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Cos’è l’hala, il frutto tropicale che sembra mostrare l’esplosione di un pianeta

A qualcuno invece ricorda il nucleo della terra con la sua crosta e le stratificazioni: è un prodotto delizioso oltre che esteticamente affascinante e da secoli nutre le popolazioni più povere del Pacifico.

C’è un frutto tropicale che sta attirando attenzione non solo per l’aspetto insolito, ma anche per la sua lunga storia. Si chiama hala e, una volta aperto, mostra una struttura che per colori e stratificazioni richiama, con una somiglianza sorprendente, la rappresentazione del nucleo terrestre oppure un pianeta che esplode. L’effetto visivo lo ha reso virale, ma la sua storia va oltre la curiosità estetica.

Diffuso nel Sud-est asiatico, nelle isole del Pacifico, in Micronesia, Polinesia, alle Hawaii e in alcune aree dell’Australia orientale, l’hala è il frutto di diverse specie di pandanus ed è da secoli parte dell’alimentazione e della cultura di molte comunità oceaniche. In alcuni atolli rappresenta ancora una risorsa importante, non soltanto come alimento.

La forma è quella di una grossa infruttescenza composta da numerosi segmenti, stretti attorno a un asse centrale legnoso. Ogni segmento, chiamato in alcune tradizioni “chiave”, contiene polpa fibrosa e commestibile. Quando i singoli elementi vengono separati, il centro del frutto assume quell’aspetto “geologico” che lo ha reso famoso.

Che sapore ha il frutto hala e come si consuma

Più che per un gusto l’hala è apprezzato per versatilità e valore nutritivo. La polpa viene consumata fresca, ma in molte aree viene essiccata e trasformata in farine o paste utilizzate nella cucina casalinga. La consistenza e il sapore sono accostati a note vegetali dolci, talvolta paragonate alla zucca, mentre i derivati essiccati ricordano, per uso e texture, prodotti amidacei simili alla tapioca.

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Foto da Facebook

La resa alimentare del frutto è una delle ragioni della sua importanza storica: un singolo esemplare può essere suddiviso in numerose porzioni, l’ideale per delle popolazioni così tanto povere. La tendenza a essiccarlo è curiosa perché può sembrare controproducente ma, in maniera del tutto empirica, le persone del Pacifico hanno notato che questo frutto contiene enormi quantità di ossalati di calcio, composti presenti in diversi vegetali che, se assunti in quantità elevate e con regolarità, possono risultare problematici portando alla formazione di calcoli renali di ossalato di calcio, causati dalla cristallizzazione del sale nelle vie urinarie, provocando dolore intenso, ematuria (sangue nelle urine) e possibili danni renali. Per questo molte popolazionico hanno sviluppato metodi di lavorazione che ne rendono il consumo più adatto.

La somiglianza con la struttura interna della Terra ha fatto il resto per rendere questo prodotto così famoso. Sezionato, l’hala mostra colori che ricordano crosta, mantello e nucleo, con una precisione incredibile che ha alimentato il paragone. È un’associazione visiva abbastanza potente da trasformare un frutto poco noto in un piccolo caso di fascinazione da social.

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Foto cover da Medium.com

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