienti e tecniche senza perdere di vista la tradizione.

Il general manager Licinio Garavaglia ha sottolineato inoltre l’importanza delle edizioni lagunari della Cocktail Week, l’evento organizzato da Paola Mencarelli che ha contribuito a far conoscere e apprezzare la proposta del bar affacciato sul Canal Grande.

Fine dining come linguaggio dell’hotel – Seta by Antonio Guida

Il premio Best Restaurant va a Seta, le due stelle Michelin del Mandarin Oriental, Milan che brillano grazie alla mano di Antonio Guida. Rigore, tecnica, profondità di sapori: una cucina che non rincorre mode ma costruisce identità. La sala, impeccabile, completa un modello di ristorazione d’hotel che oggi fa scuola in Italia. Guida, sempre gentile e di poche parole, ha ritirato il premio ringraziando soprattutto lo staff, sottolineando quanto il successo del ristorante sia il risultato di un lavoro corale. Seta rappresenta una direzione chiara: l’alta cucina come forma evoluta di accoglienza.

Una fotografia dell’Italia che ospita e innova

Questa prima edizione dei Travel + Leisure Italy’s Best Awards non racconta solo numeri e classifiche: mette in luce un’Italia dell’ospitalità che cresce, sperimenta e si confronta con standard internazionali. In un momento in cui l’enogastronomia è uno dei principali motori del turismo, il messaggio è chiaro: la qualità dell’accoglienza italiana passa sempre più attraverso ciò che si mangia, ciò che si beve e il modo in cui viene raccontato. Dalla torta del mattino a un calice di Chianti, da un cocktail ben costruito a un piatto capace di emozionare: è questa la nuova mappa del gusto nei 50 migliori hotel d’Italia.

Durante il dopo-premiazione è stato possibile assaggiare alcune proposte curate dal The St. Regis Rome insieme ai partner della serata. Tra i dolci, la sontuosa Saint-Honoré di Casa Manfredi e una selezione di mignon della pasticceria romana. In accompagnamento, i sottoli del Frantoio Sant’Agata d’Oneglia, diverse stagionature di Parmigiano Reggiano, calici di Berlucchi e alcune etichette di Marilisa Allegrini. Per chi preferiva i cocktail, era disponibile anche l’Aruba Ariba, signature drink portato dall’Aruba Tourism Authority per dare un tocco di sapore caraibico a questo appuntamento.

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